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Lavoratori immigrati: dalla Sicilia spediti 316 milioni di euro verso i Paesi d’origine

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Dalla Sicilia nel corso del 2025 ben 316 milioni di euro hanno preso il volo verso Paesi stranieri. Sono le rimesse che, secondo Bankitalia, i lavoratori stranieri hanno spedito, attraverso canali ufficiali, alle proprie famiglie d’origine. Risparmi che a certe latitudini possono costituire un vero e proprio tesoretto. Ma a questi 316 milioni, secondo le stime di Fondazione Leone Moressa, va aggiunto un flusso “invisibile” che oscillerebbe tra il 15 e il 45 per cento, portando così il totale a sfiorare, potenzialmente, il mezzo miliardo di euro.

Province

Rimesse 2025

(Milioni euro)

Variaz.

2015-25

Variaz.

2024-25

PALERMO

82

+37,3%

+2,8%

CATANIA

72

+2,8%

+11,2%

MESSINA

47

+24,2%

+13,6%

RAGUSA

40

+66,9%

+9,1%

AGRIGENTO

23

+39,3%

+6,7%

TRAPANI

22

+32,3%

+0,3%

SIRACUSA

21

+17,7%

+3,6%

CALTANISSETTA

7

-23,0%

-3,9%

ENNA

3

-36,4%

-3,8%

SICILIA

316

+23,7%

+6,8%

Da tutta l’Italia partono verso l’estero, ufficialmente, 8,6 miliardi di euro, quindi la Sicilia rientra di diritto nella top ten delle regioni.

Mentre le famiglie italiane dichiarano spesso di non arrivare a fine mese o di avere qualche difficoltà a mettere da parte qualcosa, gli stranieri riescono a risparmiare sempre di più. Basti pensare che le rimesse spedite a casa sono aumentate del 6,8 per cento rispetto al 2024 e addirittura del 23,7 per cento nel confronto con il 2015. Le uniche province in cui si registra un segno negativo sono Caltanissetta ed Enna.

Sul podio, per numero di milioni risparmiati e spediti alle famiglie d’origine, ci sono le le tre province principali: Palermo con 82 milioni, Catania 72 e Messina 47. Al quarto posto, a sorpresa ma non troppo visto il massiccio impiego di manodopera straniera in agricoltura, si piazza Ragusa, da dove nel 2025 sono partiti 40 milioni.

Ma in quali Paesi finisce questo fiume di denaro? Analizzando la provincia di Messina si può avere un’idea complessiva della Sicilia. La parte del leone in riva allo Stretto la fa l’India, che ha ricevuto poco più di 12,9 milioni, seguita dallo Sri Lanka con 8,7, dal Bangladesh con 6 milioni e dalle Filippine con 5,17 milioni. Ben 2,7 milioni sono finiti in Marocco, circa 2,4 in Romania, poco sopra il milione in Tunisia.

Nel Catanese a risparmiare di più per aiutare le famiglie rimaste nel paese d’origine sono i cittadini del Bangladesh, che hanno spedito oltre 22 milioni di euro, seguiti da quelli dello Sri Lanka con 11 milioni. Tendenza confermata anche a Palermo, da dove sono partiti ben 36,58 milioni destinazione Bangladesh. Circa 8 milioni hanno invece preso la via del Ghana. A Ragusa, invece, i più operosi sono sicuramente i tunisini, che hanno spedito a casa oltre 12,5 milioni di euro, seguiti dai cittadini del Bangladesh che si sono fermati a quota 7,65 milioni.

Lavoratori stranieri sempre più indispensabili, quindi, soprattutto in settori come l’agricoltura e l’assistenza alle persone, spesso sottopagati per il lavoro svolto nella realtà quotidiana, ma con una grande capacità di risparmio e tanto spirito di sacrificio. Doti che hanno contribuito a rendere meno gravosa l’esistenza di intere famiglie rimaste a convivere con le difficoltà del proprio Paese.

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Dalla Sicilia nel corso del 2025 ben 316 milioni di euro hanno preso il volo verso Paesi stranieri. Sono le rimesse che, secondo Bankitalia, i lavoratori stranieri hanno spedito, attraverso canali ufficiali, alle proprie famiglie d’origine. Risparmi che a certe latitudini possono costituire un vero e proprio tesoretto. Ma a questi 316 milioni, secondo le stime di Fondazione Leone Moressa, va aggiunto un flusso “invisibile” che oscillerebbe tra il 15 e il 45 per cento, portando così il totale a sfiorare, potenzialmente, il mezzo miliardo di euro.

Province

Rimesse 2025

(Milioni euro)

Variaz.

2015-25

Variaz.

2024-25

PALERMO

82

+37,3%

+2,8%

CATANIA

72

+2,8%

+11,2%

MESSINA

47

+24,2%

+13,6%

RAGUSA

40

+66,9%

+9,1%

AGRIGENTO

23

+39,3%

+6,7%

TRAPANI

22

+32,3%

+0,3%

SIRACUSA

21

+17,7%

+3,6%

CALTANISSETTA

7

-23,0%

-3,9%

ENNA

3

-36,4%

-3,8%

SICILIA

316

+23,7%

+6,8%

Da tutta l’Italia partono verso l’estero, ufficialmente, 8,6 miliardi di euro, quindi la Sicilia rientra di diritto nella top ten delle regioni.

Mentre le famiglie italiane dichiarano spesso di non arrivare a fine mese o di avere qualche difficoltà a mettere da parte qualcosa, gli stranieri riescono a risparmiare sempre di più. Basti pensare che le rimesse spedite a casa sono aumentate del 6,8 per cento rispetto al 2024 e addirittura del 23,7 per cento nel confronto con il 2015. Le uniche province in cui si registra un segno negativo sono Caltanissetta ed Enna.

Sul podio, per numero di milioni risparmiati e spediti alle famiglie d’origine, ci sono le le tre province principali: Palermo con 82 milioni, Catania 72 e Messina 47. Al quarto posto, a sorpresa ma non troppo visto il massiccio impiego di manodopera straniera in agricoltura, si piazza Ragusa, da dove nel 2025 sono partiti 40 milioni.

Ma in quali Paesi finisce questo fiume di denaro? Analizzando la provincia di Messina si può avere un’idea complessiva della Sicilia. La parte del leone in riva allo Stretto la fa l’India, che ha ricevuto poco più di 12,9 milioni, seguita dallo Sri Lanka con 8,7, dal Bangladesh con 6 milioni e dalle Filippine con 5,17 milioni. Ben 2,7 milioni sono finiti in Marocco, circa 2,4 in Romania, poco sopra il milione in Tunisia.

Nel Catanese a risparmiare di più per aiutare le famiglie rimaste nel paese d’origine sono i cittadini del Bangladesh, che hanno spedito oltre 22 milioni di euro, seguiti da quelli dello Sri Lanka con 11 milioni. Tendenza confermata anche a Palermo, da dove sono partiti ben 36,58 milioni destinazione Bangladesh. Circa 8 milioni hanno invece preso la via del Ghana. A Ragusa, invece, i più operosi sono sicuramente i tunisini, che hanno spedito a casa oltre 12,5 milioni di euro, seguiti dai cittadini del Bangladesh che si sono fermati a quota 7,65 milioni.

Lavoratori stranieri sempre più indispensabili, quindi, soprattutto in settori come l’agricoltura e l’assistenza alle persone, spesso sottopagati per il lavoro svolto nella realtà quotidiana, ma con una grande capacità di risparmio e tanto spirito di sacrificio. Doti che hanno contribuito a rendere meno gravosa l’esistenza di intere famiglie rimaste a convivere con le difficoltà del proprio Paese.

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