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Sanità siciliana, corruzione: Totò Cuffaro patteggia 3 anni ai servizi sociali

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PALERMO – Svolta giudiziaria nell’inchiesta che ha scosso la sanità siciliana. L’ex governatore della Regione, Totò Cuffaro, ha concordato una pena di tre anni da scontare ai servizi sociali. La richiesta di patteggiamento è stata accolta dal Gip del Tribunale di Palermo, Ermelinda Marfia, determinando così l’immediata scarcerazione dell’ex presidente, che si trovava agli arresti domiciliari dallo scorso giugno.

​Le accuse contestate a vario titolo nell’indagine, coordinate dai sostituti procuratori Claudio Camilleri e Maurizio Zoppi, orbitano attorno a un presunto giro di corruzione e traffico di influenze illecite. Al centro del mirino degli inquirenti c’è la manipolazione di un concorso pubblico bandito dall’azienda ospedaliera “Villa Sofia-Cervello” di Palermo.

​Le condizioni del giudice: isolamento dal mondo politico

​Il via libera al patteggiamento porta con sé prescrizioni severe. Tra i paletti più stringenti imposti dal Gip Marfia spicca il divieto assoluto per Cuffaro di frequentare o incontrare soggetti che rivestano cariche politiche o ruoli all’interno di organi legislativi. Una misura che mira a recidere i legami con l’ambiente in cui, secondo l’accusa, si muoveva la rete di influenze.

​Il maxi-processo a settembre per i coimputati

​Mentre la posizione del leader politico si chiude con il patteggiamento, l’inchiesta prosegue spedita per gli altri protagonisti della vicenda che hanno scelto la via del rito ordinario. Il giudice, in veste di Gup, ha infatti firmato il decreto di rinvio a giudizio per sette coimputati. Il processo scatterà il prossimo 7 settembre davanti ai giudici della terza sezione del tribunale di Palermo.

​Alla sbarra siederanno figure chiave della sanità locale e della cerchia dell’ex governatore: Roberto Colletti (ex direttore generale di Villa Sofia-Cervello), Antonio Iacono (primario del Trauma Center dello stesso nosocomio) e Vito Raso, storico autista e collaboratore di fiducia di Cuffaro. Insieme a loro affronteranno il dibattimento Mauro Marchese, Marco Dammone, il legale rappresentante societario Roberto Spotti e l’imprenditore di Belmonte Mezzagno Sergio Mazzola, titolare della Euroservice srl.

​Gli altri risvolti: un abbreviato e un’assoluzione

​Escono invece dal filone principale altri due nomi. La posizione di Ferdinando Aiello è stata stralciata: avendo richiesto il rito abbreviato, per lui il verdetto arriverà anticipatamente nel mese di luglio.

​Esulta invece la Dussmann Service srl: la società è stata completamente prosciolta dal Gip in fase di udienza preliminare con la formula “perché il fatto non sussiste”.

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PALERMO – Svolta giudiziaria nell’inchiesta che ha scosso la sanità siciliana. L’ex governatore della Regione, Totò Cuffaro, ha concordato una pena di tre anni da scontare ai servizi sociali. La richiesta di patteggiamento è stata accolta dal Gip del Tribunale di Palermo, Ermelinda Marfia, determinando così l’immediata scarcerazione dell’ex presidente, che si trovava agli arresti domiciliari dallo scorso giugno.

​Le accuse contestate a vario titolo nell’indagine, coordinate dai sostituti procuratori Claudio Camilleri e Maurizio Zoppi, orbitano attorno a un presunto giro di corruzione e traffico di influenze illecite. Al centro del mirino degli inquirenti c’è la manipolazione di un concorso pubblico bandito dall’azienda ospedaliera “Villa Sofia-Cervello” di Palermo.

​Le condizioni del giudice: isolamento dal mondo politico

​Il via libera al patteggiamento porta con sé prescrizioni severe. Tra i paletti più stringenti imposti dal Gip Marfia spicca il divieto assoluto per Cuffaro di frequentare o incontrare soggetti che rivestano cariche politiche o ruoli all’interno di organi legislativi. Una misura che mira a recidere i legami con l’ambiente in cui, secondo l’accusa, si muoveva la rete di influenze.

​Il maxi-processo a settembre per i coimputati

​Mentre la posizione del leader politico si chiude con il patteggiamento, l’inchiesta prosegue spedita per gli altri protagonisti della vicenda che hanno scelto la via del rito ordinario. Il giudice, in veste di Gup, ha infatti firmato il decreto di rinvio a giudizio per sette coimputati. Il processo scatterà il prossimo 7 settembre davanti ai giudici della terza sezione del tribunale di Palermo.

​Alla sbarra siederanno figure chiave della sanità locale e della cerchia dell’ex governatore: Roberto Colletti (ex direttore generale di Villa Sofia-Cervello), Antonio Iacono (primario del Trauma Center dello stesso nosocomio) e Vito Raso, storico autista e collaboratore di fiducia di Cuffaro. Insieme a loro affronteranno il dibattimento Mauro Marchese, Marco Dammone, il legale rappresentante societario Roberto Spotti e l’imprenditore di Belmonte Mezzagno Sergio Mazzola, titolare della Euroservice srl.

​Gli altri risvolti: un abbreviato e un’assoluzione

​Escono invece dal filone principale altri due nomi. La posizione di Ferdinando Aiello è stata stralciata: avendo richiesto il rito abbreviato, per lui il verdetto arriverà anticipatamente nel mese di luglio.

​Esulta invece la Dussmann Service srl: la società è stata completamente prosciolta dal Gip in fase di udienza preliminare con la formula “perché il fatto non sussiste”.

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