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Rodì Milici riabbraccia il suo Papa: svelato il bassorilievo dedicato a San Leone II

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Rodi Milici -Il 4 luglio 2026, la comunità di Milici (frazione di Rodì Milici) ha celebrato l’installazione di un bassorilievo dedicato a San Leone Papa II. L’opera è stata posizionata nel luogo in cui, secondo la tradizione, ebbe i natali il Pontefice. Autore: Vito Costa, noto maestro d’arte pirotecnica e artista.
La comunità di Milici celebra le proprie radici storiche con un’opera artistica che rinsalda il legame, tra fede e tradizione, con il Pontefice siciliano del VII secolo. C’è un filo invisibile, ma quanto mai solido, che lega la storia del borgo di Milici a quella del Papato. Un legame antico, fatto di memorie tramandate e devozione popolare, che il 4 luglio 2026 ha trovato una nuova, tangibile forma: l’installazione e la solenne svelatura di un bassorilievo dedicato a San Leone Papa II, posizionato proprio nel cuore del luogo che, secondo la tradizione, fu la dimora natale del Santo.
L’inaugurazione è stata il frutto di una sinergia virtuosa tra le realtà associative del territorio. L’iniziativa è nata da un’idea della prof.ssa Maria Patanè, presidente dell’associazione “Donne del Borgo”, che ha trovato la preziosa collaborazione dell’associazione culturale “FilicusArte”, guidata da Giuseppe Giunta.
La cerimonia, che ha visto una folta partecipazione di cittadini — inclusi molti residenti rientrati dal Nord Italia e dall’estero per l’occasione — è stata un momento di riflessione sulla storia locale. Dopo i saluti istituzionali e l’illustrazione del progetto artistico, l’ingegnere Andrea Zanghì, profondo conoscitore della storia del borgo, ha offerto un excursus sulla figura di Papa Leone II. Il momento di raccoglimento spirituale è stato arricchito dalla recitazione di una preghiera dedicata al Santo da parte della dott.ssa Anna Miano e dalla solenne benedizione impartita dal parroco, padre Giuseppe Zanghì. A dare forma alla memoria storica è stato il maestro Vito Costa, noto artista ed esperto d’arte pirotecnica, che ha realizzato il bassorilievo. L’opera non è solo un omaggio artistico, ma un segnale di vitalità per il borgo: il progetto mira infatti a rigenerare angoli meno noti del centro storico, trasformandoli in punti di interesse turistico e culturale. La giornata si è conclusa, come da tradizione festosa, con uno spettacolo pirotecnico firmato dallo stesso autore. Il legame tra Milici e la storia Ma perché un Papa vissuto tra il 682 e il 683 d.C. viene celebrato con tale fervore a Milici?
  La figura di Papa Leone II è indissolubilmente legata alla Sicilia bizantina. Le cronache e gli studi, da quello di Moses Finley sulla Sicilia antica alle memorie locali, confermano come la Sicilia abbia offerto un contributo fondamentale al papato in quel secolo. La tradizione orale, raccolta meticolosamente da studiosi come l’ingegner Andrea Zanghì, narra di un giovane Leone che, mentre pascolava il gregge in contrada Rinazzo, scrisse con un bastoncello sulla sabbia la profezia del suo futuro pontificato: “Un giorno sarò papa”. Un sacerdote di passaggio, colpita dall’intelligenza del ragazzo, avrebbe poi favorito la sua istruzione, portandolo a Roma dove, grazie alle sue doti di studioso di lingue greca e latina, musica e sacre scritture, ascese al soglio di Pietro.
Un patrimonio da custodire
Sebbene la storiografia accademica dibatta ancora sul luogo esatto di nascita tra diverse località siciliane, Rodì Milici rivendica con orgoglio questo legame. Non è solo la “casa di Papa Leo” a testimoniarlo, ma anche il ricco patrimonio iconografico: dai quadri del Settecento – dove il Pontefice viene ritratto con lo sfondo del paesaggio di Milici e del Palazzo dei Cavalieri di Malta – fino alla targa commemorativa apposta sulla facciata della presunta casa natale nel 2022.
Con questa nuova installazione, la comunità di Rodì Milici non ha solo celebrato un santo, ma ha ribadito la propria identità. Un modo per far sì che, tra le mura del borgo, la storia non rimanga chiusa nei libri, ma continui a vivere ogni giorno, visibile agli occhi di chi percorre le sue strade.
La frazione di Milici custodisce un patrimonio che va oltre la semplice memoria storica, offrendo scorci architettonici e artistici di notevole interesse, profondamente radicati nel passato feudale e religioso della Sicilia nord-orientale.
Palazzo dei Cavalieri di Malta : questo edificio storico rappresenta uno dei tasselli fondamentali dell’identità di Milici. La sua presenza è strettamente legata al periodo in cui l’ordine dei Cavalieri di San Giovanni amministrava il feudo, segnando profondamente lo sviluppo urbanistico e culturale del borgo. Ancora oggi, la struttura conserva il fascino dei luoghi che hanno ospitato funzioni amministrative e religiose di rilievo, ed è spesso richiamata nei documenti e nell’iconografia locale, come nei dipinti del Settecento che ritraggono il Pontefice accanto a questa prestigiosa dimora.
  • Architettura che riflette l’importanza del ruolo dei Cavalieri di Malta nella storia feudale della zona.
  • Punto di riferimento visivo e storico per chi desidera immergersi nelle radici antiche del borgo.
  • Chiesa di S. Maria Immacolata
Situata nel cuore del centro abitato, questa chiesa funge da custode del patrimonio spirituale della comunità. La sua architettura rappresenta il tipico sviluppo degli spazi sacri del territorio, divenendo il luogo di riferimento per la conservazione delle tradizioni popolari e delle festività religiose. Oltre alla sua funzione liturgica, l’edificio è un punto nodale per comprendere l’arte sacra locale e l’evoluzione devozionale che ha caratterizzato la vita dei residenti attraverso i secoli. Il territorio offre inoltre percorsi naturalistici e sentieri tra le colline che circondano il nucleo storico, ideali per esplorare le contrade citate nelle tradizioni orali del borgo. Quale di questi aspetti ti interessa approfondire maggiormente durante la tua visita?
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Rodi Milici -Il 4 luglio 2026, la comunità di Milici (frazione di Rodì Milici) ha celebrato l’installazione di un bassorilievo dedicato a San Leone Papa II. L’opera è stata posizionata nel luogo in cui, secondo la tradizione, ebbe i natali il Pontefice. Autore: Vito Costa, noto maestro d’arte pirotecnica e artista.
La comunità di Milici celebra le proprie radici storiche con un’opera artistica che rinsalda il legame, tra fede e tradizione, con il Pontefice siciliano del VII secolo. C’è un filo invisibile, ma quanto mai solido, che lega la storia del borgo di Milici a quella del Papato. Un legame antico, fatto di memorie tramandate e devozione popolare, che il 4 luglio 2026 ha trovato una nuova, tangibile forma: l’installazione e la solenne svelatura di un bassorilievo dedicato a San Leone Papa II, posizionato proprio nel cuore del luogo che, secondo la tradizione, fu la dimora natale del Santo.
L’inaugurazione è stata il frutto di una sinergia virtuosa tra le realtà associative del territorio. L’iniziativa è nata da un’idea della prof.ssa Maria Patanè, presidente dell’associazione “Donne del Borgo”, che ha trovato la preziosa collaborazione dell’associazione culturale “FilicusArte”, guidata da Giuseppe Giunta.
La cerimonia, che ha visto una folta partecipazione di cittadini — inclusi molti residenti rientrati dal Nord Italia e dall’estero per l’occasione — è stata un momento di riflessione sulla storia locale. Dopo i saluti istituzionali e l’illustrazione del progetto artistico, l’ingegnere Andrea Zanghì, profondo conoscitore della storia del borgo, ha offerto un excursus sulla figura di Papa Leone II. Il momento di raccoglimento spirituale è stato arricchito dalla recitazione di una preghiera dedicata al Santo da parte della dott.ssa Anna Miano e dalla solenne benedizione impartita dal parroco, padre Giuseppe Zanghì. A dare forma alla memoria storica è stato il maestro Vito Costa, noto artista ed esperto d’arte pirotecnica, che ha realizzato il bassorilievo. L’opera non è solo un omaggio artistico, ma un segnale di vitalità per il borgo: il progetto mira infatti a rigenerare angoli meno noti del centro storico, trasformandoli in punti di interesse turistico e culturale. La giornata si è conclusa, come da tradizione festosa, con uno spettacolo pirotecnico firmato dallo stesso autore. Il legame tra Milici e la storia Ma perché un Papa vissuto tra il 682 e il 683 d.C. viene celebrato con tale fervore a Milici?
  La figura di Papa Leone II è indissolubilmente legata alla Sicilia bizantina. Le cronache e gli studi, da quello di Moses Finley sulla Sicilia antica alle memorie locali, confermano come la Sicilia abbia offerto un contributo fondamentale al papato in quel secolo. La tradizione orale, raccolta meticolosamente da studiosi come l’ingegner Andrea Zanghì, narra di un giovane Leone che, mentre pascolava il gregge in contrada Rinazzo, scrisse con un bastoncello sulla sabbia la profezia del suo futuro pontificato: “Un giorno sarò papa”. Un sacerdote di passaggio, colpita dall’intelligenza del ragazzo, avrebbe poi favorito la sua istruzione, portandolo a Roma dove, grazie alle sue doti di studioso di lingue greca e latina, musica e sacre scritture, ascese al soglio di Pietro.
Un patrimonio da custodire
Sebbene la storiografia accademica dibatta ancora sul luogo esatto di nascita tra diverse località siciliane, Rodì Milici rivendica con orgoglio questo legame. Non è solo la “casa di Papa Leo” a testimoniarlo, ma anche il ricco patrimonio iconografico: dai quadri del Settecento – dove il Pontefice viene ritratto con lo sfondo del paesaggio di Milici e del Palazzo dei Cavalieri di Malta – fino alla targa commemorativa apposta sulla facciata della presunta casa natale nel 2022.
Con questa nuova installazione, la comunità di Rodì Milici non ha solo celebrato un santo, ma ha ribadito la propria identità. Un modo per far sì che, tra le mura del borgo, la storia non rimanga chiusa nei libri, ma continui a vivere ogni giorno, visibile agli occhi di chi percorre le sue strade.
La frazione di Milici custodisce un patrimonio che va oltre la semplice memoria storica, offrendo scorci architettonici e artistici di notevole interesse, profondamente radicati nel passato feudale e religioso della Sicilia nord-orientale.
Palazzo dei Cavalieri di Malta : questo edificio storico rappresenta uno dei tasselli fondamentali dell’identità di Milici. La sua presenza è strettamente legata al periodo in cui l’ordine dei Cavalieri di San Giovanni amministrava il feudo, segnando profondamente lo sviluppo urbanistico e culturale del borgo. Ancora oggi, la struttura conserva il fascino dei luoghi che hanno ospitato funzioni amministrative e religiose di rilievo, ed è spesso richiamata nei documenti e nell’iconografia locale, come nei dipinti del Settecento che ritraggono il Pontefice accanto a questa prestigiosa dimora.
  • Architettura che riflette l’importanza del ruolo dei Cavalieri di Malta nella storia feudale della zona.
  • Punto di riferimento visivo e storico per chi desidera immergersi nelle radici antiche del borgo.
  • Chiesa di S. Maria Immacolata
Situata nel cuore del centro abitato, questa chiesa funge da custode del patrimonio spirituale della comunità. La sua architettura rappresenta il tipico sviluppo degli spazi sacri del territorio, divenendo il luogo di riferimento per la conservazione delle tradizioni popolari e delle festività religiose. Oltre alla sua funzione liturgica, l’edificio è un punto nodale per comprendere l’arte sacra locale e l’evoluzione devozionale che ha caratterizzato la vita dei residenti attraverso i secoli. Il territorio offre inoltre percorsi naturalistici e sentieri tra le colline che circondano il nucleo storico, ideali per esplorare le contrade citate nelle tradizioni orali del borgo. Quale di questi aspetti ti interessa approfondire maggiormente durante la tua visita?
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