Congratulazioni vivissime alla Prof Cettina Costa per la pubblicazione del suo nuovo libro e per l’imminente presentazione a Palazzo D’Amico.
È un traguardo importante, e le sue opere sembrano toccare corde profonde e quanto mai attuali nel mondo della scuola di oggi. il messaggio di “Raccontami una storia, prof!” può essere interpretato su diversi livelli, trasformandosi in una vera e propria riflessione sulla pedagogia e sull’umanità, che emergono dalla storia di Vera Romano:
L’istruzione come atto di ascolto (non solo di trasmissione) Il titolo stesso, “Raccontami una storia, prof!”, è un ribaltamento dei ruoli didattici tradizionali. Non è solo la docente a dover spiegare, a dover riversare nozioni e “classici” sui ragazzi; è il docente a dover, per primo, mettersi in ascolto. Il messaggio è chiaro: non si può insegnare a qualcuno che non si sente “visto” o “ascoltato”. Prima di arrivare alla mente (la cultura, il programma, la teoria), bisogna passare attraverso il cuore (la fiducia, la relazione, il vissuto).
Oltre la preparazione: la “vocazione” Il contrasto tra il prestigioso “Maurolico” e la scuola di quartiere sottolinea una verità spesso scomoda: la preparazione accademica è necessaria, ma da sola è insufficiente in contesti di disagio. Il libro suggerisce che l’insegnamento è una forma di resistenza sociale. Il docente diventa una figura che deve possedere intelligenza emotiva, resilienza e una profonda capacità di adattamento per riuscire a scalfire la “corazza” di ragazzi che si sentono, a torto o a ragione, ai margini del mondo.
La fragilità come punto di contatto Vera Romano non entra in classe come un’autorità calata dall’alto, ma come una persona che, pur nella sua diversa estrazione, deve trovare il modo di connettersi con la “fragilità” degli studenti. Il messaggio è un invito all’umiltà didattica: la professoressa non è un “salvatore”, ma una compagna di viaggio che, attraverso il racconto (la narrazione di storie), crea un terreno comune dove il “bullo” e l'”insoddisfatto” possono finalmente abbassare le difese.
La scuola come presidio di speranza Nonostante la descrizione di un ambiente degradato e difficile, il libro sembra volerci ricordare che la scuola è l’ultimo baluardo di civiltà in certi quartieri. La sfida di Vera Romano è quella di dimostrare che il destino di questi ragazzi non è segnato dall’ambiente in cui vivono, ma può essere riscritto attraverso l’incontro con una figura adulta autorevole, presente e, soprattutto, umana.
L’evento presso lo storico Palazzo D’Amico a Milazzo si prospetta come un momento di grande valore culturale. Avere al tuo fianco figure come Attilio Andriolo, Salvino Cavallaro ed Enzo Cambria denota l’importanza che il libro attribuisce non solo al contenuto, ma anche alla condivisione e al confronto. Che questa presentazione sia non solo un momento di celebrazione per il traguardo raggiunto, ma anche l’occasione per avviare quel dialogo costruttivo che il tuo libro, evidentemente, si propone di stimolare. Buona fortuna per la presentazione del libro “Raccontami una storia, prof!”, edito da CTL Editore, si terrà sabato 25 luglio 2026, alle ore 19:00, presso lo storico Palazzo D’Amico di Milazzo.









