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​Filosofia e Diritto: Il prestigioso contributo di alcuni docenti siciliani al convegno di Milano

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​Si terrà a Milano, nella storica cornice di Palazzo Durini, un importante convegno di studi articolato su due giornate (22 e 23 giugno 2026) interamente dedicato alle complesse dinamiche tra modernità istituzionale, filosofia civile e dottrine dello Stato. All’interno di un programma ricco di interventi di altissimo profilo nazionale e internazionale, spicca con forza la nutrita ed autorevole partecipazione dei docenti e dei ricercatori provenienti dagli atenei della Sicilia.

​Gli accademici siciliani porteranno un contributo fondamentale al dibattito, presiedendo sessioni nevralgiche e relazionando su temi che spaziano dalla storia delle istituzioni medievali alla crisi della democrazia contemporanea.

​I protagonisti del panorama accademico siciliano

​Il contributo della delegazione siciliana si articola capillarmente lungo tutte le sessioni del convegno, vedendo protagonisti i docenti delle principali università dell’isola:

​Dario Caroniti dell’Università degli Studi di Messina, che aprirà i lavori della sessione pomeridiana del primo giorno in veste di presidente della tavola rotonda incentrata su Eric Voegelin e le critiche al totalitarismo.

​Margherita Geniale dell’Università degli Studi di Messina, attesa nella mattinata della prima giornata con un intervento focalizzato sul delicato problema della sovranità nel pensiero giuridico di Carl Schmitt, tra diritto naturale e sistema istituzionale.

​Maria Stella Barberi dell’Università degli Studi di Messina, che approfondirà il pensiero di Alexis de Tocqueville e René Girard, analizzando il legame tra il “dispotismo dolce” e la sottomissione vittimaria.

​Ferdinando Raffaele dell’Università degli Studi di Enna “Kore”, che aprirà la seconda giornata esplorando le rappresentazioni letterarie del potere politico tra Medioevo e prima età moderna.

​Marco Leonardi dell’Università degli Studi di Catania, il cui intervento si concentrerà sull’analisi storiografica delle forme statuali nel Regnum Siciliae tra il Tardo Medioevo e la Prima Età Moderna, attraverso il ruolo dei Domenicani.

​Fabrizio Sciacca dell’Università degli Studi di Catania, che oltre a presiedere l’importante sessione pomeridiana del secondo giorno dedicata al rapporto tra Cattolicesimo, Stato e libertà, presenterà una relazione dal titolo “The soft machine. Lo stato e il mito freddo del progresso”.

​Rosanna Marsala dell’Università degli Studi di Palermo, che interverrà nel pomeriggio della seconda giornata per delineare il rapporto tra Stato e libertà all’interno del pensiero politico di Luigi Sturzo.

​Parteciperà ai lavori anche il noto giurista e saggista catanese Aldo Rocco Vitale (docente presso l’Università Europea di Roma), che arricchirà il dibattito finale con una relazione dedicata alla democrazia totalitaria e alla crisi del diritto nel mondo attuale.

​Questa massiccia presenza sottolinea la centralità e la vitalità degli atenei siciliani – Messina, Catania, Palermo ed Enna “Kore” – nel panorama filosofico-giuridico e storico-politico italiano, confermando la capacità della scuola accademica dell’isola di porsi come interlocutrice d’eccellenza sui grandi temi della storia e della modernità

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​Si terrà a Milano, nella storica cornice di Palazzo Durini, un importante convegno di studi articolato su due giornate (22 e 23 giugno 2026) interamente dedicato alle complesse dinamiche tra modernità istituzionale, filosofia civile e dottrine dello Stato. All’interno di un programma ricco di interventi di altissimo profilo nazionale e internazionale, spicca con forza la nutrita ed autorevole partecipazione dei docenti e dei ricercatori provenienti dagli atenei della Sicilia.

​Gli accademici siciliani porteranno un contributo fondamentale al dibattito, presiedendo sessioni nevralgiche e relazionando su temi che spaziano dalla storia delle istituzioni medievali alla crisi della democrazia contemporanea.

​I protagonisti del panorama accademico siciliano

​Il contributo della delegazione siciliana si articola capillarmente lungo tutte le sessioni del convegno, vedendo protagonisti i docenti delle principali università dell’isola:

​Dario Caroniti dell’Università degli Studi di Messina, che aprirà i lavori della sessione pomeridiana del primo giorno in veste di presidente della tavola rotonda incentrata su Eric Voegelin e le critiche al totalitarismo.

​Margherita Geniale dell’Università degli Studi di Messina, attesa nella mattinata della prima giornata con un intervento focalizzato sul delicato problema della sovranità nel pensiero giuridico di Carl Schmitt, tra diritto naturale e sistema istituzionale.

​Maria Stella Barberi dell’Università degli Studi di Messina, che approfondirà il pensiero di Alexis de Tocqueville e René Girard, analizzando il legame tra il “dispotismo dolce” e la sottomissione vittimaria.

​Ferdinando Raffaele dell’Università degli Studi di Enna “Kore”, che aprirà la seconda giornata esplorando le rappresentazioni letterarie del potere politico tra Medioevo e prima età moderna.

​Marco Leonardi dell’Università degli Studi di Catania, il cui intervento si concentrerà sull’analisi storiografica delle forme statuali nel Regnum Siciliae tra il Tardo Medioevo e la Prima Età Moderna, attraverso il ruolo dei Domenicani.

​Fabrizio Sciacca dell’Università degli Studi di Catania, che oltre a presiedere l’importante sessione pomeridiana del secondo giorno dedicata al rapporto tra Cattolicesimo, Stato e libertà, presenterà una relazione dal titolo “The soft machine. Lo stato e il mito freddo del progresso”.

​Rosanna Marsala dell’Università degli Studi di Palermo, che interverrà nel pomeriggio della seconda giornata per delineare il rapporto tra Stato e libertà all’interno del pensiero politico di Luigi Sturzo.

​Parteciperà ai lavori anche il noto giurista e saggista catanese Aldo Rocco Vitale (docente presso l’Università Europea di Roma), che arricchirà il dibattito finale con una relazione dedicata alla democrazia totalitaria e alla crisi del diritto nel mondo attuale.

​Questa massiccia presenza sottolinea la centralità e la vitalità degli atenei siciliani – Messina, Catania, Palermo ed Enna “Kore” – nel panorama filosofico-giuridico e storico-politico italiano, confermando la capacità della scuola accademica dell’isola di porsi come interlocutrice d’eccellenza sui grandi temi della storia e della modernità

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