La scossa principale al largo di Alicudi
L’evento più significativo è stato registrato dalla Sala Sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) alle ore 2:49. Il sisma, con una magnitudo di 4.3, ha avuto come epicentro lo specchio di mare antistante l’isola di Alicudi, nelle Eolie, a una profondità (ipocentro) di 11 chilometri.
La scossa è stata avvertita chiaramente non solo nell’arcipelago, ma in gran parte della provincia di Messina e lungo la fascia costiera del palermitano. Molte persone, spaventate dal movimento sussultorio, si sono riversate in strada o hanno tempestato di telefonate i centralini dei Vigili del Fuoco.
Lo sciame sismico: 12 scosse in poche ore
L’evento di magnitudo 4.3 non è rimasto isolato. La terra ha continuato a tremare in quello che gli esperti definiscono uno “sciame sismico” di assestamento. Fino alle ore 5:48 di stamattina, l’INGV ha localizzato altre 12 scosse nell’area del Tirreno meridionale, con magnitudo comprese tra 2.0 e 2.9.
Pochi minuti prima della scossa principale delle Eolie, un altro evento sismico di minore intensità era stato segnalato sempre nel Tirreno, ma più a ridosso delle coste palermitane, confermando una fase di vivacità tettonica in tutto il bacino settentrionale della Sicilia.
Monitoraggio e danni
Al momento, nonostante la forza della scossa principale, non si segnalano danni significativi a persone o edifici. La Protezione Civile regionale e le autorità locali stanno monitorando costantemente la situazione, specialmente nelle isole minori dell’arcipelago eoliano, dove la percezione del sisma è stata più violenta.
Nota tecnica: L’area del basso Tirreno e dell’arco Eoliano è una delle zone a più alta pericolosità sismica d’Italia, caratterizzata da una complessa interazione tra le placche tettoniche e l’attività vulcanica sottomarina.







