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Messina, VII Municipalità “Maremonti”: l’appello per una “scatola piena” oltre le beffe della Politica

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In una lettera aperta ai candidati Sindaco, Giovanni Quartarone richiama l’attenzione sul futuro dei Casali del Nord, chiedendo autonomia reale e rappresentanza per i villaggi.

MESSINA – Non una semplice circoscrizione, ma una “scatola piena” di contenuti e poteri reali. È questo l’auspicio che Giovanni Quartarone, già Consigliere del XII Quartiere e Delegato della Pro Loco Casali Peloritani, rivolge ai candidati Sindaco della Città Metropolitana in vista delle prossime sfide amministrative.

Il peso della storia e le ferite del passato

Quartarone rivendica con forza l’identità millenaria dei Casali del Nord, storicamente “polmone vitale” di Messina. Anche la scelta del nome, “Maremonti”, appare a Quartarone come un’inversione che ignora la realtà millenaria del territorio: per secoli, i borghi sorgevano sui pendii come torri di guardia che regolavano i rapporti col Senato Messinese con dignità e rispetto. Questi casali non sono stati solo avamposti di difesa – dagli insediamenti italo-greci alle corie bizantine, dai Basiliani ai vari ordini cavallereschi – ma terre di produzione d’eccellenza come grano, seta, ulivi e vitigni che sostentavano l’economia cittadina. Il documento ricorda inoltre con orgoglio il primato d’avanguardia del popolo di Castanea che, nel 1500, edificò autonomamente la propria Basilica, rimanendo per secoli sotto la diretta custodia della Santa Sede.

Tuttavia, il tono si fa critico verso il percorso politico recente. La nascita della VII Municipalità viene descritta come un’occasione per riparare a un distacco storico, ma gravata dal ricordo del fallito progetto del Comune Autonomo “Montemare”. Secondo Quartarone, quella volontà popolare fu “soffocata” da manovre politiche che accorparono il referendum alle amministrative, riducendo un atto di autodeterminazione a mero gioco elettorale.

Le due proposte: Autonomia e Delegati di Borgo

Per evitare che la nuova istituzione sia l’ennesimo “contentino” che, allo stato attuale, “vale quanto il due di coppe quando la briscola è a spade” (citazione di un ex Presidente di Quartiere), la lettera delinea due pilastri fondamentali:

Uno Statuto Speciale (Autonomia di spesa): Si richiede che la Municipalità sia dotata di autonomia gestionale e di un budget dedicato per la manutenzione ordinaria e il decoro urbano, sottraendo i residenti alle lungaggini burocratiche del centro.

Il Delegato Municipale (Vox Populi): Data l’impossibilità per soli 9 consiglieri di rappresentare equamente 14 villaggi, si propone il recupero dei “capipolo” attraverso la figura del Delegato di Borgo. Un referente ufficiale che faccia da ponte tra cittadini e istituzioni, agendo come “sentinella” del patrimonio storico e paesaggistico.

“Un atto di giustizia, non una beffa” La conclusione di Quartarone è un monito ai futuri amministratori affinché abbiano il coraggio di onorare la storia di un territorio che per millenni è stato “scudo e ricchezza di Messina”. La VII Municipalità deve essere un atto di giustizia sostanziale e non una “beffa” politica.

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In una lettera aperta ai candidati Sindaco, Giovanni Quartarone richiama l’attenzione sul futuro dei Casali del Nord, chiedendo autonomia reale e rappresentanza per i villaggi.

MESSINA – Non una semplice circoscrizione, ma una “scatola piena” di contenuti e poteri reali. È questo l’auspicio che Giovanni Quartarone, già Consigliere del XII Quartiere e Delegato della Pro Loco Casali Peloritani, rivolge ai candidati Sindaco della Città Metropolitana in vista delle prossime sfide amministrative.

Il peso della storia e le ferite del passato

Quartarone rivendica con forza l’identità millenaria dei Casali del Nord, storicamente “polmone vitale” di Messina. Anche la scelta del nome, “Maremonti”, appare a Quartarone come un’inversione che ignora la realtà millenaria del territorio: per secoli, i borghi sorgevano sui pendii come torri di guardia che regolavano i rapporti col Senato Messinese con dignità e rispetto. Questi casali non sono stati solo avamposti di difesa – dagli insediamenti italo-greci alle corie bizantine, dai Basiliani ai vari ordini cavallereschi – ma terre di produzione d’eccellenza come grano, seta, ulivi e vitigni che sostentavano l’economia cittadina. Il documento ricorda inoltre con orgoglio il primato d’avanguardia del popolo di Castanea che, nel 1500, edificò autonomamente la propria Basilica, rimanendo per secoli sotto la diretta custodia della Santa Sede.

Tuttavia, il tono si fa critico verso il percorso politico recente. La nascita della VII Municipalità viene descritta come un’occasione per riparare a un distacco storico, ma gravata dal ricordo del fallito progetto del Comune Autonomo “Montemare”. Secondo Quartarone, quella volontà popolare fu “soffocata” da manovre politiche che accorparono il referendum alle amministrative, riducendo un atto di autodeterminazione a mero gioco elettorale.

Le due proposte: Autonomia e Delegati di Borgo

Per evitare che la nuova istituzione sia l’ennesimo “contentino” che, allo stato attuale, “vale quanto il due di coppe quando la briscola è a spade” (citazione di un ex Presidente di Quartiere), la lettera delinea due pilastri fondamentali:

Uno Statuto Speciale (Autonomia di spesa): Si richiede che la Municipalità sia dotata di autonomia gestionale e di un budget dedicato per la manutenzione ordinaria e il decoro urbano, sottraendo i residenti alle lungaggini burocratiche del centro.

Il Delegato Municipale (Vox Populi): Data l’impossibilità per soli 9 consiglieri di rappresentare equamente 14 villaggi, si propone il recupero dei “capipolo” attraverso la figura del Delegato di Borgo. Un referente ufficiale che faccia da ponte tra cittadini e istituzioni, agendo come “sentinella” del patrimonio storico e paesaggistico.

“Un atto di giustizia, non una beffa” La conclusione di Quartarone è un monito ai futuri amministratori affinché abbiano il coraggio di onorare la storia di un territorio che per millenni è stato “scudo e ricchezza di Messina”. La VII Municipalità deve essere un atto di giustizia sostanziale e non una “beffa” politica.

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