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Beni confiscati alla criminalità, a Barcellona e Torrenova nessuno li vuole

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Sono sedici i beni immobili che l’Anbsc, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ha messo a disposizione di istituzioni, enti e associazioni accreditati sul territorio della provincia di Messina. Nonostante l’approssimarsi delle scadenze, comprese fra il 31 marzo e il 28 aprile prossimi, nessuno ad oggi ha presentato una manifestazione d’interesse per acquisire i beni da mettere poi a disposizione della collettività.

In particolare la sede di Reggio Calabria dell’Agenzia nazionale ha messo a disposizione una casa indipendente nel territorio di Torrenova, destinabile ad abitazione o a destinazioni simili. Il provvedimento di confisca, emesso dal tribunale di Messina, risale al 2019.

La maggior parte dei beni destinabili ricadono invece nel territorio di Barcellona Pozzo di Gotto, dove entro il 31 marzo prossimo ben 5 case indipendenti e una villa da 270 metri quadrati potrebbero tornare in mano pubblica per finalità di tipo sociale.

Stessa scadenza per 8 terreni agricoli, con superficie compresa fra 100 e 500 metri quadrati. Per un nono terreno, ben 1500 metri quadrati – anche questo, come i precedenti, acquisito dal tribunale di Messina in seguito a un procedimento datato 2016 – c’è invece più tempo: la scadenza è fissata al 28 aprile.

Beni che potrebbero servire ad affrontare l’emergenza abitativa, al recupero di spazi da destinare a servizi o a favorire lo sviluppo di attività produttive in campo agricolo per giovani e disoccupati. Ma come spesso capita in questi casi, non arrivano richieste da Comuni o altri enti e diventa così sempre più complicata la gestione del patrimonio oggi in mano all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

In Sicilia, in particolare, sono 7.856 i beni immobili amministrati dall’Agenzia, di cui 398 abitazioni indipendenti, 794 appartamenti in condominio e 78 ville, oltre a 3 alberghi e ad altri immobili destinati ad attività produttive. In provincia di Messina i beni oggi in mano all’Agenzia sono 459, di cui ben 305 sono terreni agricoli. Ma ci sono anche 45 abitazioni tra indipendenti e in condominio e un paio di ville.

Per quanto riguarda le aziende, in Sicilia quelle in mano all’Agenzia sono 985, mentre nel Messinese sono 74, tra cui 45 Srl e 2 consorzi. Ben 28 di queste ultime hanno sede nella città di Messina, 10 a Barcellona, 4 a Cesarò e Santa Lucia del Mela, 3 a Roccella Valdemone e altrettante a Caronia, 2 a Milazzo, Montalbano Elicona, Letojanni, Sant’Alessio Siculo e Capizzi, una ciascuno a Castroreale, Floresta, Furnari, Naso, Pace del Mela, Rodì Milici, Rometta, San Marco d’Alunzio, Saponara e Taormina.

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Sono sedici i beni immobili che l’Anbsc, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ha messo a disposizione di istituzioni, enti e associazioni accreditati sul territorio della provincia di Messina. Nonostante l’approssimarsi delle scadenze, comprese fra il 31 marzo e il 28 aprile prossimi, nessuno ad oggi ha presentato una manifestazione d’interesse per acquisire i beni da mettere poi a disposizione della collettività.

In particolare la sede di Reggio Calabria dell’Agenzia nazionale ha messo a disposizione una casa indipendente nel territorio di Torrenova, destinabile ad abitazione o a destinazioni simili. Il provvedimento di confisca, emesso dal tribunale di Messina, risale al 2019.

La maggior parte dei beni destinabili ricadono invece nel territorio di Barcellona Pozzo di Gotto, dove entro il 31 marzo prossimo ben 5 case indipendenti e una villa da 270 metri quadrati potrebbero tornare in mano pubblica per finalità di tipo sociale.

Stessa scadenza per 8 terreni agricoli, con superficie compresa fra 100 e 500 metri quadrati. Per un nono terreno, ben 1500 metri quadrati – anche questo, come i precedenti, acquisito dal tribunale di Messina in seguito a un procedimento datato 2016 – c’è invece più tempo: la scadenza è fissata al 28 aprile.

Beni che potrebbero servire ad affrontare l’emergenza abitativa, al recupero di spazi da destinare a servizi o a favorire lo sviluppo di attività produttive in campo agricolo per giovani e disoccupati. Ma come spesso capita in questi casi, non arrivano richieste da Comuni o altri enti e diventa così sempre più complicata la gestione del patrimonio oggi in mano all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

In Sicilia, in particolare, sono 7.856 i beni immobili amministrati dall’Agenzia, di cui 398 abitazioni indipendenti, 794 appartamenti in condominio e 78 ville, oltre a 3 alberghi e ad altri immobili destinati ad attività produttive. In provincia di Messina i beni oggi in mano all’Agenzia sono 459, di cui ben 305 sono terreni agricoli. Ma ci sono anche 45 abitazioni tra indipendenti e in condominio e un paio di ville.

Per quanto riguarda le aziende, in Sicilia quelle in mano all’Agenzia sono 985, mentre nel Messinese sono 74, tra cui 45 Srl e 2 consorzi. Ben 28 di queste ultime hanno sede nella città di Messina, 10 a Barcellona, 4 a Cesarò e Santa Lucia del Mela, 3 a Roccella Valdemone e altrettante a Caronia, 2 a Milazzo, Montalbano Elicona, Letojanni, Sant’Alessio Siculo e Capizzi, una ciascuno a Castroreale, Floresta, Furnari, Naso, Pace del Mela, Rodì Milici, Rometta, San Marco d’Alunzio, Saponara e Taormina.

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