Non si allenta la morsa giudiziaria su Salvatore Cuzzocrea. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dai legali dell’ex rettore dell’Università di Messina, confermando definitivamente la misura cautelare dell’interdizione per 12 mesi da ogni attività accademica in tutti gli atenei d’Italia.
Il provvedimento confermato
La decisione degli Ermellini blinda quanto già disposto lo scorso gennaio dal Tribunale del Riesame. Il quadro cautelare rimane dunque invariato:
-
Sospensione totale: Cuzzocrea non potrà ricoprire incarichi o svolgere attività all’interno delle università italiane per un intero anno.
-
Niente domiciliari: Se da un lato la Cassazione conferma l’interdizione, dall’altro resta fermo il “no” agli arresti domiciliari, istanza che la Procura aveva reiterato più volte ma che i giudici hanno ritenuto non necessari a fronte della misura interdittiva già applicata.
L’inchiesta: i “rimborsi gonfiati”
La vicenda giudiziaria nasce da un’indagine della Procura di Messina sulla gestione dei fondi universitari. Al centro del filone d’inchiesta figurano i presunti rimborsi gonfiati ottenuti dall’allora rettore per svariate attività di ricerca e spese di rappresentanza.
Secondo l’impianto accusatorio:
-
Sarebbero state riscontrate anomalie significative nelle pezze d’appoggio e nelle rendicontazioni presentate per ottenere la restituzione di somme di denaro dall’Ateneo.
-
L’inchiesta aveva già portato alle dimissioni di Cuzzocrea dalla guida dell’Università e dalla presidenza della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane).
Le conseguenze per l’Ateneo
La conferma della Cassazione chiude il capitolo relativo alla libertà di esercizio professionale dell’ex rettore in questa fase cautelare. Nel frattempo, l’Università di Messina prosegue il suo corso sotto la nuova governance, cercando di lasciarsi alle spalle una delle stagioni più turbolente della sua storia recente. Per i prossimi mesi, l’ex rettore rimarrà ai margini della vita accademica nazionale, in attesa che l’iter processuale faccia piena luce sulle responsabilità penali relative alle contestazioni finanziarie.
La debacle in Portogallo: zero preferenze
Mentre in Italia si discuteva della sua posizione lavorativa, in Portogallo si consumava l’esito della sua candidatura alla guida dell’Università di Porto. Il tentativo di Cuzzocrea di rilanciarsi nel panorama accademico europeo è naufragato in modo netto.
Il Consiglio Generale dell’ateneo lusitano ha infatti eletto al primo scrutinio Pedro Nuno de Freitas Lopes Teixeira, che ha ottenuto una maggioranza schiacciante di 16 voti su 22 votanti (su un totale di 23 membri). Il distacco con gli altri candidati è stato abissale:
-
Luís Filipe Coelho Antunes: 5 preferenze.
-
Altamiro Manuel Rodrigues da Costa Pereira: 1 voto.
-
Salvatore Cuzzocrea: 0 voti.
-
Lasisi Salami Lawal: 0 voti.
Le audizioni pubbliche, tenutesi tra il 23 e il 24 aprile, non sono servite a convincere l’elettorato. Per l’ex rettore messinese, chiudere la corsa senza nemmeno un “voto di bandiera” rappresenta un segnale politico e accademico inequivocabile, che chiude la porta a ogni possibile trasferimento oltreconfine.








