Si è concluso a Milano, nella prestigiosa cornice storica di Palazzo Durini, l’importante convegno di studi svoltosi il 22 e 23 Giugno 2026.
L’evento, interamente dedicato alle complesse dinamiche tra modernità istituzionale, filosofia civile e dottrine dello Stato, ha visto un programma ricco di interventi di altissimo profilo nazionale e internazionale. A emergere con particolare forza è stata la nutrita e autorevole partecipazione dei docenti e dei ricercatori provenienti dagli atenei della Sicilia, i quali hanno confermato la vitalità e la centralità della scuola accademica dell’isola sui grandi temi della storia e della politica.
Al cuore delle due giornate di lavoro vi è stato il corpo a corpo con le principali interpretazioni storiche e teoriche sullo Stato moderno. Il dibattito ha evidenziato una netta ma feconda polarizzazione: Da un lato, le tesi che valorizzano lo Stato come pilastro insostituibile per la costruzione dell’ordine politico, la sicurezza dei cittadini e la tutela dei diritti fondamentali.
Dall’altro, le letture critiche – di matrice liberale e non solo – che ne evidenziano la tendenza intrinseca alla centralizzazione del potere, con il conseguente rischio di erosione delle autonomie sociali e individuali.
Il viaggio intellettuale dei relatori ha tracciato un lungo percorso storico, analizzando l’evoluzione di questo rapporto: dalle origini delle monarchie assolute alla nascita degli Stati nazionali, attraversando le tragedie dei totalitarismi del Novecento e l’evoluzione delle democrazie rappresentative, fino ad arrivare alle sfide odierne poste dalla globalizzazione.
Il ritorno della sovranità nel mondo contemporaneo
In un’epoca complessa come quella attuale, segnata dal prepotente riemergere del dibattito sulla sovranità e dalla crisi dei vecchi modelli istituzionali, l’appuntamento di Palazzo Durini ha offerto coordinate scientifiche essenziali per interpretare il presente.
Con questo convegno, l’Università Telematica Pegaso e il CRUS si confermano come punti di riferimento culturali e accademici di primo piano, capaci di promuovere un pensiero critico, libero e rigoroso sui fondamenti dell’ordine politico contemporaneo.

Il contributo degli accademici siciliani si è articolato capillarmente lungo tutte le sessioni del convegno, con interventi che hanno spaziato dalla storia medievale alla crisi della democrazia contemporanea.
Prima giornata (22 Giugno 2026)
I lavori mattutini sono entrati nel vivo con l’intervento di Margherita Geniale (Università di Messina), che ha affrontato il delicato problema della sovranità nel pensiero giuridico di Carl Schmitt, analizzandone i punti di tensione tra diritto naturale e sistema istituzionale.

Sempre nella prima giornata, Maria Stella Barberi (Università di Messina) ha offerto un’originale chiave di lettura incrociata tra Alexis de Tocqueville e René Girard, analizzando il legame profondo tra il concetto di “dispotismo dolce” e le dinamiche di sottomissione vittimaria.
I lavori pomeridiani sono stati aperti dalla tavola rotonda incentrata su Eric Voegelin e le critiche al totalitarismo, presieduta con autorevolezza da Dario Caroniti (Università di Messina).

Seconda giornata (23 Giugno 2026)
La seconda giornata si è aperta nel segno della storia e della letteratura con Ferdinando Raffaele (Università di Enna “Kore”), che ha esplorato le rappresentazioni letterarie del potere politico a cavallo tra il Medioevo e la prima età moderna. A seguire, Marco Leonardi (Università di Catania) ha spostato il focus sull’analisi storiografica delle forme statuali nel Regnum Siciliae tra il Tardo Medioevo e la Prima Età Moderna, evidenziando in particolare il ruolo strategico dei Domenicani.
Il pomeriggio ha visto protagonista Fabrizio Sciacca (Università di Catania), impegnato in una doppia veste: ha presieduto la sessione dedicata al delicato rapporto tra Cattolicesimo, Stato e libertà, e ha catturato l’attenzione della platea con una relazione dal titolo emblematico “The soft machine. Lo stato e il mito freddo del progresso”.
All’interno della stessa sessione pomeridiana, Rosanna Marsala (Università di Palermo) ha delineato con precisione il binomio Stato-libertà all’interno del pensiero politico del calatino Luigi Sturzo.
Infine, il dibattito finale è stato arricchito dal giurista e saggista catanese Aldo Rocco Vitale (Università Europea di Roma), il quale ha tracciato un lucido quadro sulla democrazia totalitaria e sulla crisi del diritto nel mondo attuale. Il bilancio dell’evento
Il successo del convegno di Palazzo Durini certifica la capacità degli atenei di Messina, Catania, Palermo ed Enna “Kore” di porsi come interlocutori d’eccellenza nel panorama filosofico-giuridico e storico-politico italiano, capaci di connettere la memoria delle istituzioni alle sfide della modernità.









