Dalla pietra millenaria del teatro greco al respiro leggero del flauto dolce. È questo il filo che lega “Tindari suona”, l’evento che ha portato la musica degli studenti a risuonare in uno dei luoghi più evocativi della Sicilia nord-orientale.
Il progetto è nato con l’intento di creare un ponte diretto tra passato e presente. Il teatro di Tindari, già nel IV secolo a.C., era luogo di rappresentazione musica e parola; quegli stessi spazi hanno accolto le note dei ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Terme Vigliatore, impegnati nel gruppo di flauti dolci “Le Liete Note”, preparati e diretti con la consueta passione e professionalità dalla professoressa di Educazione Musicale Rosita Lembo.

“Restituire al teatro greco la sua funzione originaria di luogo vivo è la nostra missione” – sottolinea l’architetto Giuseppe Natoli, direttore del Parco Archeologico di Tindari – Accogliere i ragazzi de “Le Liete Note” significa far respirare di nuovo queste pietre con la musica per cui erano state pensate. È archeologia che diventa esperienza, non solo memoria”.
Tra i gradoni dell’antico teatro tindaritano, i giovani musicisti hanno eseguito un repertorio pensato per valorizzare il suono puro e naturale dello strumento. Tra i brani in programma il “Canone di Pachelbel”, con le sue note che si inseguono come nell’armonia pitagorica, e l’Inno alla Gioia di Beethoven, inno universale che richiama lo spirito corale del teatro greco. Niente amplificazioni eccessive, solo il suono diretto dei flauti che si fonde con l’acustica e il paesaggio: un richiamo consapevole a come si ascoltava la musica nell’antichità.

L’evento ha avuto un duplice valore educativo: da un lato ha offerti agli studenti l’esperienza forte di esibirsi in un contesto storico e culturale unico, trasformando lo studio in pratica viva; dall’altro ha invitato il pubblico a riscoprire il patrimonio archeologico non come rudere muto, ma come spazio ancora capace di accogliere la vita e l’arte.
“Quando la scuola esce dall’aula e incontra la storia, l’apprendimento diventa emozione – evidenzia soddisfatta la Dirigente Scolastica, professoressa Laura Calabrò. I ragazzi de “Le Liete Note” hanno dimostrato che la musica è linguaggio universale. Suonare a Tindari è stato per loro un onore e un’emozione nuova : una lezione che non dimenticheranno”.
“Dal teatro greco al flauto dolce: 2500 anni di musica a fiato” non è solo il titolo dell’iniziativa, ma una dichiarazione d’intenti: “Mostra – sottolinea la professoressa Lembo – come la pratica musicale scolastica, spesso considerata marginale, possa invece diventare strumento di connessione con la storia, il territorio e la comunità”.

“L’iniziativa – conclude la docente – conferma l’impegno dell’Istituto Comprensivo fi Terme Vigliatore nel portare la scuola fuori dalle aule, facendo della musica un linguaggio per raccontare e abitare i luoghi”.








