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Concorso per 100 vigili a Messina, il caso finisce al TAR: udienza fissata a settembre

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MESSINA – Il concorso per l’assunzione di 100 agenti di polizia locale al Comune di Messina sbarca nelle aule di giustizia. I giudici della quinta sezione del TAR di Catania entreranno nel merito della vicenda il prossimo 29 settembre, data in cui è stata fissata la discussione del ricorso presentato da uno dei candidati esclusi dai posti utili.

Al centro della battaglia legale, che vede il ricorrente assistito dall’avvocato Antonio Saitta opposto a Palazzo Zanca (rappresentato dai legali Sabrina Terrana e Vincenzo Airò), ci sono presunte irregolarità nell’attribuzione delle riserve di legge.

Nel mirino la riserva per i volontari delle Forze Armate

Il candidato ha formalmente richiesto l’annullamento della determinazione dello scorso 23 febbraio, l’atto con cui il Comune ha approvato e pubblicato la graduatoria definitiva di merito. All’interno di quest’ultima, il ricorrente si è posizionato al 201° posto. Secondo la tesi difensiva, la graduatoria sarebbe viziata dalla mancata indicazione della riserva di posti destinata ai volontari delle Forze Armate, un diritto che avrebbe drasticamente cambiato la posizione del candidato.

L’impugnazione non si ferma qui. Sotto la lente del TAR sono finiti a cascata diversi atti amministrativi correlati:

  • La determinazione del 3 febbraio relativa alla graduatoria provvisoria, che vedeva il ricorrente al 199° posto.

  • La nota con cui l’amministrazione comunale ha rigettato le osservazioni presentate dal candidato alla prima stesura della graduatoria.

  • Il provvedimento con cui il Comune ha preso atto della rinuncia al contratto da parte di due vincitori, disponendo il contestuale scorrimento della graduatoria.

Il TAR dispone l’integrazione del contraddittorio

Preso atto della situazione e della necessità di tutelare tutti i potenziali soggetti coinvolti dall’esito del giudizio, i giudici amministrativi hanno ordinato al Comune di Messina l’integrazione del contraddittorio.

L’amministrazione comunale dovrà pubblicare immediatamente sul proprio sito web istituzionale un avviso pubblico dettagliato. Questo documento dovrà contenere l’indicazione dell’autorità giudiziaria, il numero di registro generale del ricorso, il nome del ricorrente, l’ente resistente, l’oggetto dei provvedimenti impugnati, una sintesi dei motivi del ricorso e l’elenco dei controinteressati (ovvero gli altri candidati in graduatoria che potrebbero essere penalizzati da un eventuale accoglimento della domanda).

Per garantire la massima trasparenza, il TAR ha inoltre imposto al Comune il divieto assoluto di rimuovere dal portale web tutta la documentazione sul procedimento fino alla pubblicazione della sentenza definitiva di primo grado, fissando scadenze rigorose per le notifiche. Tutto è rimandato al prossimo autunno, quando il 29 settembre si deciderà il destino del concorso.

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MESSINA – Il concorso per l’assunzione di 100 agenti di polizia locale al Comune di Messina sbarca nelle aule di giustizia. I giudici della quinta sezione del TAR di Catania entreranno nel merito della vicenda il prossimo 29 settembre, data in cui è stata fissata la discussione del ricorso presentato da uno dei candidati esclusi dai posti utili.

Al centro della battaglia legale, che vede il ricorrente assistito dall’avvocato Antonio Saitta opposto a Palazzo Zanca (rappresentato dai legali Sabrina Terrana e Vincenzo Airò), ci sono presunte irregolarità nell’attribuzione delle riserve di legge.

Nel mirino la riserva per i volontari delle Forze Armate

Il candidato ha formalmente richiesto l’annullamento della determinazione dello scorso 23 febbraio, l’atto con cui il Comune ha approvato e pubblicato la graduatoria definitiva di merito. All’interno di quest’ultima, il ricorrente si è posizionato al 201° posto. Secondo la tesi difensiva, la graduatoria sarebbe viziata dalla mancata indicazione della riserva di posti destinata ai volontari delle Forze Armate, un diritto che avrebbe drasticamente cambiato la posizione del candidato.

L’impugnazione non si ferma qui. Sotto la lente del TAR sono finiti a cascata diversi atti amministrativi correlati:

  • La determinazione del 3 febbraio relativa alla graduatoria provvisoria, che vedeva il ricorrente al 199° posto.

  • La nota con cui l’amministrazione comunale ha rigettato le osservazioni presentate dal candidato alla prima stesura della graduatoria.

  • Il provvedimento con cui il Comune ha preso atto della rinuncia al contratto da parte di due vincitori, disponendo il contestuale scorrimento della graduatoria.

Il TAR dispone l’integrazione del contraddittorio

Preso atto della situazione e della necessità di tutelare tutti i potenziali soggetti coinvolti dall’esito del giudizio, i giudici amministrativi hanno ordinato al Comune di Messina l’integrazione del contraddittorio.

L’amministrazione comunale dovrà pubblicare immediatamente sul proprio sito web istituzionale un avviso pubblico dettagliato. Questo documento dovrà contenere l’indicazione dell’autorità giudiziaria, il numero di registro generale del ricorso, il nome del ricorrente, l’ente resistente, l’oggetto dei provvedimenti impugnati, una sintesi dei motivi del ricorso e l’elenco dei controinteressati (ovvero gli altri candidati in graduatoria che potrebbero essere penalizzati da un eventuale accoglimento della domanda).

Per garantire la massima trasparenza, il TAR ha inoltre imposto al Comune il divieto assoluto di rimuovere dal portale web tutta la documentazione sul procedimento fino alla pubblicazione della sentenza definitiva di primo grado, fissando scadenze rigorose per le notifiche. Tutto è rimandato al prossimo autunno, quando il 29 settembre si deciderà il destino del concorso.

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