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“Armatori e Capitani di Mare” storie di armatori, capitani, marinari milazzesi

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C’è anche una storia che, se si vuole, si svolge più in sordina, ma anch’essa assai ragguardevole: la storia della marineria commerciale milazzese. che, nei secoli, è stata una parte molto importante dell’economia della città. C’è da chiedersi, e da chiedere a chi ha nelle mani la politica dei trasporti nel nostro Paese, se il mare di Milazzo possa diventare nuovamente importante come tradizionalmente è stato. più du 46 anni fa il concittadino, comm. Peppino Greco, presentò nei locali del circolo “Duca di Genova” una Mostra intitolata: “‘Ricerche e Memorie sulla Marineria di Milazzo dal 1870 al 1882″, sedici quadri aventi per soggetto: i velieri e i brigantini usciti in quegli anni dai cantieri di Milazzo, di cui erano rispettivamente titolari i Fratelli Previdenti e Giovanni e Stefano Vitale. Ac
?
compagnavano i singoli quadri la descrizione delle imbarcazioni, la stazza, i nomi degli armatori, dei comandanti e dei marinari componenti gli equipaggi.
Un atto di omaggio a un passato cui lo stesso Peppino Greco era certo interessato, per ragioni di famiglia, ma anche una testimonianza del ruolo economico importante che il comparto della cantieristica navale ebbe a Milazzo e della intraprendenza e del coraggio con cui famiglie e gruppi armatoriali milazzesi seppero gestire i loro commerci, dando lavoro a centinaia di persone e affidando al mare le loro fortune, nel segno dell’attenzione al nuovo che emergeva dal corso della storie tra ‘800 e ‘900.
C’è tutto questo e altro , nella mostra inaugurata giovedì 6 agosto, alle ore 19:00, intitolata “Armatori e Capitani di Mare”, allestita negli antichi magazzini del Molo Marullo (civico 2) dal Museo Etnoantropologico e Naturalistico “Domenico Ryolo” in collaborazione col Comandante Gaetano Salmeri.
La mostra sarà visitabile sino alla fine di settembre, a margine dell’esposizione sull’eroico Ammiraglio Luigi Rizzo, e rappresenta la prima tappa di un itinerario espositivo sulla storia del Porto di Milazzo e della sua marineria mercantile, che nei prossimi mesi illustrerà altri capitani ed altri protagonisti del ceto armatoriale.
Sarà così possibile riscoprire la figura del Capitano Francesco Impallomeni (1885-1965), il quale, tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, prestò servizio a bordo del piroscafo “Esperia” della SITMAR, poi Lloyd Triestino, di cui fu Presidente Luigi Rizzo. Lungo la linea Genova-Alessandria d’Egitto, con l’ausilio del sestante ed osservando stelle e pianeti, tracciava il punto nave astronomico nel bel mezzo del Mediterraneo, annotando i suoi elaborati calcoli trigonometrici in quaderni ormai centenari giunti fortunatamente sino ai giorni nostri.
Ad arricchire l’esposizione una serie di preziosi documenti d’archivio, come quelli relativi ai bastimenti degli armatori Pietro e Paolo Galletti, vissuti nell’Ottocento, o il dettagliato rapporto risalente al 1727 che attesta il fortunale occorso al pinco di Patron Vincenzo Buccafusca, costretto a gettare in mare parte del suo carico di legname nel disperato tentativo di salvare l’equipaggio e lo stesso pinco.
Impreziosiscono la mostra alcuni antichi strumenti nautici appartenuti ad autorevoli esponenti della marineria mercantile milazzese, come l’ottante impiegato nel Mar Nero dal Capitano Onofrio Perez (1842-1908), che subentrò a Capitan Giacomo Rizzo al comando del brigantino a palo “Il Mugnajo”, o come i Capitani Vincenzo e Giuseppe Cusimano, di cui sarà possibile ammirare, tra l’altro, una splendida coppia di cannocchiali, impiegati sui loro bastimenti a cavallo tra Otto e Novecento.
Nell’allestimento dell’esposizione, che intende rappresentare un ideale avamposto nel Porto del Museo delle Arti Marinare allestito di recente nell’ex Asilo Calcagno di Vaccarella, la Società Milazzese di Storia Patria ed il Museo Ryolo si sono avvalsi della fattiva collaborazione del restauratore Alessandro Bertè, dell’ebanista Stefano Di Bella, del Sig. Gianfranco Codraro e del Dottor Francesco La Spada, che ha offerto inediti documenti d’archivio sulle importazioni milazzesi di grani dal lontano Mare d’Azof.
La mostra si avvale altresì della collaborazione autorevole del Comandante Gaetano Salmeri, il quale ha consentito di reperire reperti marinari di notevole suggestione, e delle famiglie milazzesi che hanno messo a disposizione antichi strumenti nautici e documenti d’archivio appartenuti ai loro antenati. Un ringraziamento va in particolare alla Dott.ssa Alessandra Lisi, alla Prof.ssa Enza Perez, all’Avv. Fabio Coppolino, al Sig. Vincenzo Di Natale, al Dottor Stefano Greco, al Dottor Nino De Pasquale ed al Dottor Giovanni Trimboli.
Il martedì ed il giovedì sera, dalle 19 alle 20:30, i visitatori potranno avvalersi della visita guidata di Massimo Tricamo, che illustrerà il frutto delle ultime ricerche d’archivio sulla storia della marineria mercantile milazzese.
La marineria di Milazzo, gli armatori e dei relativi approfondimenti sulla storia della marineria milazzese è chiaro e profondo: restituire a Milazzo la piena consapevolezza della sua grande identità marinara e mercantile, un patrimonio storico straordinario che ha guidato l’economia, lo sviluppo sociale e il prestigio della città tra l’Ottocento e il Novecento
Storie di armatori, capitani, marinari milazzesi:
Anche gli organizzatori e la città  vuole  rendere omaggio a quella marineria, anzitutto riproponendo i nomi degli armatori, dei componenti gli equipaggi, delle imbarcazioni che conobbero le insidie del mare aperto, perfino degli oceani. Gli armatori delle imbarcazioni a vela (da 100 a 800 tonnellate):Paolo e Pietro Galletti; Francesco Imbruglia, Francesco Piraino, Saverio Vicari, Marchese Tommaso D’Amico, Stefano Piraino. Soci Molini Perseverante, Francesco Carlo Bonaccorsi. Giovanni Scarinci. Gli armatori dei piroscafi (da 600 a 3000 tonnellate): Stefano Trifiletti, Pietro Oliva. Pietro Siragusa, Francesco Greco (fu Stefano), Francesco Buccafusca, Antonino Vaccarino, Francesco e Giuseppe Greco, Mariano Di Bella. Alcuni risultano armatori di più imbarcazioni: Paolo e Pietro Galletti di ben tre velieri: “Giulietta”, “Enrichetta”. e “Concetta Caterina”; la Società Molini Perseverante, del “Perseverante” e del “Mugnaio”: Stefano Piraino, de “La Famiglia” e dell’ “Unione”.
Figurano nell’elenco anche armatori non milazzesi, ma proprietari di imbarcazioni uscite dai cantieri milazzesi: Kelly, di Trapani, i fratelli Marco e Antonio Miceli, di Messina, Rocco Rota e Pacileo, anch’essi di Messina. I comandanti: Francesco Villari, Matteo Alioto, Giuseppe Vicari . Giovanni Vitale, Francesco Imbruglia. Antonino Andriolo. Natale Cavallaro. Giuseppe Spanò, Francesco Alioto, Pietro Minasi, Francesco Iannello. Rizzo, Salvatore Greco (fu Stefano), Stefano Vicari, Francesco Greco (fu Salvatore), Giovanni Rizzo, Luig i Rizzo, Giuseppe Buccafusca.
I velieri e i brigantini: “Giulietta” (200 ton.), “Enrichetta ” (170), “Concetta Caterina” (100). “Assunta” (180), “Marietta” (300). “Roma” (160). “Corriere” (400), “L a Famiglia” (500), “Perseverante” (400), “Mugnaio” (350), “Unione” (500). “Francesco ” (500), “Avvenire” (600), “Marianna” (120), ” La Susanna” (800), “Salvatore” (800). I piroscafi: “Suez” (2000 ton.), “Gibilterra” (2000). “Bosforo” (2000), anno 1893. armatore Stefano Trifiletti; “Siciliano 2° ” (1850), ex Princess “E/NA”-Liverpool, anni 1932-42, armatore Francesco Buccafusca;”Mylae” (olii e sapone), anno 1948. armatore Antonio Vaccarino; “Siciliano” (3000 ton.), anni 1897-1913. armatori Francesco e Giuseppe Greco; “Franca” (600), anni 1925-35, armatore Mariano Di Bella; “Perseverante” (1500), anno 1888, armatore Pietro Siragusa; “Unione” (2000), anno 1892, armatore Francesco Greco (fu Stefano); “Rodop” (trasporto animali), anno 1920. armatore Pietro Oliva.
La mostra demolisce l’immaginario comune che descrive Vaccarella unicamente come un modesto borgo di pescatori, svelandolo invece come il cuore pulsante dell’aristocrazia marinara, dimora di ricche famiglie di armatori, capitani di lungo corso e maestri d’ascia i cui traffici spaziavano ben oltre i confini locali.
L’economia complessa tra terra e mare: Viene sottolineato come la grandezza di Milazzo non si fondasse solo sulla navigazione o sulla pesca, ma su una solida sinergia con l’agricoltura e le produzioni locali, come l’esportazione su scala internazionale del celebre vino Mamertino e l’importazione di materie prime strategiche (il grano dal Mar Nero e il carbone dall’Inghilterra).
Il martedì ed il giovedì sera, dalle 19 alle 20:30, i visitatori potranno avvalersi della visita guidata di Massimo Tricamo, che illustrerà il frutto delle ultime ricerche d’archivio sulla storia della marineria mercantile milazzese.
Si può dire che, almeno per il passato ,  una gran parte della storia di questa nostra città abbia legami strettissimi col mare e col suo porto.
Come stanno oggi le cose : L’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto gestisce il porto di Milazzo accentrando le decisioni a Messina. Molti cittadini e operatori locali percepiscono questa governance centralizzata come distante dalla storia marinara di Milazzo e un freno per l’economia locale, a causa dei ritardi nella pianificazione e del traffico pesante non integrato. La gestione centralizzata dell’ente e il rapporto con il territorio presentano diversi aspetti critici e alcune dinamiche di sviluppo:
L’ente coordina scali siciliani e calabresi, riducendo il peso politico ed economico delle istanze specifiche di Milazzo.
Mancanza di un Piano Regolatore Portuale aggiornato: La mancanza di strumenti urbanistici adeguati per oltre un decennio ha bloccato investimenti e spazi per la nautica e la città.Economia e impatto sul territorioTraffico e viabilità: Il flusso dei mezzi pesanti (Ro-Ro) e dei passeggeri diretti verso le Isole Eolie grava sulla viabilità urbana.
Conflitto città-porto: La coesistenza tra attività industriali, commerciali (rinfuse e idrocarburi) e vocazione turistica crea frizioni con il tessuto urbano.
Tentativi di rilancio: Recenti interventi sulla viabilità (come il collegamento tra zona Acqueviole e i gate d’imbarco) puntano ad alleggerire il carico sul centro cittadini
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C’è anche una storia che, se si vuole, si svolge più in sordina, ma anch’essa assai ragguardevole: la storia della marineria commerciale milazzese. che, nei secoli, è stata una parte molto importante dell’economia della città. C’è da chiedersi, e da chiedere a chi ha nelle mani la politica dei trasporti nel nostro Paese, se il mare di Milazzo possa diventare nuovamente importante come tradizionalmente è stato. più du 46 anni fa il concittadino, comm. Peppino Greco, presentò nei locali del circolo “Duca di Genova” una Mostra intitolata: “‘Ricerche e Memorie sulla Marineria di Milazzo dal 1870 al 1882″, sedici quadri aventi per soggetto: i velieri e i brigantini usciti in quegli anni dai cantieri di Milazzo, di cui erano rispettivamente titolari i Fratelli Previdenti e Giovanni e Stefano Vitale. Ac
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compagnavano i singoli quadri la descrizione delle imbarcazioni, la stazza, i nomi degli armatori, dei comandanti e dei marinari componenti gli equipaggi.
Un atto di omaggio a un passato cui lo stesso Peppino Greco era certo interessato, per ragioni di famiglia, ma anche una testimonianza del ruolo economico importante che il comparto della cantieristica navale ebbe a Milazzo e della intraprendenza e del coraggio con cui famiglie e gruppi armatoriali milazzesi seppero gestire i loro commerci, dando lavoro a centinaia di persone e affidando al mare le loro fortune, nel segno dell’attenzione al nuovo che emergeva dal corso della storie tra ‘800 e ‘900.
C’è tutto questo e altro , nella mostra inaugurata giovedì 6 agosto, alle ore 19:00, intitolata “Armatori e Capitani di Mare”, allestita negli antichi magazzini del Molo Marullo (civico 2) dal Museo Etnoantropologico e Naturalistico “Domenico Ryolo” in collaborazione col Comandante Gaetano Salmeri.
La mostra sarà visitabile sino alla fine di settembre, a margine dell’esposizione sull’eroico Ammiraglio Luigi Rizzo, e rappresenta la prima tappa di un itinerario espositivo sulla storia del Porto di Milazzo e della sua marineria mercantile, che nei prossimi mesi illustrerà altri capitani ed altri protagonisti del ceto armatoriale.
Sarà così possibile riscoprire la figura del Capitano Francesco Impallomeni (1885-1965), il quale, tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, prestò servizio a bordo del piroscafo “Esperia” della SITMAR, poi Lloyd Triestino, di cui fu Presidente Luigi Rizzo. Lungo la linea Genova-Alessandria d’Egitto, con l’ausilio del sestante ed osservando stelle e pianeti, tracciava il punto nave astronomico nel bel mezzo del Mediterraneo, annotando i suoi elaborati calcoli trigonometrici in quaderni ormai centenari giunti fortunatamente sino ai giorni nostri.
Ad arricchire l’esposizione una serie di preziosi documenti d’archivio, come quelli relativi ai bastimenti degli armatori Pietro e Paolo Galletti, vissuti nell’Ottocento, o il dettagliato rapporto risalente al 1727 che attesta il fortunale occorso al pinco di Patron Vincenzo Buccafusca, costretto a gettare in mare parte del suo carico di legname nel disperato tentativo di salvare l’equipaggio e lo stesso pinco.
Impreziosiscono la mostra alcuni antichi strumenti nautici appartenuti ad autorevoli esponenti della marineria mercantile milazzese, come l’ottante impiegato nel Mar Nero dal Capitano Onofrio Perez (1842-1908), che subentrò a Capitan Giacomo Rizzo al comando del brigantino a palo “Il Mugnajo”, o come i Capitani Vincenzo e Giuseppe Cusimano, di cui sarà possibile ammirare, tra l’altro, una splendida coppia di cannocchiali, impiegati sui loro bastimenti a cavallo tra Otto e Novecento.
Nell’allestimento dell’esposizione, che intende rappresentare un ideale avamposto nel Porto del Museo delle Arti Marinare allestito di recente nell’ex Asilo Calcagno di Vaccarella, la Società Milazzese di Storia Patria ed il Museo Ryolo si sono avvalsi della fattiva collaborazione del restauratore Alessandro Bertè, dell’ebanista Stefano Di Bella, del Sig. Gianfranco Codraro e del Dottor Francesco La Spada, che ha offerto inediti documenti d’archivio sulle importazioni milazzesi di grani dal lontano Mare d’Azof.
La mostra si avvale altresì della collaborazione autorevole del Comandante Gaetano Salmeri, il quale ha consentito di reperire reperti marinari di notevole suggestione, e delle famiglie milazzesi che hanno messo a disposizione antichi strumenti nautici e documenti d’archivio appartenuti ai loro antenati. Un ringraziamento va in particolare alla Dott.ssa Alessandra Lisi, alla Prof.ssa Enza Perez, all’Avv. Fabio Coppolino, al Sig. Vincenzo Di Natale, al Dottor Stefano Greco, al Dottor Nino De Pasquale ed al Dottor Giovanni Trimboli.
Il martedì ed il giovedì sera, dalle 19 alle 20:30, i visitatori potranno avvalersi della visita guidata di Massimo Tricamo, che illustrerà il frutto delle ultime ricerche d’archivio sulla storia della marineria mercantile milazzese.
La marineria di Milazzo, gli armatori e dei relativi approfondimenti sulla storia della marineria milazzese è chiaro e profondo: restituire a Milazzo la piena consapevolezza della sua grande identità marinara e mercantile, un patrimonio storico straordinario che ha guidato l’economia, lo sviluppo sociale e il prestigio della città tra l’Ottocento e il Novecento
Storie di armatori, capitani, marinari milazzesi:
Anche gli organizzatori e la città  vuole  rendere omaggio a quella marineria, anzitutto riproponendo i nomi degli armatori, dei componenti gli equipaggi, delle imbarcazioni che conobbero le insidie del mare aperto, perfino degli oceani. Gli armatori delle imbarcazioni a vela (da 100 a 800 tonnellate):Paolo e Pietro Galletti; Francesco Imbruglia, Francesco Piraino, Saverio Vicari, Marchese Tommaso D’Amico, Stefano Piraino. Soci Molini Perseverante, Francesco Carlo Bonaccorsi. Giovanni Scarinci. Gli armatori dei piroscafi (da 600 a 3000 tonnellate): Stefano Trifiletti, Pietro Oliva. Pietro Siragusa, Francesco Greco (fu Stefano), Francesco Buccafusca, Antonino Vaccarino, Francesco e Giuseppe Greco, Mariano Di Bella. Alcuni risultano armatori di più imbarcazioni: Paolo e Pietro Galletti di ben tre velieri: “Giulietta”, “Enrichetta”. e “Concetta Caterina”; la Società Molini Perseverante, del “Perseverante” e del “Mugnaio”: Stefano Piraino, de “La Famiglia” e dell’ “Unione”.
Figurano nell’elenco anche armatori non milazzesi, ma proprietari di imbarcazioni uscite dai cantieri milazzesi: Kelly, di Trapani, i fratelli Marco e Antonio Miceli, di Messina, Rocco Rota e Pacileo, anch’essi di Messina. I comandanti: Francesco Villari, Matteo Alioto, Giuseppe Vicari . Giovanni Vitale, Francesco Imbruglia. Antonino Andriolo. Natale Cavallaro. Giuseppe Spanò, Francesco Alioto, Pietro Minasi, Francesco Iannello. Rizzo, Salvatore Greco (fu Stefano), Stefano Vicari, Francesco Greco (fu Salvatore), Giovanni Rizzo, Luig i Rizzo, Giuseppe Buccafusca.
I velieri e i brigantini: “Giulietta” (200 ton.), “Enrichetta ” (170), “Concetta Caterina” (100). “Assunta” (180), “Marietta” (300). “Roma” (160). “Corriere” (400), “L a Famiglia” (500), “Perseverante” (400), “Mugnaio” (350), “Unione” (500). “Francesco ” (500), “Avvenire” (600), “Marianna” (120), ” La Susanna” (800), “Salvatore” (800). I piroscafi: “Suez” (2000 ton.), “Gibilterra” (2000). “Bosforo” (2000), anno 1893. armatore Stefano Trifiletti; “Siciliano 2° ” (1850), ex Princess “E/NA”-Liverpool, anni 1932-42, armatore Francesco Buccafusca;”Mylae” (olii e sapone), anno 1948. armatore Antonio Vaccarino; “Siciliano” (3000 ton.), anni 1897-1913. armatori Francesco e Giuseppe Greco; “Franca” (600), anni 1925-35, armatore Mariano Di Bella; “Perseverante” (1500), anno 1888, armatore Pietro Siragusa; “Unione” (2000), anno 1892, armatore Francesco Greco (fu Stefano); “Rodop” (trasporto animali), anno 1920. armatore Pietro Oliva.
La mostra demolisce l’immaginario comune che descrive Vaccarella unicamente come un modesto borgo di pescatori, svelandolo invece come il cuore pulsante dell’aristocrazia marinara, dimora di ricche famiglie di armatori, capitani di lungo corso e maestri d’ascia i cui traffici spaziavano ben oltre i confini locali.
L’economia complessa tra terra e mare: Viene sottolineato come la grandezza di Milazzo non si fondasse solo sulla navigazione o sulla pesca, ma su una solida sinergia con l’agricoltura e le produzioni locali, come l’esportazione su scala internazionale del celebre vino Mamertino e l’importazione di materie prime strategiche (il grano dal Mar Nero e il carbone dall’Inghilterra).
Il martedì ed il giovedì sera, dalle 19 alle 20:30, i visitatori potranno avvalersi della visita guidata di Massimo Tricamo, che illustrerà il frutto delle ultime ricerche d’archivio sulla storia della marineria mercantile milazzese.
Si può dire che, almeno per il passato ,  una gran parte della storia di questa nostra città abbia legami strettissimi col mare e col suo porto.
Come stanno oggi le cose : L’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto gestisce il porto di Milazzo accentrando le decisioni a Messina. Molti cittadini e operatori locali percepiscono questa governance centralizzata come distante dalla storia marinara di Milazzo e un freno per l’economia locale, a causa dei ritardi nella pianificazione e del traffico pesante non integrato. La gestione centralizzata dell’ente e il rapporto con il territorio presentano diversi aspetti critici e alcune dinamiche di sviluppo:
L’ente coordina scali siciliani e calabresi, riducendo il peso politico ed economico delle istanze specifiche di Milazzo.
Mancanza di un Piano Regolatore Portuale aggiornato: La mancanza di strumenti urbanistici adeguati per oltre un decennio ha bloccato investimenti e spazi per la nautica e la città.Economia e impatto sul territorioTraffico e viabilità: Il flusso dei mezzi pesanti (Ro-Ro) e dei passeggeri diretti verso le Isole Eolie grava sulla viabilità urbana.
Conflitto città-porto: La coesistenza tra attività industriali, commerciali (rinfuse e idrocarburi) e vocazione turistica crea frizioni con il tessuto urbano.
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