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Fondi Ue, via libera dalla Regione: 33 Milioni di euro in arrivo per il rilancio dei Nebrodi

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Approvata la delibera di giunta: l’area interna “Nebrodi” diventa “organismo intermedio” e gestirà direttamente 35 progetti. Coinvolti 29 Comuni guidati da Sant’Agata di Militello.

PALERMO – Svolta storica per lo sviluppo economico, sociale e infrastrutturale del comprensorio nebroideo. La giunta regionale, su proposta del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, ha approvato lo schema di convenzione che riconosce l’area interna “Nebrodi” come “organismo intermedio”.

Questo passaggio burocratico cruciale affida direttamente alla coalizione locale le funzioni di gestione, attuazione e controllo dei fondi europei legati alle strategie territoriali del Pr Fesr Sicilia 21-27. Sul piatto ci sono ben 32,9 milioni di euro destinati a finanziare 35 progetti già individuati.

I numeri e i settori chiave del macro-piano

L’accordo interesserà un territorio vastissimo, esteso su ben 1.167 chilometri quadrati, che conta una popolazione di circa ottantamila abitanti. I finanziamenti europei verranno stanziati per cambiare il volto di questa fetta di Sicilia, puntando su quattro pilastri fondamentali:

  • Mobilità locale sostenibile: per rompere l’isolamento dei piccoli comuni montani.
  • Efficienza energetica: con interventi mirati sugli edifici pubblici.
  • Turismo e cultura: per la valorizzazione del patrimonio naturale e lo sviluppo economico integrato.
  • Sicurezza e inclusione sociale: con misure a tutela del tessuto cittadino.

Decentralizzazione dei fondi: l’iter verso la firma

I Nebrodi rappresentano la terza area interna dell’Isola (dopo “Madonie” e “Troina”) a ottenere il via libera della giunta. Adesso la palla passa ai dipartimenti regionali competenti (Autonomie locali, Energia, Infrastrutture e Pianificazione strategica) che sigleranno la convenzione tecnica.

L’ultimo step formale sarà la firma dell’accordo di programma tra il governatore Schifani e il referente dell’organismo intermedio nebroideo. Questo passaggio sbloccherà ufficialmente la prima anticipazione economica delle somme previste, dando il via ai cantieri.

La mappa dei 29 Comuni coinvolti

L’autorità territoriale vede come ente capofila il Comune di Sant’Agata di Militello. Insieme, a fare rete, ci sono altre 28 amministrazioni locali:

Acquedolci, Alcara li Fusi, Capizzi, Capri Leone, Caronia, Castel di Lucio, Castell’Umberto, Floresta, Frazzanò, Galati Mamertino, Longi, Militello Rosmarino, Mirto, Mistretta, Motta d’Affermo, Naso, Pettineo, Raccuja, Reitano, San Fratello, San Marco d’Alunzio, San Salvatore di Fitalia, Santo Stefano di Camastra, Sinagra, Torrenova, Tortorici, Tusa, Ucria.

Il quadro regionale: oltre 1,2 miliardi per i territori

L’operazione Nebrodi si inserisce in una più ampia strategia di decentramento dei fondi comunitari in Sicilia. In totale, sono 16 (su 19) le autorità urbane e territoriali che hanno richiesto lo status di organismo intermedio. Il dipartimento Programmazione sta completando le verifiche sui requisiti delle varie coalizioni, divise tra 7 Aree urbane funzionali (Fua) e 9 Aree interne.

A livello generale, le risorse complessive stanziate dalla Regione Siciliana per le politiche territoriali sono mastodontiche e ridisegneranno l’isola.

Per i territori che non otterranno la qualifica di organismo intermedio, la gestione rimarrà in mano ai singoli dipartimenti regionali. Nei Nebrodi, invece, la sfida dello sviluppo sarà gestita a chilometro zero dai sindaci del territorio.

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Approvata la delibera di giunta: l’area interna “Nebrodi” diventa “organismo intermedio” e gestirà direttamente 35 progetti. Coinvolti 29 Comuni guidati da Sant’Agata di Militello.

PALERMO – Svolta storica per lo sviluppo economico, sociale e infrastrutturale del comprensorio nebroideo. La giunta regionale, su proposta del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, ha approvato lo schema di convenzione che riconosce l’area interna “Nebrodi” come “organismo intermedio”.

Questo passaggio burocratico cruciale affida direttamente alla coalizione locale le funzioni di gestione, attuazione e controllo dei fondi europei legati alle strategie territoriali del Pr Fesr Sicilia 21-27. Sul piatto ci sono ben 32,9 milioni di euro destinati a finanziare 35 progetti già individuati.

I numeri e i settori chiave del macro-piano

L’accordo interesserà un territorio vastissimo, esteso su ben 1.167 chilometri quadrati, che conta una popolazione di circa ottantamila abitanti. I finanziamenti europei verranno stanziati per cambiare il volto di questa fetta di Sicilia, puntando su quattro pilastri fondamentali:

  • Mobilità locale sostenibile: per rompere l’isolamento dei piccoli comuni montani.
  • Efficienza energetica: con interventi mirati sugli edifici pubblici.
  • Turismo e cultura: per la valorizzazione del patrimonio naturale e lo sviluppo economico integrato.
  • Sicurezza e inclusione sociale: con misure a tutela del tessuto cittadino.

Decentralizzazione dei fondi: l’iter verso la firma

I Nebrodi rappresentano la terza area interna dell’Isola (dopo “Madonie” e “Troina”) a ottenere il via libera della giunta. Adesso la palla passa ai dipartimenti regionali competenti (Autonomie locali, Energia, Infrastrutture e Pianificazione strategica) che sigleranno la convenzione tecnica.

L’ultimo step formale sarà la firma dell’accordo di programma tra il governatore Schifani e il referente dell’organismo intermedio nebroideo. Questo passaggio sbloccherà ufficialmente la prima anticipazione economica delle somme previste, dando il via ai cantieri.

La mappa dei 29 Comuni coinvolti

L’autorità territoriale vede come ente capofila il Comune di Sant’Agata di Militello. Insieme, a fare rete, ci sono altre 28 amministrazioni locali:

Acquedolci, Alcara li Fusi, Capizzi, Capri Leone, Caronia, Castel di Lucio, Castell’Umberto, Floresta, Frazzanò, Galati Mamertino, Longi, Militello Rosmarino, Mirto, Mistretta, Motta d’Affermo, Naso, Pettineo, Raccuja, Reitano, San Fratello, San Marco d’Alunzio, San Salvatore di Fitalia, Santo Stefano di Camastra, Sinagra, Torrenova, Tortorici, Tusa, Ucria.

Il quadro regionale: oltre 1,2 miliardi per i territori

L’operazione Nebrodi si inserisce in una più ampia strategia di decentramento dei fondi comunitari in Sicilia. In totale, sono 16 (su 19) le autorità urbane e territoriali che hanno richiesto lo status di organismo intermedio. Il dipartimento Programmazione sta completando le verifiche sui requisiti delle varie coalizioni, divise tra 7 Aree urbane funzionali (Fua) e 9 Aree interne.

A livello generale, le risorse complessive stanziate dalla Regione Siciliana per le politiche territoriali sono mastodontiche e ridisegneranno l’isola.

Per i territori che non otterranno la qualifica di organismo intermedio, la gestione rimarrà in mano ai singoli dipartimenti regionali. Nei Nebrodi, invece, la sfida dello sviluppo sarà gestita a chilometro zero dai sindaci del territorio.

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