
MONTALBANO ELICONA – Il silenzio si rompe all’indomani della stagione estiva, proprio quando i riflettori degli eventi e dei flussi turistici che hanno animato uno dei “Borghi più belli d’Italia” cominciano a spegnersi. Ma a restare acceso, con toni di forte scontro istituzionale, è il caso della viabilità provinciale.

Il Sindaco di Montalbano Elicona, l’Avv. Antonino Todaro, ha inoltrato una durissima lettera di diffida e protesta ufficiale ai vertici della Città Metropolitana di Messina – indirizzata al Sindaco Metropolitano Federico Basile e al Dirigente della Viabilità Biagio Privitera, oltre che per conoscenza al Prefetto di Messina.

«Un territorio in preda all’abbandono e al degrado»
Un’apertura perentoria che non lascia spazio ad interpretazioni: «VERGOGNA! È questa l’unica parola con cui si può aprire questa diffida». Il primo cittadino spiega di aver atteso appositamente la fine della stagione estiva – che ha visto arrivare nel borgo migliaia di visitatori italiani e stranieri – per denunciare pubblicamente le condizioni «da Terzo Mondo» in cui versano le principali strade d’accesso al territorio, caratterizzate da buche, avvallamenti, frane, vegetazione incontrollata che invade la carreggiata e perfino discariche abusive a cielo aperto.
Nel mirino dell’Amministrazione montalbanese ci sono quattro arterie viarie fondamentali:
S.P. Falcone – Montalbano: principale Via d’accesso al paese.
Strada dell’Argimusco: via di collegamento con il celebre sito megalitico, meta di turismo internazionale.
S.P. 110 (Montalbano – C.da Melizzo): percorsa ogni giorno da decine di mezzi pesanti diretti allo stabilimento d’imbottigliamento dell’acqua Fontalba, con seri rischi per la sicurezza dei lavoratori e degli autotrasportatori.
S.P. 119 (tratto Patti-Moreri-Braidi-Santa Maria): percorsa quotidianamente dagli studenti per raggiungere gli istituti scolastici di Patti.
Lavori contestati e nodi irrisolti: «Spesi 3 milioni di euro, risultato peggiore di prima»
A pesare nel carteggio inviato dal Comune è la lista di segnalazioni e solleciti formali rimasti inascoltati negli anni dal Dipartimento Viabilità: ben sette note ufficiali dell’Ufficio Tecnico a partire dal 2017, fino all’ultimo sollecito del 28 luglio 2026 corredato da un ampio dossier fotografico.
Tra i punti più critici contestati da Todaro vi sono i lavori sulla S.P. Falcone – Santa Barbara: un intervento da oltre 3 milioni di euro che, secondo le segnalazioni dell’Ufficio Tecnico comunale, avrebbe lasciato il manto stradale in condizioni «persino peggiori rispetto alla situazione antecedente ai lavori». Viene inoltre sollevato il caso della scerbatura della stessa strada, avviata e inspiegabilmente interrotta dopo appena 1 chilometro (su oltre 18 totali), nei pressi della frazione Belvedere di Falcone.
Ultimatum istituzionale e 400 firme pronte alla Procura
Oltre al danno d’immagine per il borgo turistico, il Sindaco sottolinea il paradosso per cui la cittadinanza tende erroneamente ad attribuire la colpa delle strade dissestate al Comune, che invece non ha alcuna competenza diretta sulle strade provinciali.
Ora però la misura è colma. Con il sostegno di una petizione popolare che ha già raccolto oltre 400 firme, l’Amministrazione comunale dichiara di non voler più attendere inerte. In assenza di risposte chiare e di un cronoprogramma certo sull’avvio dei cantieri, il Comune è pronto a presentare esposti presso le Autorità Giudiziarie per accertare eventuali responsabilità omissive e violazioni dell’art. 14 del Codice della Strada (D.Lgs 285/1992), promossa al fianco di cittadini, imprese e lavoratori del territorio.








