ROMA – C’è un’atmosfera tutta speciale che si accende quando Tiziano Ferro sale sul palco dello Stadio Olimpico di Roma, ed è una magia che ieri sera si è rinnovata davanti a oltre sessantamila persone. La prima delle due date capitoline del suo attesissimo STADI26 Tour si è trasformata in una vera e propria festa collettiva, un rito catartico fatto di hit generazionali, lacrime liberatorie e balli scatenati.
Il boato dello stadio sold out ha accolto l’artista di Latina, visibilmente emozionato nel ritrovare il “suo” pubblico romano. Ad aprire le danze sono state le note di “Sono un grande”, la title track del suo ultimo album che ha dato il via a oltre due ore di uno spettacolo visivamente imponente, ma rimasto intimamente umano nel profondo.
La scaletta è stata un perfetto bilanciamento tra il presente e il passato, una colonna sonora che ha unito tre generazioni di fan. Il concerto ha vissuto di contrasti emotivi continui: se l’energia di brani iconici come Xdono, Rosso Relativo e Lo stadio ha fatto letteralmente tremare le tribune dell’Olimpico, sono stati i momenti più intimi a lasciare il segno profondo.
L’Olimpico si è trasformato in un mare di luci e smartphone su ballate senza tempo come Sere nere e Il regalo più grande. Il picco di commozione si è toccato durante l’esecuzione di La fine, dove la voce di Ferro si è incrinata per l’emozione, subito sorretta dal coro oceanico dei sessantamila presenti: un abbraccio virtuale che solo la musica dal vivo sa regalare. ”Roma è casa, Roma non tradisce mai. Grazie per aver custodito le mie canzoni in tutti questi anni”, ha dichiarato l’artista dal palco, visibilmente
Il concerto si è chiuso sui fuochi d’artificio e sulle note di Non me lo so spiegare, lasciando un pubblico stanco ma dagli occhi lucidi. Quello di ieri sera all’Olimpico non è stato solo un concerto, ma la conferma che il legame tra Tiziano Ferro e la sua gente va ben oltre le classifiche: è una questione di cuore. E stasera, per la seconda data, si replica.








