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Milazzo, San Papino si stringe nel ricordo di Mister Cusumano: inaugurata la statua di San Francesco

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MILAZZO – Fede, sport e memoria si sono intrecciati in un pomeriggio di profonda commozione nel cuore del quartiere di San Papino. Presso il giardino del convento, antistante la chiesa del SS. Crocifisso, la comunità si è riunita per un doppio omaggio: la celebrazione dell’ottocentesimo anniversario del transito al cielo di San Francesco d’Assisi e la dedica della nuova statua del Poverello alla memoria dell’indimenticato Antonio Cusumano.
La scelta del luogo non è stata casuale. Quel giardino rappresenta per generazioni di milazzesi il centro nevralgico della crescita, del gioco e della socialità. Proprio lì, “Mister” Antonio Cusumano ha trascorso anni a formare i giovani calciatori della società sportiva Gi.Fra. Milazzo, non limitandosi a insegnare schemi di gioco, ma trasmettendo una vera e propria scuola di vita.
“Per lui il calcio era uno strumento per insegnare il rispetto e l’amicizia” – hanno ricordato i presenti. I suoi “bambini”, come amava chiamarli con affetto, sono stati il fulcro del suo impegno quotidiano, lasciando un segno che oggi si materializza in un’opera sacra.
All’evento hanno partecipato numerose autorità religiose e civili, ma soprattutto la gente comune. In prima fila i familiari del Mister, visibilmente commossi, circondati dai dirigenti della Gi.Fra. e da una macchia colorata di piccoli atleti in tuta sociale, testimoni viventi dell’eredità lasciata da Cusumano.
La statua di San Francesco, icona universale di umiltà e servizio, è stata individuata come il simbolo perfetto per rappresentare lo spirito con cui il Mister ha servito la sua comunità. Un gesto semplice ma potente, volto a garantire che i valori di solidarietà e dedizione continuino a fiorire in quel cortile.
La realizzazione del monumento è stata possibile grazie a una straordinaria prova di coesione sociale. La comunità di San Papino ha voluto esprimere un sentito ringraziamento ai numerosi volontari e alle diverse ditte edili locali che hanno prestato la propria opera e i propri materiali gratuitamente.
L’impegno corale ha permesso di consegnare alla città un angolo di bellezza e riflessione, a dimostrazione che il ricordo di certi uomini continua a vivere attraverso le opere e i valori che hanno saputo seminare.
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MILAZZO – Fede, sport e memoria si sono intrecciati in un pomeriggio di profonda commozione nel cuore del quartiere di San Papino. Presso il giardino del convento, antistante la chiesa del SS. Crocifisso, la comunità si è riunita per un doppio omaggio: la celebrazione dell’ottocentesimo anniversario del transito al cielo di San Francesco d’Assisi e la dedica della nuova statua del Poverello alla memoria dell’indimenticato Antonio Cusumano.
La scelta del luogo non è stata casuale. Quel giardino rappresenta per generazioni di milazzesi il centro nevralgico della crescita, del gioco e della socialità. Proprio lì, “Mister” Antonio Cusumano ha trascorso anni a formare i giovani calciatori della società sportiva Gi.Fra. Milazzo, non limitandosi a insegnare schemi di gioco, ma trasmettendo una vera e propria scuola di vita.
“Per lui il calcio era uno strumento per insegnare il rispetto e l’amicizia” – hanno ricordato i presenti. I suoi “bambini”, come amava chiamarli con affetto, sono stati il fulcro del suo impegno quotidiano, lasciando un segno che oggi si materializza in un’opera sacra.
All’evento hanno partecipato numerose autorità religiose e civili, ma soprattutto la gente comune. In prima fila i familiari del Mister, visibilmente commossi, circondati dai dirigenti della Gi.Fra. e da una macchia colorata di piccoli atleti in tuta sociale, testimoni viventi dell’eredità lasciata da Cusumano.
La statua di San Francesco, icona universale di umiltà e servizio, è stata individuata come il simbolo perfetto per rappresentare lo spirito con cui il Mister ha servito la sua comunità. Un gesto semplice ma potente, volto a garantire che i valori di solidarietà e dedizione continuino a fiorire in quel cortile.
La realizzazione del monumento è stata possibile grazie a una straordinaria prova di coesione sociale. La comunità di San Papino ha voluto esprimere un sentito ringraziamento ai numerosi volontari e alle diverse ditte edili locali che hanno prestato la propria opera e i propri materiali gratuitamente.
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