Il Milazzo Calcio, ritrova il
il punto nave sulla carta” si ritorna a navigare .
In bilico tra la meritata stabilità sportiva raggiunta in Serie D , Il club sta superando le incertezze delle scorse settimane, che avevano paventato la cessione del titolo sportivo. È in fase di definizione il passaggio di quote dai soci dimissionari (Versaci, Laganà, Cappellano, Andaloro, Trimboli) all’imprenditore Anselmo Taranto, che si profila come il principale candidato alla presidenza. L’obiettivo immediato e inderogabile è l’espletamento di tutti gli adempimenti burocratici per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie D. Si lavora alla riorganizzazione della struttura. Tra i nomi caldi per il ruolo di DS figura Giovanni Martello (ex Acr Messina), mentre per la panchina restano in corsa profili come Pippetto Romano, Angelo Bognanni o la conferma di Gaetano Catalano.
Il ritorno in Serie D e la salvezza ottenuta nella stagione 2025/26 non sono visti solo come traguardi sportivi, ma come una conquista generazionale. Il club funge da ponte tra la memoria storica dei successi in Serie C dei padri e l’entusiasmo della Gen Z milazzese. La partecipazione allo stadio “Marco Salmeri” rappresenta un atto di appartenenza territoriale fondamentale per i giovani. Per alimentare il fuoco identitario, il club punta su: Sviluppo del brand e del merchandising ufficiale per rendere i colori rossoblù un segno distintivo urbano. Cura delle strutture, con particolare attenzione alla sistemazione del manto erboso del “Marco Salmeri”. Il Milazzo vive una storia calcistica intensa, caratterizzata da alti e bassi ciclici:
Gli anni d’oro: La gestione Cannistrà (2007-2010) e la successiva era della famiglia Lo Monaco, che portarono il club tra i professionisti (Lega Pro). La Ss Milazzo ha affrontato diversi fallimenti (2005, 2013, 2017), riuscendo sempre a ripartire e a ricostruirsi, dimostrando una capacità di rigenerazione legata indissolubilmente all’attaccamento della comunità mamertina. È evidente che, dopo anni di altalena, il Milazzo stia cercando di trasformare il “fare calcio” in una realtà strutturata e sostenibile, trasformando l’entusiasmo della piazza in una risorsa solida per il futuro. Considerando questa fase di transizione, ritieni che il coinvolgimento dei giovani tifosi tramite forme di azionariato popolare sia una strada concretamente percorribile per garantire la solidità economica necessaria in Serie D, o pensi che la priorità debba restare la ricerca di un forte investitore unico? In Serie D, affidarsi esclusivamente a un singolo investitore è rischioso (come la storia recente del Milazzo dimostra, basta un disimpegno o un problema personale per rischiare il fallimento). La figura del “Presidente-Garante”: l’ingresso di Anselmo Taranto è positivo perché garantisce continuità immediata. Tuttavia, la società dovrebbe muoversi per creare un “Consorzio di Imprese Locali” piuttosto che dipendere da un singolo proprietario. Coinvolgere 5-6 realtà imprenditoriali del territorio riduce il carico finanziario su un unico soggetto e distribuisce il rischio, rendendo il club meno vulnerabile alle crisi economiche individuali.
Azionariato Popolare: non solo fondi, ma “Community” L’azionariato popolare non serve tanto a coprire il budget (che in D è molto alto), quanto a fidelizzare la base. Creare un’associazione di tifosi che possieda una quota minoritaria (anche simbolica, ad esempio il 5-10%) della società. Questo dà ai tifosi diritto di controllo e accesso alla trasparenza dei bilanci. Creare tessere di “Socio Sostenitore” che offrano vantaggi reali (accesso a eventi, sconti sul merchandising ufficiale, prelazione sui biglietti, incontri con la squadra). Questo trasforma lo spettatore della domenica in un “membro” del progetto.
Il problema del campo di gioco non è solo tecnico, è di redditività: Cercare di trasformare il “Marco Salmeri” in un centro che viva tutta la settimana (uffici, shop, area ristoro, spazio eventi giovanili). Se lo stadio diventa un luogo di aggregazione quotidiana, il legame con la città si rafforza e i costi di manutenzione possono essere ammortizzati da attività collaterali.
Focus estremo sul Settore Giovanile : è l’unico modo per abbattere i costi della “rosa” della prima squadra. Scuola Calcio d’Elite: Investire nella crescita di giovani calciatori del comprensorio tirrenico. Se il Milazzo diventa il punto di riferimento per il talento locale, la spesa per gli acquisti esterni diminuisce e il senso di appartenenza aumenta esponenzialmente.
Sintesi operativa per la nuova dirigenza:
Pubblicare periodicamente il bilancio o lo stato di avanzamento dei progetti. La sfiducia nasce dal “non sapere”.
Marketing territoriale: La maglia deve essere indossata dai ragazzi in giro per Milazzo. Collaborazioni con le scuole e le attività commerciali del centro possono rendere il brand “Milazzo Calcio” un simbolo di orgoglio cittadino, non solo una squadra di calcio.
Continuare con i contenuti social (meme, interviste dietro le quinte) perché la Gen Z si aggancia ai valori solo se comunicati con il linguaggio moderno.Il Milazzo ha una storia gloriosa e una tifoseria passionale. Se la dirigenza riuscirà a far sentire la città “proprietaria” del progetto, e non solo spettatrice, il club potrà superare la cronica instabilità degli ultimi anni.









