MESSINA – Un macabro ritrovamento ha scosso la tranquillità di Galati Marina. Durante una serata trascorsa tra amici, un ragazzo ha notato un contenitore sospetto lasciato incustodito tra le traverse di via Nazionale, a poca distanza dalla spiaggia.
Si tratta di un bidone alto circa cinquanta centimetri, simile a quelli comunemente utilizzati per la conservazione della salamoia. A spingere il giovane ad avvicinarsi è stato il forte odore di putrefazione che si percepiva distintamente già a diversi metri di distanza.
L’intervento delle autorità
Una volta scoperto il contenuto — un ammasso informe di materiale organico e frammenti ossei in avanzato stato di decomposizione — è scattato immediatamente l’allarme. Sul posto sono intervenuti:
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Gli agenti della Polizia di Stato;
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La Polizia Scientifica di Messina per i rilievi tecnici;
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Il personale veterinario del servizio I.A.P.Z. e tecnici dell’A.S.P.
L’area è stata delimitata per consentire i primi accertamenti, ma le condizioni dei resti, parzialmente mummificati e alterati dal tempo, hanno reso impossibile una valutazione immediata sulla loro origine.
Il mistero dell’osso nel tombino
Un dettaglio ulteriore ha complicato le operazioni: un osso di circa dieci centimetri (presumibilmente un femore o una tibia) è stato rinvenuto all’esterno del bidone. Secondo le prime ricostruzioni, l’osso sarebbe stato preso da alcuni ragazzini e successivamente gettato in un tombino. Per recuperarlo è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco.
Indagini in corso
Il contenitore è stato posto sotto sequestro. Al momento, il quesito principale riguarda la natura dei resti: gli esperti dovranno stabilire con certezza se appartengano a un animale (l’ipotesi al momento più accreditata, forse un cane) o se vi sia un’altra origine.
Gli investigatori stanno inoltre lavorando per capire da quanto tempo il bidone si trovasse in strada e chi possa averlo abbandonato deliberatamente in una zona così frequentata. Solo gli esami scientifici dei prossimi giorni potranno fare piena luce sulla vicenda.








