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Tra Scienza e Leggenda: Il Pane Allucinogeno di Alicudi al centro del XIV Premio ASAS

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MESSINA, MAGGIO 2026 – Nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Messina, il confine tra realtà e allucinazione si è fatto sottile. In occasione del XIV Premio Internazionale A.S.A.S., un convegno di alto profilo ha riacceso i riflettori su uno dei misteri più affascinanti dell’arcipelago eoliano: il caso delle “donne che volano” di Alicudi.

L’Isola del Silenzio e il Pane della Discordia All’inizio del Novecento, Alicudi non era solo un avamposto di pescatori e agricoltori immerso nel Tirreno, ma il palcoscenico di un’allucinazione collettiva senza precedenti. Per anni, i racconti popolari hanno descritto visioni di ombre, dialoghi con entità invisibili e, soprattutto, donne capaci di spiccare il volo verso Palermo. Quello che per decenni è stato liquidato come folklore isolano o suggestione religiosa ha trovato oggi una precisa collocazione scientifica. Come emerso durante i lavori del convegno, la comunità di Alicudi fu, a sua insaputa, vittima di una contaminazione alimentare sistematica. “Le visioni non erano frutto di fantasia,” è stato ribadito durante l’incontro, “ma di una contaminazione che trasformò un’intera comunità in un laboratorio psichedelico involontario.”

Il Parassita dietro il mito: la Segale cornuta Il cuore dell’approfondimento scientifico è stato affidato al Prof. Paolino La Spina, che ha sviscerato l’aspetto biochimico della vicenda. La colpevole è la Claviceps purpurea, un fungo parassita noto come segale cornuta. A causa dell’isolamento geografico e della povertà estrema, gli abitanti consumavano pane prodotto con segale infestata. Questo fungo sintetizza alcaloidi con una struttura molecolare simile a quella dell’LSD, capaci di scatenare:

Allucinazioni visive e uditive persistenti.

Alterazioni della percezione temporale e spaziale.

Ergotismo, una condizione patologica che colpisce il sistema nervoso e circolatorio.

Il Dott. Giovanni Albano,   che su fb  ha scritto di sentirsi ” onorato di aver partecipato come relatore al Congresso dell’Università di Messina sull’ergotismo e la psicosi collettiva ad Alicudi.. Il relatore , medico presso l’ospedale di Lipari , ha sottolineato come l’isolamento geografico abbia agito da catalizzatore, permettendo a un sistema di credenze magiche di “spiegare” il soprannaturale, mentre il Dott. Letterio Rizzo ha esplorato l’impatto antropologico, analizzando come la realtà alterata possa ridefinire l’etica e i legami sociali di un intero popolo

L’evento, moderato con eleganza da Alba Terranova, ha visto il coinvolgimento delle figure apicali dell’Associazione Siciliana Arte e Scienza:

La chiusura dei lavori è stata affidata alla Dott.ssa Annamaria Pajno, mentre i momenti di intermezzo musicale sono stati curati dalla voce del Soprano Angela Pistone, che ha saputo restituire l’atmosfera eterea e sospesa tipica delle leggende eoliane.Oggi, mentre il cinema inizia a interessarsi a queste cronache per trasformarle in narrazioni visive, il convegno di Messina ha avuto il merito di restituire dignità storica agli abitanti di Alicudi. Non più semplici “visionari”, ma esseri umani che hanno attraversato un’esperienza liminale, cercando di dare un senso razionale a un mondo che, improvvisamente e chimicamente, aveva smesso di essere normale. Le “donne che volano” rimangono un simbolo: la testimonianza di come l’umanità, anche nel delirio, non smetta mai di cercare una spiegazione all’ignoto.

Un grazie  alla Presidente ASAS Prof.ssa Flavia Flavia Pittrice Vizzari per per liniziativa , ai relatori ; Dott. L.Rizzo, Prof. P. La Spina, Dott.ssa Annamaria Pajno , all Vicep. Pierpaolo Piero la Spina , insieme ad Alba Terranova per l’eccellente conduzione dei lavori.

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MESSINA, MAGGIO 2026 – Nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Messina, il confine tra realtà e allucinazione si è fatto sottile. In occasione del XIV Premio Internazionale A.S.A.S., un convegno di alto profilo ha riacceso i riflettori su uno dei misteri più affascinanti dell’arcipelago eoliano: il caso delle “donne che volano” di Alicudi.

L’Isola del Silenzio e il Pane della Discordia All’inizio del Novecento, Alicudi non era solo un avamposto di pescatori e agricoltori immerso nel Tirreno, ma il palcoscenico di un’allucinazione collettiva senza precedenti. Per anni, i racconti popolari hanno descritto visioni di ombre, dialoghi con entità invisibili e, soprattutto, donne capaci di spiccare il volo verso Palermo. Quello che per decenni è stato liquidato come folklore isolano o suggestione religiosa ha trovato oggi una precisa collocazione scientifica. Come emerso durante i lavori del convegno, la comunità di Alicudi fu, a sua insaputa, vittima di una contaminazione alimentare sistematica. “Le visioni non erano frutto di fantasia,” è stato ribadito durante l’incontro, “ma di una contaminazione che trasformò un’intera comunità in un laboratorio psichedelico involontario.”

Il Parassita dietro il mito: la Segale cornuta Il cuore dell’approfondimento scientifico è stato affidato al Prof. Paolino La Spina, che ha sviscerato l’aspetto biochimico della vicenda. La colpevole è la Claviceps purpurea, un fungo parassita noto come segale cornuta. A causa dell’isolamento geografico e della povertà estrema, gli abitanti consumavano pane prodotto con segale infestata. Questo fungo sintetizza alcaloidi con una struttura molecolare simile a quella dell’LSD, capaci di scatenare:

Allucinazioni visive e uditive persistenti.

Alterazioni della percezione temporale e spaziale.

Ergotismo, una condizione patologica che colpisce il sistema nervoso e circolatorio.

Il Dott. Giovanni Albano,   che su fb  ha scritto di sentirsi ” onorato di aver partecipato come relatore al Congresso dell’Università di Messina sull’ergotismo e la psicosi collettiva ad Alicudi.. Il relatore , medico presso l’ospedale di Lipari , ha sottolineato come l’isolamento geografico abbia agito da catalizzatore, permettendo a un sistema di credenze magiche di “spiegare” il soprannaturale, mentre il Dott. Letterio Rizzo ha esplorato l’impatto antropologico, analizzando come la realtà alterata possa ridefinire l’etica e i legami sociali di un intero popolo

L’evento, moderato con eleganza da Alba Terranova, ha visto il coinvolgimento delle figure apicali dell’Associazione Siciliana Arte e Scienza:

La chiusura dei lavori è stata affidata alla Dott.ssa Annamaria Pajno, mentre i momenti di intermezzo musicale sono stati curati dalla voce del Soprano Angela Pistone, che ha saputo restituire l’atmosfera eterea e sospesa tipica delle leggende eoliane.Oggi, mentre il cinema inizia a interessarsi a queste cronache per trasformarle in narrazioni visive, il convegno di Messina ha avuto il merito di restituire dignità storica agli abitanti di Alicudi. Non più semplici “visionari”, ma esseri umani che hanno attraversato un’esperienza liminale, cercando di dare un senso razionale a un mondo che, improvvisamente e chimicamente, aveva smesso di essere normale. Le “donne che volano” rimangono un simbolo: la testimonianza di come l’umanità, anche nel delirio, non smetta mai di cercare una spiegazione all’ignoto.

Un grazie  alla Presidente ASAS Prof.ssa Flavia Flavia Pittrice Vizzari per per liniziativa , ai relatori ; Dott. L.Rizzo, Prof. P. La Spina, Dott.ssa Annamaria Pajno , all Vicep. Pierpaolo Piero la Spina , insieme ad Alba Terranova per l’eccellente conduzione dei lavori.

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