OLIVERI – Una giornata di festa, riflessione e, soprattutto, di concreta vicinanza. Questa mattina il comune di Oliveri si è tinto di blu per ospitare la “Staffetta Blu per l’autismo”, un evento che va ben oltre la semplice celebrazione, trasformandosi in un manifesto di civiltà e amore.

Amministrare una comunità, del resto, significa proprio questo: non lasciare indietro nessuno e saper ascoltare i bisogni di tutti. Oggi è stata la festa dei nostri amici speciali, e l’intera comunità si è stretta intorno a loro per lanciare un messaggio chiaro: noi ci siamo, oggi e ogni giorno.

Occhi diversi per guardare lo stesso mondo
L’obiettivo della giornata è scardinare i pregiudizi che ancora circondano questa condizione. Vogliamo ricordarci che nessuno è diverso, anche se a guardare il mondo sono occhi differenti. L’autismo non deve essere visto come un problema o una barriera insormontabile, ma come un fantastico mondo colorato, popolato da grandi e piccoli che non chiedono altro se non ciò che spetta a ogni essere umano: essere integrati, compresi e amati.

Il progetto “Il Muro Inclusivo” e le istituzioni
L’evento si inserisce in un percorso virtuoso che il comune sta portando avanti da tempo. Sul significato della manifestazione è intervenuto Marco Crisafulli, Assessore alle Politiche Sociali, che ha dichiarato con orgoglio: ”Siamo orgogliosi di ospitare la tappa della staffetta dell’autismo quest’anno qui ad Oliveri, nell’ambito del progetto ‘Il muro inclusivo’ con cui da qualche mese collaboriamo insieme al centro ‘Dopo di Noi’ e all’associazione ANGSA, alla quale rivolgiamo i nostri più sentiti ringraziamenti.”

I numeri dell’inclusione: un impegno collettivo
I dati nazionali ci ricordano quanto questo tema sia centrale e vicino a tantissime famiglie: in Italia, infatti, l’autismo interessa un bambino ogni 77. Un dato che trasforma la consapevolezza in un dovere collettivo.
La giornata di oggi dimostra che Oliveri ha scelto da che parte stare: quella di una società aperta, dove la “diversità” non isola, ma arricchisce.










