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“Rotte di Passione” – Evento a Milazzo

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Inaugurato nei gorni scorsi la mostra “Rotte di Passione – Il mare, la Guardia Costiera e l’arte del modellismo” un percorso immersivo nel mondo della Guardia Costiera attraverso le opere di Michele Vanni.

Dettaglio   Informazione

Evento       “Rotte di Passione – Il mare, la Guardia Costiera e l’arte del modellismo”,  dal 5 al 10 Luglio 2026 presso il   Museo del Mare e delle Arti Marinaresche “Asylum” (ex asilio Vaccarella), Milazzo

Orari          09:00 – 13:00 e 16:00 – 20:00   Ingresso    Gratuito

Protagonista –  Michele Vanni (modellista) e il personale della Capitaneria di Porto di Milazzo orgogliosi per la  splendida iniziativa per celebrare il 161° Anniversario del Corpo delle Capitanerie di Porto –  che inaugura proprio oggi, unisce sapientemente l’arte del modellismo alla storia e ai valori istituzionali.

L’Arte di Michele Vanni: Al centro dell’esposizione ci sono i modelli radiocomandati e perfettamente funzionanti di Michele Vanni. Non si tratta di semplici riproduzioni, ma di opere ingegneristiche in miniatura (come il pattugliatore Dattilo in scala 1:100 o le unità della classe 813) che riflettono una dedizione incredibile per il dettaglio.  L’esposizione è arricchita da materiale divulgativo, fotografie e filmati che approfondiscono i vari reparti del Corpo:Reparti Volo e Aerosoccorritori. Operazioni di Ricerca e Soccorso (SAR). Campagna “Mare e Laghi Sicuri 2026”.

La manifestazione celebra i 161 anni dall’istituzione del Corpo (avvenuta il 20 luglio 1865 con il Regio Decreto n. 2438). È un’occasione per ricordare come la Guardia Costiera si sia evoluta da magistrature marittime antiche a un pilastro moderno per la sicurezza della navigazione, la tutela dell’ambiente marino e la salvaguardia della vita umana in mare. È davvero un tributo toccante vedere come una passione personale, come quella di Michele Vanni, possa diventare un mezzo di comunicazione così potente per far conoscere l’impegno, la resilienza e i valori umani che caratterizzano gli uomini e le donne della Guardia Costiera.La storia di Michele Vanni è una testimonianza di come la passione pura, unita a una resilienza straordinaria, possa trasformare un hobby in un ponte di inclusione e conoscenza tra la cittadinanza e le Istituzioni.

L’Origine della Passione Michele Vanni vive in Toscana, in una zona (vicino a Pisa e Livorno) dove il legame con il mare è profondo e naturale. La sua avventura nel modellismo “dedicato” è iniziata nel 2017. Come lui stesso ha dichiarato, la sua non è solo una passione per la tecnica, ma un amore viscerale per il “mare che rende liberi” e per la “divisa bianca” della Guardia Costiera.

Il Modellismo come “Forma di Espressione”

Il lavoro di Vanni si distingue nel panorama modellistico italiano per tre pilastri fondamentali:

Fedeltà Estrema: I suoi modelli non sono solo riproduzioni statiche, ma opere d’arte dinamiche e perfettamente funzionanti. Ad esempio, il suo pattugliatore Dattilo (lungo 94 cm in scala 1:100) è realizzato in vetroresina e plastica, dotato di motori artigianali, impianti elettrici, luci, radar rotanti e persino idranti che spruzzano acqua.

Tecnica Autodidatta e Resilienza: La costruzione di questi “piccoli gioielli” richiede una pazienza infinita. Dietro ogni pezzo ci sono ore di lavoro manuale che vanno oltre la mera abilità tecnica: Vanni è riconosciuto come un esempio di determinazione e resilienza. Il suo percorso è diventato un messaggio potente di inclusione, capace di superare le barriere personali per trasformarsi in una forma di comunicazione universale.

Il Modello come Storytelling: Vanni non costruisce solo una barca; costruisce una storia. Attraverso le sue opere, egli racconta le unità della Guardia Costiera (come la classe 813 della Capitaneria di Viareggio o la 882) permettendo al pubblico di vedere, anche in contesti fieristici (come le Vele d’Epoca di Imperia o ExpoAid), la tecnologia del Corpo “in miniatura” ma viva.

Il suo ruolo come “Ambasciatore” dei valori

Ciò che rende la storia di Michele Vanni unica non è solo la maestria manuale, ma il suo ruolo di ponte:

Collaborazione Istituzionale: È un collaboratore stimato dal Comando della Guardia Costiera (come dimostra il ringraziamento pubblico al Comandante Luigi Cuciniello).

Sensibilizzazione: Partecipando a eventi come ExpoAid 2026 (dedicato alla disabilità e all’inclusione), Vanni ha dimostrato che la sua passione è un veicolo perfetto per promuovere i valori di solidarietà e impegno sociale che la Guardia Costiera rappresenta.

In sintesi, la “storia personale” di Michele Vanni è la narrazione di un uomo che, attraverso la cura maniacale del dettaglio e la capacità di rendere tangibile il lavoro del Soccorso in Mare, è riuscito a far coincidere il proprio percorso di vita con la missione stessa della Guardia Costiera: essere al servizio della collettività.

Il percorso di Michele Vanni è segnato da un miglioramento continuo. Come lui stesso ha raccontato, ha iniziato a dedicarsi specificamente al modellismo navale della Guardia Costiera nel 2017. Da quel momento, ha perfezionato non solo le forme, ma soprattutto la dinamicità dei modelli.

Ecco i pilastri tecnici del suo metodo costruttivo:

  • Materiali ibridi per la massima precisione: Per garantire realismo e leggerezza (essenziale per la navigazione in vasca), Vanni utilizza una combinazione di materiali:

o   Vetroresina: Utilizzata per lo scafo, garantendo robustezza e tenuta stagna.

o Plastica e resine lavorate: Impiegate per le sovrastrutture e i dettagli più complessi, permettendo di replicare con precisione millimetrica antenne, radar e paratie.

  • Ingegneria di bordo “Home-made”: Non si limita a costruire lo scafo; l’aspetto più impressionante è l’elettronica artigianale. Vanni realizza internamente:

o Impianti motoristici: I modelli sono radiocomandati, il che richiede un bilanciamento dei pesi perfetto per evitare il ribaltamento.

o Sistemi dinamici: La capacità di far muovere i radar, accendere le luci di navigazione e, soprattutto, far funzionare gli idranti (che spruzzano realmente acqua), dimostra una padronanza notevole della meccanica fluidodinamica in scala ridotta.

  • La “Dattilo” come apice: Il pattugliatore Dattilo rappresenta, ad oggi, il suo fiore all’occhiello. Con i suoi 94 centimetri di lunghezza (scala 1:100 rispetto ai 94 metri dell’originale), questa riproduzione è il risultato di un lungo studio dei piani di costruzione ufficiali, che Vanni adatta con pazienza certosina per rendere il modello non solo una replica estetica, ma una nave perfettamente funzionante.

Il metodo del “Modellista Resiliente” Ciò che colpisce del suo approccio non è solo come costruisce, ma perché:

  1. Ricerca Documentale: Prima di toccare un pezzo di vetroresina, Vanni studia le unità reali. Questo gli permette di creare modelli che non sono “giocattoli”, ma documentazioni storiche tridimensionali.
  2. La “Piscina” come test finale: La scelta di utilizzare vasche d’acqua durante le esposizioni è una sfida tecnica non indifferente. Far navigare un modello radiocomandato tra il pubblico richiede una taratura precisa dei motori e della timoneria, trasformando la mostra in uno spettacolo dinamico anziché in una semplice esposizione statica. La sua storia dimostra che il modellismo, quando praticato a questi livelli, diventa una forma di ingegneria creativa: serve la visione di un artista, la pazienza di un artigiano e la precisione di un progettista navale.La mostra di puo visitare l’Asylum, un occasione per   vedere da vicino proprio questi dettagli tecnici:
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Inaugurato nei gorni scorsi la mostra “Rotte di Passione – Il mare, la Guardia Costiera e l’arte del modellismo” un percorso immersivo nel mondo della Guardia Costiera attraverso le opere di Michele Vanni.

Dettaglio   Informazione

Evento       “Rotte di Passione – Il mare, la Guardia Costiera e l’arte del modellismo”,  dal 5 al 10 Luglio 2026 presso il   Museo del Mare e delle Arti Marinaresche “Asylum” (ex asilio Vaccarella), Milazzo

Orari          09:00 – 13:00 e 16:00 – 20:00   Ingresso    Gratuito

Protagonista –  Michele Vanni (modellista) e il personale della Capitaneria di Porto di Milazzo orgogliosi per la  splendida iniziativa per celebrare il 161° Anniversario del Corpo delle Capitanerie di Porto –  che inaugura proprio oggi, unisce sapientemente l’arte del modellismo alla storia e ai valori istituzionali.

L’Arte di Michele Vanni: Al centro dell’esposizione ci sono i modelli radiocomandati e perfettamente funzionanti di Michele Vanni. Non si tratta di semplici riproduzioni, ma di opere ingegneristiche in miniatura (come il pattugliatore Dattilo in scala 1:100 o le unità della classe 813) che riflettono una dedizione incredibile per il dettaglio.  L’esposizione è arricchita da materiale divulgativo, fotografie e filmati che approfondiscono i vari reparti del Corpo:Reparti Volo e Aerosoccorritori. Operazioni di Ricerca e Soccorso (SAR). Campagna “Mare e Laghi Sicuri 2026”.

La manifestazione celebra i 161 anni dall’istituzione del Corpo (avvenuta il 20 luglio 1865 con il Regio Decreto n. 2438). È un’occasione per ricordare come la Guardia Costiera si sia evoluta da magistrature marittime antiche a un pilastro moderno per la sicurezza della navigazione, la tutela dell’ambiente marino e la salvaguardia della vita umana in mare. È davvero un tributo toccante vedere come una passione personale, come quella di Michele Vanni, possa diventare un mezzo di comunicazione così potente per far conoscere l’impegno, la resilienza e i valori umani che caratterizzano gli uomini e le donne della Guardia Costiera.La storia di Michele Vanni è una testimonianza di come la passione pura, unita a una resilienza straordinaria, possa trasformare un hobby in un ponte di inclusione e conoscenza tra la cittadinanza e le Istituzioni.

L’Origine della Passione Michele Vanni vive in Toscana, in una zona (vicino a Pisa e Livorno) dove il legame con il mare è profondo e naturale. La sua avventura nel modellismo “dedicato” è iniziata nel 2017. Come lui stesso ha dichiarato, la sua non è solo una passione per la tecnica, ma un amore viscerale per il “mare che rende liberi” e per la “divisa bianca” della Guardia Costiera.

Il Modellismo come “Forma di Espressione”

Il lavoro di Vanni si distingue nel panorama modellistico italiano per tre pilastri fondamentali:

Fedeltà Estrema: I suoi modelli non sono solo riproduzioni statiche, ma opere d’arte dinamiche e perfettamente funzionanti. Ad esempio, il suo pattugliatore Dattilo (lungo 94 cm in scala 1:100) è realizzato in vetroresina e plastica, dotato di motori artigianali, impianti elettrici, luci, radar rotanti e persino idranti che spruzzano acqua.

Tecnica Autodidatta e Resilienza: La costruzione di questi “piccoli gioielli” richiede una pazienza infinita. Dietro ogni pezzo ci sono ore di lavoro manuale che vanno oltre la mera abilità tecnica: Vanni è riconosciuto come un esempio di determinazione e resilienza. Il suo percorso è diventato un messaggio potente di inclusione, capace di superare le barriere personali per trasformarsi in una forma di comunicazione universale.

Il Modello come Storytelling: Vanni non costruisce solo una barca; costruisce una storia. Attraverso le sue opere, egli racconta le unità della Guardia Costiera (come la classe 813 della Capitaneria di Viareggio o la 882) permettendo al pubblico di vedere, anche in contesti fieristici (come le Vele d’Epoca di Imperia o ExpoAid), la tecnologia del Corpo “in miniatura” ma viva.

Il suo ruolo come “Ambasciatore” dei valori

Ciò che rende la storia di Michele Vanni unica non è solo la maestria manuale, ma il suo ruolo di ponte:

Collaborazione Istituzionale: È un collaboratore stimato dal Comando della Guardia Costiera (come dimostra il ringraziamento pubblico al Comandante Luigi Cuciniello).

Sensibilizzazione: Partecipando a eventi come ExpoAid 2026 (dedicato alla disabilità e all’inclusione), Vanni ha dimostrato che la sua passione è un veicolo perfetto per promuovere i valori di solidarietà e impegno sociale che la Guardia Costiera rappresenta.

In sintesi, la “storia personale” di Michele Vanni è la narrazione di un uomo che, attraverso la cura maniacale del dettaglio e la capacità di rendere tangibile il lavoro del Soccorso in Mare, è riuscito a far coincidere il proprio percorso di vita con la missione stessa della Guardia Costiera: essere al servizio della collettività.

Il percorso di Michele Vanni è segnato da un miglioramento continuo. Come lui stesso ha raccontato, ha iniziato a dedicarsi specificamente al modellismo navale della Guardia Costiera nel 2017. Da quel momento, ha perfezionato non solo le forme, ma soprattutto la dinamicità dei modelli.

Ecco i pilastri tecnici del suo metodo costruttivo:

  • Materiali ibridi per la massima precisione: Per garantire realismo e leggerezza (essenziale per la navigazione in vasca), Vanni utilizza una combinazione di materiali:

o   Vetroresina: Utilizzata per lo scafo, garantendo robustezza e tenuta stagna.

o Plastica e resine lavorate: Impiegate per le sovrastrutture e i dettagli più complessi, permettendo di replicare con precisione millimetrica antenne, radar e paratie.

  • Ingegneria di bordo “Home-made”: Non si limita a costruire lo scafo; l’aspetto più impressionante è l’elettronica artigianale. Vanni realizza internamente:

o Impianti motoristici: I modelli sono radiocomandati, il che richiede un bilanciamento dei pesi perfetto per evitare il ribaltamento.

o Sistemi dinamici: La capacità di far muovere i radar, accendere le luci di navigazione e, soprattutto, far funzionare gli idranti (che spruzzano realmente acqua), dimostra una padronanza notevole della meccanica fluidodinamica in scala ridotta.

  • La “Dattilo” come apice: Il pattugliatore Dattilo rappresenta, ad oggi, il suo fiore all’occhiello. Con i suoi 94 centimetri di lunghezza (scala 1:100 rispetto ai 94 metri dell’originale), questa riproduzione è il risultato di un lungo studio dei piani di costruzione ufficiali, che Vanni adatta con pazienza certosina per rendere il modello non solo una replica estetica, ma una nave perfettamente funzionante.

Il metodo del “Modellista Resiliente” Ciò che colpisce del suo approccio non è solo come costruisce, ma perché:

  1. Ricerca Documentale: Prima di toccare un pezzo di vetroresina, Vanni studia le unità reali. Questo gli permette di creare modelli che non sono “giocattoli”, ma documentazioni storiche tridimensionali.
  2. La “Piscina” come test finale: La scelta di utilizzare vasche d’acqua durante le esposizioni è una sfida tecnica non indifferente. Far navigare un modello radiocomandato tra il pubblico richiede una taratura precisa dei motori e della timoneria, trasformando la mostra in uno spettacolo dinamico anziché in una semplice esposizione statica. La sua storia dimostra che il modellismo, quando praticato a questi livelli, diventa una forma di ingegneria creativa: serve la visione di un artista, la pazienza di un artigiano e la precisione di un progettista navale.La mostra di puo visitare l’Asylum, un occasione per   vedere da vicino proprio questi dettagli tecnici:
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