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Tribunale di Barcellona P.G.: pesanti condanne per l’aggressione di Castroreale

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Si è concluso il procedimento penale relativo ai fatti avvenuti nel novembre 2023 a Castroreale. Il Tribunale di Barcellona P.G. ha inflitto complessivamente oltre ventuno anni di carcere a due uomini, padre e figlio, giudicati responsabili di una violenta irruzione in un’abitazione del centro storico.

Il collegio giudicante ha stabilito le seguenti sanzioni:

  • Al principale imputato: 12 anni e 6 mesi di reclusione per rapina, lesioni gravi e maltrattamenti in famiglia (assolto invece dall’accusa di violenza sessuale).

  • Al figlio: 9 anni di reclusione per concorso in rapina.

Secondo quanto emerso durante il dibattimento, l’episodio – inizialmente apparso come una rapina – era in realtà una ritorsione architettata dall’uomo nei confronti della ex compagna. La donna, per sfuggire a precedenti maltrattamenti, si era stabilita presso la casa di un conoscente.

Durante l’irruzione, avvenuta con il volto travisato, i due imputati hanno aggredito il proprietario di casa, intervenuto in difesa della donna, causandogli lesioni permanenti alla mano con un’arma da taglio.

Nonostante il tentativo di nascondere l’identità dietro ai passamontagna, la vittima è riuscita a identificare l’ex compagno attraverso segni fisici distintivi e movenze, fornendo ai Carabinieri gli elementi necessari per avviare le indagini. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Giuseppe Verzera, aveva portato a un primo provvedimento di fermo poco dopo i fatti, culminando poi con l’arresto definitivo dell’indagato nel maggio 2024, dopo un periodo di irreperibilità.

Oltre alla detenzione, la sentenza prevede sanzioni pecuniarie e il pagamento delle spese processuali e di mantenimento.

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Si è concluso il procedimento penale relativo ai fatti avvenuti nel novembre 2023 a Castroreale. Il Tribunale di Barcellona P.G. ha inflitto complessivamente oltre ventuno anni di carcere a due uomini, padre e figlio, giudicati responsabili di una violenta irruzione in un’abitazione del centro storico.

Il collegio giudicante ha stabilito le seguenti sanzioni:

  • Al principale imputato: 12 anni e 6 mesi di reclusione per rapina, lesioni gravi e maltrattamenti in famiglia (assolto invece dall’accusa di violenza sessuale).

  • Al figlio: 9 anni di reclusione per concorso in rapina.

Secondo quanto emerso durante il dibattimento, l’episodio – inizialmente apparso come una rapina – era in realtà una ritorsione architettata dall’uomo nei confronti della ex compagna. La donna, per sfuggire a precedenti maltrattamenti, si era stabilita presso la casa di un conoscente.

Durante l’irruzione, avvenuta con il volto travisato, i due imputati hanno aggredito il proprietario di casa, intervenuto in difesa della donna, causandogli lesioni permanenti alla mano con un’arma da taglio.

Nonostante il tentativo di nascondere l’identità dietro ai passamontagna, la vittima è riuscita a identificare l’ex compagno attraverso segni fisici distintivi e movenze, fornendo ai Carabinieri gli elementi necessari per avviare le indagini. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Giuseppe Verzera, aveva portato a un primo provvedimento di fermo poco dopo i fatti, culminando poi con l’arresto definitivo dell’indagato nel maggio 2024, dopo un periodo di irreperibilità.

Oltre alla detenzione, la sentenza prevede sanzioni pecuniarie e il pagamento delle spese processuali e di mantenimento.

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