20 C
Sicilia
spot_img

40 anni dal Maxiprocesso: Pietro Grasso racconta la sfida che cambiò la storia

- Advertisement -spot_img
Continua con successo l’ edizione di Milazzo CultFestival 2026.
Il prossimo giovedi 2 giugno 2026 , ore 18:00 in programma un altro  importante incontro , ospite l’On.le Pietro Grasso , Magistrato ex presidente del Senasto per la presentazione del suo nuovo libro “U MAXI “(Edito dalla Feltrinelli)
“’U Maxi” (Feltrinelli), l  ripercorre i retroscena e l’eredità del più grande processo contro Cosa Nostra: un punto di svolta fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata.
Milazzo
Presso l’atrio del Carmine davanti a un pubblico numeroso e attento.  a  quarant’anni   da quando le porte dell’aula bunker di Palermo si chiusero, dando inizio a quello che sarebbe passato alla storia come il “Maxiprocesso”. Oggi, a riannodare i fili di quell’evento che ha segnato profondamente la coscienza civile e giudiziaria dell’Italia, è una delle figure che quel banco lo ha vissuto in prima linea: Pietro Grasso.
Nel libro ‘U Maxi, edito da Feltrinelli, l’ex magistrato – all’epoca giudice a latere accanto ad Alfonso Giordano – non si limita a cronacare le udienze, ma svela il “dietro le quinte” di un procedimento che ha abbattuto il mito dell’invincibilità mafiosa. I numeri di una battaglia epocale Il Maxiprocesso non fu solo un atto giudiziario, fu una sfida logistica e di resistenza democratica senza precedenti. Le cifre, ancora oggi, tolgono il fiato:
  • Oltre 400 imputati alla sbarra.
  • 21 mesi ininterrotti di dibattimento.
  • 35 giorni di camera di consiglio per arrivare alla storica sentenza del 16 dicembre 1987.
“Il Maxiprocesso è stato la dimostrazione plastica che lo Stato poteva vincere, che Cosa Nostra non era un fenomeno imbattibile, ma un’organizzazione criminale che poteva essere colpita al cuore nelle aule di giustizia”, ricorda Grasso.
L’eredità del Maxiprocesso
Nel testo, Grasso analizza come l’intuizione di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e dell’intero pool antimafia sia riuscita a trasformare radicalmente le strategie investigative. Prima di allora, la mafia veniva spesso letta come una somma di singoli reati. Il Maxiprocesso, grazie alla costruzione del “teorema Buscetta”, ha imposto il riconoscimento dell’esistenza di Cosa Nostra come struttura unitaria, verticistica e gerarchica. Questo cambio di paradigma non solo ha portato a condanne esemplari, ma ha gettato le basi per l’attuale legislazione antimafia, rendendo il metodo di indagine palermitano un modello studiato e applicato a livello internazionale.
Ad essere protagonista della rassegna culturale promossa dalla Pro Loco di Milazzo in collaborazione con il Comune di Milazzo, Demea Eventi e Mondadori Store
- Advertisement -spot_img
Continua con successo l’ edizione di Milazzo CultFestival 2026.
Il prossimo giovedi 2 giugno 2026 , ore 18:00 in programma un altro  importante incontro , ospite l’On.le Pietro Grasso , Magistrato ex presidente del Senasto per la presentazione del suo nuovo libro “U MAXI “(Edito dalla Feltrinelli)
“’U Maxi” (Feltrinelli), l  ripercorre i retroscena e l’eredità del più grande processo contro Cosa Nostra: un punto di svolta fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata.
Milazzo
Presso l’atrio del Carmine davanti a un pubblico numeroso e attento.  a  quarant’anni   da quando le porte dell’aula bunker di Palermo si chiusero, dando inizio a quello che sarebbe passato alla storia come il “Maxiprocesso”. Oggi, a riannodare i fili di quell’evento che ha segnato profondamente la coscienza civile e giudiziaria dell’Italia, è una delle figure che quel banco lo ha vissuto in prima linea: Pietro Grasso.
Nel libro ‘U Maxi, edito da Feltrinelli, l’ex magistrato – all’epoca giudice a latere accanto ad Alfonso Giordano – non si limita a cronacare le udienze, ma svela il “dietro le quinte” di un procedimento che ha abbattuto il mito dell’invincibilità mafiosa. I numeri di una battaglia epocale Il Maxiprocesso non fu solo un atto giudiziario, fu una sfida logistica e di resistenza democratica senza precedenti. Le cifre, ancora oggi, tolgono il fiato:
  • Oltre 400 imputati alla sbarra.
  • 21 mesi ininterrotti di dibattimento.
  • 35 giorni di camera di consiglio per arrivare alla storica sentenza del 16 dicembre 1987.
“Il Maxiprocesso è stato la dimostrazione plastica che lo Stato poteva vincere, che Cosa Nostra non era un fenomeno imbattibile, ma un’organizzazione criminale che poteva essere colpita al cuore nelle aule di giustizia”, ricorda Grasso.
L’eredità del Maxiprocesso
Nel testo, Grasso analizza come l’intuizione di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e dell’intero pool antimafia sia riuscita a trasformare radicalmente le strategie investigative. Prima di allora, la mafia veniva spesso letta come una somma di singoli reati. Il Maxiprocesso, grazie alla costruzione del “teorema Buscetta”, ha imposto il riconoscimento dell’esistenza di Cosa Nostra come struttura unitaria, verticistica e gerarchica. Questo cambio di paradigma non solo ha portato a condanne esemplari, ma ha gettato le basi per l’attuale legislazione antimafia, rendendo il metodo di indagine palermitano un modello studiato e applicato a livello internazionale.
Ad essere protagonista della rassegna culturale promossa dalla Pro Loco di Milazzo in collaborazione con il Comune di Milazzo, Demea Eventi e Mondadori Store
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img

Articoli Correlati

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img