“La storia torna a casa. I reperti archeologici del nuovo #museo di Rodì Milici sono arrivati ..a breve le info sull’inaugurazione “
Un territorio ricco di testimonianze millenarie, dalla Battaglia del Longano all’imminente inaugurazione del nuovo polo museale: come la comunità messinese sta valorizzando le proprie radici.
RODÌ MILICI — La comunità di Rodì Milici si prepara a scrivere una pagina fondamentale per la propria identità culturale e turistica. Grazie a un’intensa e mirata azione di recupero, il patrimonio archeologico locale — per anni custodito in depositi esterni o in altri poli museali della regione — fa finalmente ritorno “a casa”. Questo traguardo si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco , Dott Carmelo Aliberi; che vede nell’imminente apertura del nuovo museo archeologico il fulcro di un nuovo
Rinascimento per l’intera Valle del Longane., radici millenarie e memorie mitologiche
Immerso tra i monti e la costa tirrenica della provincia di Messina, il comune odierno — nato dall’unione dei centri storici di Rodì e Milici — poggia su un substrato storico di straordinario rilievo. Il territorio è attraversato dal torrente Longane, il cui nome evoca non solo l’antico corso d’acqua del Longanos, ma anche le suggestive memorie mitologiche legate alle leggendarie ninfe delle acque e dei boschi. Gli scavi condotti nel comprensorio, già al centro degli studi di illustri archeologi come Luigi Bernabò Brea, hanno confermato la vocazione strategica e commerciale della zona sin dall’Età del Bronzo e del Ferro. Tra le testimonianze più rilevanti emergono: le acropoli fortificate del Monte Cocuzza (dotato di un fortino in tecnica megalitica) e del Monte Ciappa. La necropoli di contrada Mustaco / Monte Gonia (Grassorella), caratterizzata dalle tipiche tombe a grotticella artificiale di epoca sicula.
La memoria della Battaglia del Longano (269 a.C.), lo scontro epico tra l’esercito siracusano guidato da Gerone II e i Mamertini di Messina che segnò le dinamiche di potere della Sicilia pre-romana.
Un mosaico museale diffuso
Il nuovo museo archeologico — che accoglierà i reperti dell’età del bronzo, della cultura di Rodì-Tindari-Vallelunga e dell’epoca ellenistica — va ad arricchire una rete espositiva già sorprendentemente ricca e diversificata, capace di raccontare le molteplici anime della comunità:
Il Museo del Sovrano Militare Ordine di Malta: situato nel Palazzo Priorale (o Palazzo dei Cavalieri) a Milici, custodisce antiche pergamene, argenti, icone e medaglie devozionali che documentano la storica presenza dei Cavalieri e il culto di San Giovanni Battista.
La Civica Galleria d’Arte Contemporanea Siciliana: collocata in Piazza Libertà a Rodì, raccoglie le creazioni di artisti che hanno scelto di legare il proprio nome e la propria ispirazione a questi luoghi. Il Museo Franchina & Figli: uno spaccato di storia popolare ed etnografica che spazia da oggetti della vita quotidiana agli antichi telai settecenteschi per la tessitura, fino a una suggestiva sezione musicale e alla ricostruzione di un bar anni Sessanta completo di juke-box.
Verso un turismo lento e sostenibile
L’impegno dell’amministrazione comunale punta con decisione a coniugare la tutela dei beni culturali con la promozione di un turismo lento, culturale ed enogastronomico. Sfruttando le peculiarità paesaggistiche della Valle del Longane — un mosaico di uliveti, vigneti e macchia mediterranea — e le eccellenze tradizionali come l’olio e il vino, Rodì Milici si candida a diventare un punto di riferimento d’eccellenza nel panorama turistico siciliano. Il ritorno dei reperti archeologici non rappresenta soltanto un atto di restituzione identitaria, ma il motore di una crescita economica e sociale fondata sulla consapevolezza del proprio passato.








