Bastano pochi secondi per una vita che si dissolve e un’ anima che saluta il mondo che le era appartenuto.
Tutto si ferma, ci si inizia a guardare intorno per quelli che sono spettatori miracolati o semplici cittadini di una realtà divenuta paura, orrore, pianto
Soccorsi in mezzo a urla e lacrime che chiedono aiuto.
Non è finzione come molte volte è capitato da video, ormai, giornalieri che occupano giornate di curiosi e creduloni.
È la realtà di un qualunque giorno d’estate dove il caldo imperversa e la spiaggia pullula di gente.
Polvere e fumo figli di un rumore sinistro, un suono di morte che sveglia chi veramente crede nella vita, abolisce il male e ha una coscienza che non conosce polemiche in momenti dove conta essere uniti per capire che il dolore parte dal cuore e le parole sono foglie di un albero trasportate dal vento.
Non è un film , non è occasione per schierarsi, è essere parte di un’umanita’ che sembra non ritrovarsi che sembra svanire come i profumi delle rose di un tempo .
La vita continua, mentre ancora si cercano alcuni dispersi, ma bisogna cercare di farla andare avanti con la speranza che l’uomo ritrovi se stesso e capisca che tra la polvere che disegna disgrazie ci sono mamme, padri, fratelli, figli di un grido muto perché alcuni, forse, non sono in grado di ascoltare.
Per altri rimane l’amarezza, proprio quella che serve alla speranza per aprire le finestre ad un nuovo giorno.








