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Comune di Santa Lucia del Mela  : la ricorrenza del 25 Aprile – Festa della Liberazione

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Comune di Santa Lucia del Mela
Oggi  25 Aprile 2026 ,  l’Amministrazione Comunale luciese e  la cittadinanza  ricordano  e celebrano la liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Un giorno che non è solo memoria, ma impegno quotidiano a difendere i valori di libertà, democrazia e pace su cui è fondata la nostra Repubblica. Il 25 Aprile non è solo una data sul calendario, ma il cuore pulsante della nostra identità civile. Santa Lucia del Mela, con la sua storia e le sue radici nel territorio messinese, rende giustizia alla memoria di chi ha scelto il coraggio alla sottomissione; La ricorrenza serve  anche  a ricordarci che, ogni piccolo o grande comunità hanno dato il loro contributo di sangue e ideali alla causa nazionale. I valori nati dalla Resistenza sono le fondamenta su cui poggia la nostra convivenza civile. La Libertà non è scontata, è un’eredità che va custodita con la partecipazione attiva. I valori nati dalla Resistenza sono le fondamenta su cui poggia la nostra convivenza civile.”La libertà è come l’aria, ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.” (Piero Calamandrei)
Oggi è anche  il ricordo , dei i caduti in in guerra e  martiri della Resistenza e tutti i luciesi che si sono battuti per la libertà e la democrazia.Santa Lucia del Mela , per la sua posizione strategica tra la costa tirrenica e i monti Peloritani, ha vissuto momenti cruciali durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare nell’estate del 1943, durante l’Operazione Husky (lo sbarco alleato in Sicilia). Sebbene la Resistenza partigiana “classica” sia un fenomeno che ha riguardato maggiormente il Centro-Nord dopo l’8 settembre, la Valle del Mela è stata teatro di scontri feroci e atti di eroismo civile e militare che meritano di essere ricordati. Mentre le truppe americane del Generale Patton avanzavano verso Messina, la Valle del Mela divenne uno degli ultimi baluardi difensivi delle forze italo-tedesche. Le colline sopra Santa Lucia del Mela e i passi montani furono utilizzati dai tedeschi (in particolare dalla 29ª Divisione Panzergrenadier) per rallentare l’avanzata alleata e permettere l’evacuazione delle truppe verso la Calabria attraverso lo Stretto. La valle fu bersagliata dai colpi di cannone e molti cittadini di Santa Lucia e dei comuni limitrofi dovettero rifugiarsi nelle campagne o nelle grotte per sfuggire ai bombardamenti che colpivano le vie di comunicazione. È fondamentale ricordare che molti giovani della Valle del Mela e di Santa Lucia, che si trovavano al Nord per il servizio militare al momento dell’armistizio (8 settembre 1943), non esitarono a salire in montagna. La storia della Resistenza italiana è piena di nomi siciliani che combatterono nelle brigate Garibaldi o Matteotti in Piemonte, Lombardia e Veneto . Un sacrificio non invano  di questi figli  delle nostre comunità che sono caduti lontano da casa per liberare l’Italia intera. Tra i nomi legati a Messina e provincia che si distinsero nella Resistenza, ricordiamo figure come Antonino Di Giovanni, che divenne un punto di riferimento per le brigate partigiane.
Il  ricordo va anche ai cosiddetti  ” Assassinati di Cividale del Friuli” e  Giacomo Impalà da Santa Lucia del Mela (Messina) di anni 20 , che assieme ad altri sette partigiani trovò la morte presso il campo sportivo di Cividale del Friuli (Udine), oggi intitolato “Martiri della Libertà”, il 18 dicembre 1944, dove vennero fucilati   e i loro  corpi straziati  . L’eccidio fu eseguito da un plotone composto da militi tedeschi e italiani comandato da un fascista italiano, i corpi straziati restarono esposti alla visione dei cittadini e solo dopo due giorni, per interessamento dell’Arciprete Mons. Valentino Liva, vennero sepolti in una fossa dietro la caserma. In tantissimi vennero arrestati, rinchiusi, detenuti, torturati e fucilati: il primo fu l’operaio di 24 anni Antonio Rieppi, ucciso il 2 ottobre del 1943, e dopo di lui le vittime furono più di cento, si continuò a uccidere fino al 1° maggio 1945 (l’ultimo assassinato fu A. Zorzi di 22 anni). Le testimonianze raccolte nel dopoguerra tra la gente di borgo San Giorgio (una frazione di Cividale del Friuli prospiciente il luogo delle esecuzioni) consentono d’intuire che le cifre dell’eccidio furono forse più spaventose di quelle effettivamente accertate dalle esumazioni effettuate nel dopoguerra
Le fucilazioni avvenivano sulla sponda destra del Natisone e i corpi sepolti in fosse comuni nello stesso luogo, vicino alle sponde del fiume. Alle esecuzioni delle condanna a morte parteciparono anche militi della MVSN ed elementi del fascista “Reggimento Volontari Friulani Tagliamento”, (successivamente denominato “Reggimento alpini Tagliamento”), di fatto dipendente dal comando tedesco
Milazzo, che della Valle del Mela è lo sbocco naturale a mare, subì bombardamenti devastanti, in particolare il golfo di Milazzo , il porto e le infrastrutture ferroviarie furono rasi al suolo.
Gli abitanti della valle assistettero impotenti alla distruzione della propria economia e dei propri punti di riferimento. La “Resistenza” qui fu anche resilienza civile: contadini e operai che aiutarono i profughi e nascosero i soldati sbandati per evitare che finissero prigionieri dei tedeschi durante la ritirata (la cosiddetta Operazione Lehrgang).
Spesso nelle piazze della Valle del Mela i monumenti ai caduti riportano nomi di ragazzi morti nel 1944 o 1945 in località del Nord. Sono loro il ponte ideale che unisce Santa Lucia del Mela alla lotta partigiana nazionale. Oltre alle grandi manovre militari, la storia della Valle del Mela è fatta di piccoli, immensi gesti di coraggio individuale che spesso non finiscono nei libri di scuola, ma che hanno salvato vite e dignità.
Il ruolo del Clero locale : Santa Lucia del Mela è sede di una storica Prelatura, durante i giorni neri del ’43, le chiese e i conventi non furono solo luoghi di preghiera, ma veri centri di assistenza. Sacerdoti e religiosi rimasero al fianco della popolazione quando le autorità civili erano spesso in fuga, facendo da mediatori con le truppe occupanti per evitare rappresaglie e trasformando i locali parrocchiali in ospedali di fortuna per i feriti dai bombardamenti.Infine , sebbene leggermente fuori dalla valle, l’eccidio di Castiglione di Sicilia (agosto 1943) commesso dai nazisti fu un monito terribile per tutta l’area messinese. Gli abitanti della Valle del Mela vissero quel periodo nel terrore delle rappresaglie tedesche, mantenendo però spesso un atteggiamento di boicottaggio silenzioso contro l’occupante.Questi gesti ci insegnano che la Resistenza non fu solo un fatto di armi, ma un moto dell’anima.
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Comune di Santa Lucia del Mela
Oggi  25 Aprile 2026 ,  l’Amministrazione Comunale luciese e  la cittadinanza  ricordano  e celebrano la liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Un giorno che non è solo memoria, ma impegno quotidiano a difendere i valori di libertà, democrazia e pace su cui è fondata la nostra Repubblica. Il 25 Aprile non è solo una data sul calendario, ma il cuore pulsante della nostra identità civile. Santa Lucia del Mela, con la sua storia e le sue radici nel territorio messinese, rende giustizia alla memoria di chi ha scelto il coraggio alla sottomissione; La ricorrenza serve  anche  a ricordarci che, ogni piccolo o grande comunità hanno dato il loro contributo di sangue e ideali alla causa nazionale. I valori nati dalla Resistenza sono le fondamenta su cui poggia la nostra convivenza civile. La Libertà non è scontata, è un’eredità che va custodita con la partecipazione attiva. I valori nati dalla Resistenza sono le fondamenta su cui poggia la nostra convivenza civile.”La libertà è come l’aria, ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.” (Piero Calamandrei)
Oggi è anche  il ricordo , dei i caduti in in guerra e  martiri della Resistenza e tutti i luciesi che si sono battuti per la libertà e la democrazia.Santa Lucia del Mela , per la sua posizione strategica tra la costa tirrenica e i monti Peloritani, ha vissuto momenti cruciali durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare nell’estate del 1943, durante l’Operazione Husky (lo sbarco alleato in Sicilia). Sebbene la Resistenza partigiana “classica” sia un fenomeno che ha riguardato maggiormente il Centro-Nord dopo l’8 settembre, la Valle del Mela è stata teatro di scontri feroci e atti di eroismo civile e militare che meritano di essere ricordati. Mentre le truppe americane del Generale Patton avanzavano verso Messina, la Valle del Mela divenne uno degli ultimi baluardi difensivi delle forze italo-tedesche. Le colline sopra Santa Lucia del Mela e i passi montani furono utilizzati dai tedeschi (in particolare dalla 29ª Divisione Panzergrenadier) per rallentare l’avanzata alleata e permettere l’evacuazione delle truppe verso la Calabria attraverso lo Stretto. La valle fu bersagliata dai colpi di cannone e molti cittadini di Santa Lucia e dei comuni limitrofi dovettero rifugiarsi nelle campagne o nelle grotte per sfuggire ai bombardamenti che colpivano le vie di comunicazione. È fondamentale ricordare che molti giovani della Valle del Mela e di Santa Lucia, che si trovavano al Nord per il servizio militare al momento dell’armistizio (8 settembre 1943), non esitarono a salire in montagna. La storia della Resistenza italiana è piena di nomi siciliani che combatterono nelle brigate Garibaldi o Matteotti in Piemonte, Lombardia e Veneto . Un sacrificio non invano  di questi figli  delle nostre comunità che sono caduti lontano da casa per liberare l’Italia intera. Tra i nomi legati a Messina e provincia che si distinsero nella Resistenza, ricordiamo figure come Antonino Di Giovanni, che divenne un punto di riferimento per le brigate partigiane.
Il  ricordo va anche ai cosiddetti  ” Assassinati di Cividale del Friuli” e  Giacomo Impalà da Santa Lucia del Mela (Messina) di anni 20 , che assieme ad altri sette partigiani trovò la morte presso il campo sportivo di Cividale del Friuli (Udine), oggi intitolato “Martiri della Libertà”, il 18 dicembre 1944, dove vennero fucilati   e i loro  corpi straziati  . L’eccidio fu eseguito da un plotone composto da militi tedeschi e italiani comandato da un fascista italiano, i corpi straziati restarono esposti alla visione dei cittadini e solo dopo due giorni, per interessamento dell’Arciprete Mons. Valentino Liva, vennero sepolti in una fossa dietro la caserma. In tantissimi vennero arrestati, rinchiusi, detenuti, torturati e fucilati: il primo fu l’operaio di 24 anni Antonio Rieppi, ucciso il 2 ottobre del 1943, e dopo di lui le vittime furono più di cento, si continuò a uccidere fino al 1° maggio 1945 (l’ultimo assassinato fu A. Zorzi di 22 anni). Le testimonianze raccolte nel dopoguerra tra la gente di borgo San Giorgio (una frazione di Cividale del Friuli prospiciente il luogo delle esecuzioni) consentono d’intuire che le cifre dell’eccidio furono forse più spaventose di quelle effettivamente accertate dalle esumazioni effettuate nel dopoguerra
Le fucilazioni avvenivano sulla sponda destra del Natisone e i corpi sepolti in fosse comuni nello stesso luogo, vicino alle sponde del fiume. Alle esecuzioni delle condanna a morte parteciparono anche militi della MVSN ed elementi del fascista “Reggimento Volontari Friulani Tagliamento”, (successivamente denominato “Reggimento alpini Tagliamento”), di fatto dipendente dal comando tedesco
Milazzo, che della Valle del Mela è lo sbocco naturale a mare, subì bombardamenti devastanti, in particolare il golfo di Milazzo , il porto e le infrastrutture ferroviarie furono rasi al suolo.
Gli abitanti della valle assistettero impotenti alla distruzione della propria economia e dei propri punti di riferimento. La “Resistenza” qui fu anche resilienza civile: contadini e operai che aiutarono i profughi e nascosero i soldati sbandati per evitare che finissero prigionieri dei tedeschi durante la ritirata (la cosiddetta Operazione Lehrgang).
Spesso nelle piazze della Valle del Mela i monumenti ai caduti riportano nomi di ragazzi morti nel 1944 o 1945 in località del Nord. Sono loro il ponte ideale che unisce Santa Lucia del Mela alla lotta partigiana nazionale. Oltre alle grandi manovre militari, la storia della Valle del Mela è fatta di piccoli, immensi gesti di coraggio individuale che spesso non finiscono nei libri di scuola, ma che hanno salvato vite e dignità.
Il ruolo del Clero locale : Santa Lucia del Mela è sede di una storica Prelatura, durante i giorni neri del ’43, le chiese e i conventi non furono solo luoghi di preghiera, ma veri centri di assistenza. Sacerdoti e religiosi rimasero al fianco della popolazione quando le autorità civili erano spesso in fuga, facendo da mediatori con le truppe occupanti per evitare rappresaglie e trasformando i locali parrocchiali in ospedali di fortuna per i feriti dai bombardamenti.Infine , sebbene leggermente fuori dalla valle, l’eccidio di Castiglione di Sicilia (agosto 1943) commesso dai nazisti fu un monito terribile per tutta l’area messinese. Gli abitanti della Valle del Mela vissero quel periodo nel terrore delle rappresaglie tedesche, mantenendo però spesso un atteggiamento di boicottaggio silenzioso contro l’occupante.Questi gesti ci insegnano che la Resistenza non fu solo un fatto di armi, ma un moto dell’anima.
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