Con la pubblicazione del decreto attuativo, la riforma del Codice della Strada entra nella sua fase operativa più significativa per la micromobilità urbana. A partire dal 16 maggio, per circolare con un monopattino elettrico sarà obbligatorio disporre del contrassegno identificativo e di una copertura assicurativa.
Il nuovo «Targhino»: identificazione e tracciabilità
Il sistema di identificazione introdotto dalla normativa punta a eliminare l’anonimato dei conducenti, rendendo il mezzo rintracciabile dalle autorità.
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Natura del contrassegno: Si tratta di un adesivo plastificato (il cosiddetto «targhino») che deve essere applicato sul veicolo.
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Legame con il proprietario: A differenza delle targhe automobilistiche legate al telaio, questo contrassegno è associato direttamente al codice fiscale del proprietario.
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Controlli: La misura è pensata per rendere immediata l’identificazione del responsabile in caso di violazioni delle norme di circolazione o di incidenti.
Responsabilità Civile (RC) obbligatoria
La normativa introduce l’obbligo di copertura assicurativa per tutti i monopattini elettrici. Si tratta di una svolta che equipara questi mezzi agli altri veicoli circolanti in termini di tutela del danneggiato.
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Obbligo di legge: È necessaria una polizza di Responsabilità Civile (RC) che copra eventuali danni causati a terzi (persone, animali o cose) durante la circolazione.
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Finalità: Lo scopo è garantire la certezza del risarcimento, colmando un vuoto normativo che rendeva spesso complessa la gestione dei sinistri legati alla micromobilità.
Il passaggio operativo del 16 maggio completa il percorso iniziato con la riforma del Codice della Strada approvata a dicembre. Mentre la riforma definiva i nuovi obblighi, il decreto attuativo appena pubblicato stabilisce le modalità tecniche con cui cittadini e produttori devono adeguarsi.








