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Sulla strada tra Falcone e Montalbano resta solo la cenere: lo scenario desolante del passaggio del fuoco (Video)

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I video che abbiamo realizzato lungo la linea viaria che porta da Falcone fino a Montalbano Elicona raccontano, senza bisogno di troppe parole, il passaggio devastante e spietato delle fiamme. Un paesaggio che fino a poche ore prima era caratterizzato da una macchia mediterranea florida e rigogliosa si presenta oggi come un vero e proprio cimitero di alberi inceneriti e terra bruciata.

Cenere, rami arsi e guardarail anneriti. Il fumo scompare lasciando spazio alla realtà dei fatti:

​La vegetazione collinare è stata quasi completamente divorata. Dove un tempo sorgeva un sottobosco verdeggiante, ora giacciono tronchi anneriti dal fuoco e rami ridotti a scheletri fragili e carbonizzati.

​I muretti di contenimento in pietra e il guardrail che delimita i tornanti sono segnati dalle elevate temperature, circondati da erba secca bruciata e detriti lasciati dal passaggio del fronte di fuoco.

​L’intero pendio adiacente alla sede stradale si presenta come una coltre uniforme di cenere e terriccio scuro, spezzando bruscamente l’armonia naturale della zona.

​Il bilancio del rogo non riguarda unicamente la vegetazione distrutta: la furia degli incendi porta con sé danni ecologici incalcolabili e rischi concreti per la stabilità del terreno in vista delle future piogge.

​Quello che resta oggi al passaggio degli automobilisti diretti verso il borgo collinare è uno scenario spoglio, desolato e ferito, crudo promemoria dell’impatto distruttivo che il fuoco lascia dietro di sé ogni volta che devasta le nostre colline.

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I video che abbiamo realizzato lungo la linea viaria che porta da Falcone fino a Montalbano Elicona raccontano, senza bisogno di troppe parole, il passaggio devastante e spietato delle fiamme. Un paesaggio che fino a poche ore prima era caratterizzato da una macchia mediterranea florida e rigogliosa si presenta oggi come un vero e proprio cimitero di alberi inceneriti e terra bruciata.

Cenere, rami arsi e guardarail anneriti. Il fumo scompare lasciando spazio alla realtà dei fatti:

​La vegetazione collinare è stata quasi completamente divorata. Dove un tempo sorgeva un sottobosco verdeggiante, ora giacciono tronchi anneriti dal fuoco e rami ridotti a scheletri fragili e carbonizzati.

​I muretti di contenimento in pietra e il guardrail che delimita i tornanti sono segnati dalle elevate temperature, circondati da erba secca bruciata e detriti lasciati dal passaggio del fronte di fuoco.

​L’intero pendio adiacente alla sede stradale si presenta come una coltre uniforme di cenere e terriccio scuro, spezzando bruscamente l’armonia naturale della zona.

​Il bilancio del rogo non riguarda unicamente la vegetazione distrutta: la furia degli incendi porta con sé danni ecologici incalcolabili e rischi concreti per la stabilità del terreno in vista delle future piogge.

​Quello che resta oggi al passaggio degli automobilisti diretti verso il borgo collinare è uno scenario spoglio, desolato e ferito, crudo promemoria dell’impatto distruttivo che il fuoco lascia dietro di sé ogni volta che devasta le nostre colline.

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