Si è concluso con una pesante condanna il processo celebrato a Messina nei confronti di Farid Buokal, il 51enne di nazionalità marocchina accusato di aver adescato giovani ragazze sui social network attraverso la tecnica del catfishing, utilizzando false identità e fotografie di ragazzi giovani.
La sentenza è stata pronunciata dalla giudice per l’udienza preliminare di Messina, Tiziana Leanza, a conclusione del processo celebrato con il rito abbreviato (scelta che ha consentito all’imputato di beneficiare dello sconto di un terzo della pena).
Il “modus operandi” e le minacce alle vittime
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, l’uomo utilizzava i profili falsi per entrare in contatto con le ragazze e conquistare la loro fiducia. Una volta stabilito il legame, convinceva le vittime a inviare materiale intimo, incluse immagini e contenuti espliciti a sfondo sessuale.
Il meccanismo si trasformava poi in un vero e proprio ricatto: Buokal passava alle minacce, intimando alle giovani di diffondere in rete le foto e i video ricevuti se non gli avessero inviato ulteriore materiale dello stesso tipo. Tra le vittime storiche del procedimento figura anche una ragazza che, all’epoca dei fatti, aveva meno di 14 anni.
Le decisioni del Tribunale
La condanna inflitta dal Gup rispecchia quasi interamente le richieste della pubblica accusa, rappresentata dalla sostituta procuratrice Anita Siliotti, la quale aveva sollecitato una pena a 6 anni e 8 mesi di reclusione oltre a 40 mila euro di multa.
I dettagli del verdetto:
- Pena detentiva: 6 anni e 6 mesi di reclusione (già ridotta per il rito alternativo).
- Risarcimento danni: L’imputato è stato condannato al risarcimento dei danni in favore della parte civile, costituita dai familiari della vittima minorenne.
Un quadro clinico e giudiziario più ampio
La vicenda giudiziaria di Messina non è un caso isolato. Dagli atti processuali è emerso che il 51enne risulta coinvolto in altri procedimenti penali avviati in diverse città italiane, sempre per reati della stessa natura: violenza sessuale, pornografia minorile ed estorsione.
Attualmente, l’uomo si trova già ristretto all’interno del carcere di Bologna.








