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Blitz interforze nei parchi dei Nebrodi e dei Peloritani: tolleranza zero contro il fuoristrada selvaggio

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Maxi-operazione di Polizia, Carabinieri, Finanza e Forestale a tutela dell’ambiente. Decine di sanzioni e sequestri: ecco come i motori stavano devastando le aree di riserva integrale.

MESSINA – Difendere un patrimonio naturale inestimabile e garantire la sicurezza di escursionisti e turisti. Con questo duplice obiettivo è scattata una massiccia operazione interforze che ha passato al setaccio le aree protette del Parco dei Nebrodi e dei Peloritani.

L’intervento straordinario, coordinato dalla Polizia di Stato, si è reso necessario per porre un freno al fenomeno sempre più diffuso del “fuoristrada selvaggio”: incursioni non autorizzate di moto da cross, quad e fuoristrada che violano regolarmente sia i vincoli ambientali sia le norme del Codice della Strada.

Un argine all’illegalità nei sentieri protetti

Negli ultimi tempi la presenza di appassionati di motori lungo i sentieri montani è cresciuta esponenzialmente. Se da un lato il turismo green è una risorsa, dall’altro l’arroganza di chi attraversa le zone protette a bordo di mezzi motorizzati rappresenta una piaga per la flora e la fauna locale, oltre che un serio pericolo per chi frequenta i parchi a piedi o in bicicletta.

Per questo motivo sono stati predisposti dispositivi di controllo sia statici, con posti di blocco fissi e presidi di vigilanza, sia dinamici, con pattuglie che hanno intercettato i transiti direttamente sui percorsi montani maggiormente battuti da turisti e camminatori.

La task force in campo

L’operazione ha visto una straordinaria sinergia tra le diverse forze dell’ordine e gli enti di gestione del territorio. In prima linea il personale della Polizia di Stato (con gli uomini della Questura di Messina, dei Commissariati di P.S. di Sant’Agata di Militello e Capo d’Orlando, del Posto Fisso di Tortorici e della Polizia Stradale), che ha operato in stretta collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, il Corpo Forestale Regionale e i “Guardia Parco” dell’Ente Parco dei Nebrodi.

Il bilancio dell’operazione: i dati nel dettaglio

I numeri del servizio straordinario testimoniano la capillarità delle verifiche su un campione significativo di frequentatori della montagna:

Soggetti/Veicoli Controllati             Esito delle Attività

200 Persone identificate                     10 Violazioni al Codice della Strada

143 Veicoli controllati                         4 Veicoli sequestrati e 2 carte di circolazione sospese

Dietro a questi numeri si nasconde un quadro di illegalità diffusa che gli agenti hanno provveduto a sanzionare colpendola su due livelli distinti:

1. Sicurezza stradale: le 10 violazioni al Codice della Strada

Le dieci sanzioni pecuniarie hanno riguardato le classiche infrazioni commesse da chi circola su strada (anche sterrata o vicinale) senza rispettare i requisiti minimi di sicurezza. Tra le irregolarità più frequenti sono state riscontrate la mancanza di copertura assicurativa (RCA) – un rischio enorme in caso di investimento di pedoni –, la guida senza casco protettivo (vizio diffuso tra chi usa quad e moto da cross in contesti rurali) e l’irregolarità nei documenti di guida.

2. Disastro ambientale: l’invasione della “Riserva Integrale”

Il dato più allarmante emerso dai controlli riguarda i motociclisti sorpresi e sanzionati all’interno della Zona A (Riserva Integrale). Si tratta dell’area biologicamente più preziosa e fragile del Parco, dove la natura deve rimanere incontaminata e dove l’accesso è categoricamente vietato a qualsiasi mezzo a motore.

L’impatto di una moto da cross o di un quad in queste zone è devastante: gli pneumatici tassellati distruggono la flora endemica e accelerano l’erosione del terreno, mentre l’inquinamento acustico terrorizza la fauna selvatica, spesso in delicati periodi di riproduzione o nidificazione. Per questo motivo, ai responsabili sono state contestate pesantissime sanzioni amministrative in materia ambientale.

3. Tolleranza zero: scattano sequestri e sospensioni

Di fronte alle irregolarità più gravi, le forze dell’ordine hanno applicato le sanzioni accessorie più severe:

  • I 4 Veicoli Sequestrati: I mezzi (moto o quad) sono stati materialmente sottratti ai proprietari e portati in deposito con il carroattrezzi. Il provvedimento è scattato per la totale assenza di assicurazione o perché si trattava di moto da cross non immatricolate (da pista), che non possono circolare in spazi pubblici.
  • Le 2 Carte di Circolazione Sospese: I “libretti” sono stati ritirati, congelando la circolazione del mezzo. La sospensione è scattata per la mancata revisione obbligatoria o per la presenza di modifiche meccaniche non autorizzate, come gli scarichi “aperti” per aumentare artificialmente il rumore del motore.

Questo genere di controlli non resterà un caso isolato. Le forze dell’ordine hanno già confermato che ulteriori servizi straordinari saranno predisposti nelle prossime settimane. Il messaggio è chiaro: chi scambia i parchi protetti per una pista privata da sfregiare, oltre a ricevere multe salatissime, rischia concretamente di perdere il proprio mezzo.

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Maxi-operazione di Polizia, Carabinieri, Finanza e Forestale a tutela dell’ambiente. Decine di sanzioni e sequestri: ecco come i motori stavano devastando le aree di riserva integrale.

MESSINA – Difendere un patrimonio naturale inestimabile e garantire la sicurezza di escursionisti e turisti. Con questo duplice obiettivo è scattata una massiccia operazione interforze che ha passato al setaccio le aree protette del Parco dei Nebrodi e dei Peloritani.

L’intervento straordinario, coordinato dalla Polizia di Stato, si è reso necessario per porre un freno al fenomeno sempre più diffuso del “fuoristrada selvaggio”: incursioni non autorizzate di moto da cross, quad e fuoristrada che violano regolarmente sia i vincoli ambientali sia le norme del Codice della Strada.

Un argine all’illegalità nei sentieri protetti

Negli ultimi tempi la presenza di appassionati di motori lungo i sentieri montani è cresciuta esponenzialmente. Se da un lato il turismo green è una risorsa, dall’altro l’arroganza di chi attraversa le zone protette a bordo di mezzi motorizzati rappresenta una piaga per la flora e la fauna locale, oltre che un serio pericolo per chi frequenta i parchi a piedi o in bicicletta.

Per questo motivo sono stati predisposti dispositivi di controllo sia statici, con posti di blocco fissi e presidi di vigilanza, sia dinamici, con pattuglie che hanno intercettato i transiti direttamente sui percorsi montani maggiormente battuti da turisti e camminatori.

La task force in campo

L’operazione ha visto una straordinaria sinergia tra le diverse forze dell’ordine e gli enti di gestione del territorio. In prima linea il personale della Polizia di Stato (con gli uomini della Questura di Messina, dei Commissariati di P.S. di Sant’Agata di Militello e Capo d’Orlando, del Posto Fisso di Tortorici e della Polizia Stradale), che ha operato in stretta collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, il Corpo Forestale Regionale e i “Guardia Parco” dell’Ente Parco dei Nebrodi.

Il bilancio dell’operazione: i dati nel dettaglio

I numeri del servizio straordinario testimoniano la capillarità delle verifiche su un campione significativo di frequentatori della montagna:

Soggetti/Veicoli Controllati             Esito delle Attività

200 Persone identificate                     10 Violazioni al Codice della Strada

143 Veicoli controllati                         4 Veicoli sequestrati e 2 carte di circolazione sospese

Dietro a questi numeri si nasconde un quadro di illegalità diffusa che gli agenti hanno provveduto a sanzionare colpendola su due livelli distinti:

1. Sicurezza stradale: le 10 violazioni al Codice della Strada

Le dieci sanzioni pecuniarie hanno riguardato le classiche infrazioni commesse da chi circola su strada (anche sterrata o vicinale) senza rispettare i requisiti minimi di sicurezza. Tra le irregolarità più frequenti sono state riscontrate la mancanza di copertura assicurativa (RCA) – un rischio enorme in caso di investimento di pedoni –, la guida senza casco protettivo (vizio diffuso tra chi usa quad e moto da cross in contesti rurali) e l’irregolarità nei documenti di guida.

2. Disastro ambientale: l’invasione della “Riserva Integrale”

Il dato più allarmante emerso dai controlli riguarda i motociclisti sorpresi e sanzionati all’interno della Zona A (Riserva Integrale). Si tratta dell’area biologicamente più preziosa e fragile del Parco, dove la natura deve rimanere incontaminata e dove l’accesso è categoricamente vietato a qualsiasi mezzo a motore.

L’impatto di una moto da cross o di un quad in queste zone è devastante: gli pneumatici tassellati distruggono la flora endemica e accelerano l’erosione del terreno, mentre l’inquinamento acustico terrorizza la fauna selvatica, spesso in delicati periodi di riproduzione o nidificazione. Per questo motivo, ai responsabili sono state contestate pesantissime sanzioni amministrative in materia ambientale.

3. Tolleranza zero: scattano sequestri e sospensioni

Di fronte alle irregolarità più gravi, le forze dell’ordine hanno applicato le sanzioni accessorie più severe:

  • I 4 Veicoli Sequestrati: I mezzi (moto o quad) sono stati materialmente sottratti ai proprietari e portati in deposito con il carroattrezzi. Il provvedimento è scattato per la totale assenza di assicurazione o perché si trattava di moto da cross non immatricolate (da pista), che non possono circolare in spazi pubblici.
  • Le 2 Carte di Circolazione Sospese: I “libretti” sono stati ritirati, congelando la circolazione del mezzo. La sospensione è scattata per la mancata revisione obbligatoria o per la presenza di modifiche meccaniche non autorizzate, come gli scarichi “aperti” per aumentare artificialmente il rumore del motore.

Questo genere di controlli non resterà un caso isolato. Le forze dell’ordine hanno già confermato che ulteriori servizi straordinari saranno predisposti nelle prossime settimane. Il messaggio è chiaro: chi scambia i parchi protetti per una pista privata da sfregiare, oltre a ricevere multe salatissime, rischia concretamente di perdere il proprio mezzo.

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