15 C
Sicilia
spot_img

Palazzo D’Amico : appuntamento con l’arte nella letteratura,ospite la Prof M. T. Prestigiacomo.

- Advertisement -spot_img
 Appuntamento con l’arte nella letteratura, un invito davvero affascinante per gli amanti della bellezza e della soria dell’arte.
Milazzo: Martedì 5 maggio, ore 18:00 Palazzo D’Amico, sarà presentantato il Libro della scrittrice, Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, (giornalista e critico), autrice dell’opera letteraria “Di Casa in casa” La seduzione delle case dei pittori da Parigi a Taormina e…” (Carthago Edizioni)
Come emerge brillantemente dal saggio della Prof Prestigiacomo , questi viaggiatori non si sono limitati a “soggiornare”, ma hanno operato una vera e propria trasfigurazione estetica del territorio , non solo quantificabile in termini di notorietà turistica, ma hanno rappresento la fondazione stessa del suo mito moderno, per comprendere quanto profondo sia questo legame:
l’ “Anima Loci” – un complesso vivente e dinamico di tracce di memoria e di emozioni, le più varie, che riguardano oggetti, strade, edifici, luoghi, racconti letterari, artistici e musicali.
Prima dell’arrivo dei grandi artisti del Grand Tour e dei residenti stabili tra fine ‘800 e inizio ‘900, Taormina era un borgo di indubbia bellezza ma isolato. Artisti come Robert Kitson (citato nel testo per la sua celebre Casa Cuseni) hanno “educato” lo sguardo del mondo:
Dalle brume alla luce: Come sottolineato dalla relatrice Zamblera, Kitson ha sostituito i toni cupi del Mare del Nord con l’azzurro ionico e l’iconografia dell’Etna.
Gli artisti hanno trasformato la natura selvaggia in un “paesaggio culturale”, dove l’archeologia greca e la vegetazione mediterranea diventavano simboli di una libertà spirituale che nel resto d’Europa si stava perdendo.
2Taormina come crocevia bohémien, un parallelismo fatto tra la Parigi di Van Gogh e la Taormina internazionale non è casuale. La città siciliana divenne, per molti artisti francesi e inglesi, una “succursale della Ville Lumière” nel cuore del Mediterraneo.
Taormina offriva quella stessa libertà creativa cercata a Montmartre, ma con il valore aggiunto del mito classico.
Taormina deve a questi artisti la capacità di mostrare una facciata “sfavillante e gioiosa”, pur conservando nelle sue “pieghe” (le dimore storiche, i vicoli) quell’energia complessa, a tratti malinconica e profonda, che solo un occhio straniero e colto sapeva cogliere e narrare.
Le “Case dei Pittori”: un patrimonio vivo, il debito di Taormina è custodito nelle sue pietre.
Case come quella di Kitson non sono semplici edifici, ma sono state fucine di idee che hanno attirato altri nomi immensi (da Bertrand Russell a Tennessee Williams).
Come evidenziato dai professori Grasso e Pira nella prefazione del libro, queste dimore sono oggi i pilastri su cui si regge l’attrattività internazionale della città.
Senza il “racconto” visivo e letterario di questi ospiti illustri, Taormina non avrebbe quel valore immateriale che la rende unica nel mercato globale del turismo culturale.
Taormina deve a questi artisti la sua identità cosmopolita. Se oggi la città è percepita come un luogo dove il tempo si ferma e la bellezza diventa cura per l’anima (come la soupe aux oignons per il tormentato Van Gogh nella visione dell’autrice), è perché qualcuno, venendo dal freddo o dal caos delle metropoli europee, ha saputo vedere nell’Etna e nel mare siciliano un’ancora di salvezza, trasformando un luogo fisico in uno stato mentale.
Il saggio di M Prestigiacomo sembra offrire una chiave di lettura molto raffinata su questo tema; ti interessava approfondire una figura specifica tra quelle citate, come Robert Kitson o il legame con la Parigi di fine Ottocento
Sicuramente un importante ruolo è stato quello Florence Trevelyan (prinipessa Inglese) una pioniera del turismo taorminese, trasformando il piccolo borgo in una meta d’élite per la nobiltà europea.
Acquistò il celebre isolotto di Isola Bella , trasformandolo in un rigoglioso giardino esotico, introducendo specie botaniche rare che creano l’attuale biodiversità.
Creò i giardini della sua dimora, noti come Hallington Siculo, che oggi costituiscono il parco pubblico di Taormina, con le caratteristiche “victorian follies” (torrette) usate per osservare gli uccelli. La sua eredità naturalistica e culturale è ancora oggi centrale per l’identità di Taormina.
Un’ottima iniziativa per valorizzare il legame tra il territorio siciliano e le correnti artistiche internazionali e Palazzo D’Amico, con la sua vista sul mare e la sua storia, è sicuramente la cornice ideale per parlare della “seduzione” delle case d’artista.
- Advertisement -spot_img
 Appuntamento con l’arte nella letteratura, un invito davvero affascinante per gli amanti della bellezza e della soria dell’arte.
Milazzo: Martedì 5 maggio, ore 18:00 Palazzo D’Amico, sarà presentantato il Libro della scrittrice, Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo, (giornalista e critico), autrice dell’opera letteraria “Di Casa in casa” La seduzione delle case dei pittori da Parigi a Taormina e…” (Carthago Edizioni)
Come emerge brillantemente dal saggio della Prof Prestigiacomo , questi viaggiatori non si sono limitati a “soggiornare”, ma hanno operato una vera e propria trasfigurazione estetica del territorio , non solo quantificabile in termini di notorietà turistica, ma hanno rappresento la fondazione stessa del suo mito moderno, per comprendere quanto profondo sia questo legame:
l’ “Anima Loci” – un complesso vivente e dinamico di tracce di memoria e di emozioni, le più varie, che riguardano oggetti, strade, edifici, luoghi, racconti letterari, artistici e musicali.
Prima dell’arrivo dei grandi artisti del Grand Tour e dei residenti stabili tra fine ‘800 e inizio ‘900, Taormina era un borgo di indubbia bellezza ma isolato. Artisti come Robert Kitson (citato nel testo per la sua celebre Casa Cuseni) hanno “educato” lo sguardo del mondo:
Dalle brume alla luce: Come sottolineato dalla relatrice Zamblera, Kitson ha sostituito i toni cupi del Mare del Nord con l’azzurro ionico e l’iconografia dell’Etna.
Gli artisti hanno trasformato la natura selvaggia in un “paesaggio culturale”, dove l’archeologia greca e la vegetazione mediterranea diventavano simboli di una libertà spirituale che nel resto d’Europa si stava perdendo.
2Taormina come crocevia bohémien, un parallelismo fatto tra la Parigi di Van Gogh e la Taormina internazionale non è casuale. La città siciliana divenne, per molti artisti francesi e inglesi, una “succursale della Ville Lumière” nel cuore del Mediterraneo.
Taormina offriva quella stessa libertà creativa cercata a Montmartre, ma con il valore aggiunto del mito classico.
Taormina deve a questi artisti la capacità di mostrare una facciata “sfavillante e gioiosa”, pur conservando nelle sue “pieghe” (le dimore storiche, i vicoli) quell’energia complessa, a tratti malinconica e profonda, che solo un occhio straniero e colto sapeva cogliere e narrare.
Le “Case dei Pittori”: un patrimonio vivo, il debito di Taormina è custodito nelle sue pietre.
Case come quella di Kitson non sono semplici edifici, ma sono state fucine di idee che hanno attirato altri nomi immensi (da Bertrand Russell a Tennessee Williams).
Come evidenziato dai professori Grasso e Pira nella prefazione del libro, queste dimore sono oggi i pilastri su cui si regge l’attrattività internazionale della città.
Senza il “racconto” visivo e letterario di questi ospiti illustri, Taormina non avrebbe quel valore immateriale che la rende unica nel mercato globale del turismo culturale.
Taormina deve a questi artisti la sua identità cosmopolita. Se oggi la città è percepita come un luogo dove il tempo si ferma e la bellezza diventa cura per l’anima (come la soupe aux oignons per il tormentato Van Gogh nella visione dell’autrice), è perché qualcuno, venendo dal freddo o dal caos delle metropoli europee, ha saputo vedere nell’Etna e nel mare siciliano un’ancora di salvezza, trasformando un luogo fisico in uno stato mentale.
Il saggio di M Prestigiacomo sembra offrire una chiave di lettura molto raffinata su questo tema; ti interessava approfondire una figura specifica tra quelle citate, come Robert Kitson o il legame con la Parigi di fine Ottocento
Sicuramente un importante ruolo è stato quello Florence Trevelyan (prinipessa Inglese) una pioniera del turismo taorminese, trasformando il piccolo borgo in una meta d’élite per la nobiltà europea.
Acquistò il celebre isolotto di Isola Bella , trasformandolo in un rigoglioso giardino esotico, introducendo specie botaniche rare che creano l’attuale biodiversità.
Creò i giardini della sua dimora, noti come Hallington Siculo, che oggi costituiscono il parco pubblico di Taormina, con le caratteristiche “victorian follies” (torrette) usate per osservare gli uccelli. La sua eredità naturalistica e culturale è ancora oggi centrale per l’identità di Taormina.
Un’ottima iniziativa per valorizzare il legame tra il territorio siciliano e le correnti artistiche internazionali e Palazzo D’Amico, con la sua vista sul mare e la sua storia, è sicuramente la cornice ideale per parlare della “seduzione” delle case d’artista.
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img

Articoli Correlati

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img