IX ESPOSIZIONE NAZIONALE DELLE ARTI CONTEMPORANEEPREMIO CENTRO 2026 – in ricordo di Giorgio Di Genova Palazzo Chigi Albani, Galleria Viva ed altri luoghi – Soriano nel Cimino 13 – 28 giugno 2026. Il Premio non è una competizione a eliminazione, ma una rassegna curata. Essere tra i partecipanti insieme ad altri artisti significa far parte di un’antologia visiva che il comitato scientifico (nel solco della tradizione di Giorgio Di Genova) ha ritenuto meritevole di rappresentare il 2026.
Il Valore della partecipazione collettiva come quella della nostra l’artista Antonella Saracino di Spadafora 8nela foto) che condividerà uno spazio espositivo del Palazzo Chigi-Albani di Soriano nel Cimino e Fonte Papacqua che costituiscono un bel complesso architettonico di età rinascimentale fu ideato e parzialmente realizzato negli anni in cui il feudo di Soriano appartenne ai Madruzzo, una nobile famiglia del Trentino che ottenne nel 1560 da papa Pio IV il feudo di Soriano come ricompensa per aver ospitato il Concilio di Trento nella loro città.
Nel contesto della IX edizione, la presenza di della Signora Antonella Saracino aggiunge una dimensione specifica: La Fotografia come Scrittura: In un’esposizione che celebra la “buona arte”, la sua capacità di “scrivere emozioni” attraverso l’obiettivo offre un punto di vista contemporaneo e necessario.
L’Arte come Impegno: La sua figura di Presidente e fondatrice di realtà solidali nobilita il Premio, spostando l’accento dall’estetica pura all’estetica dell’impegno con altri professionisti permette di attivare collaborazioni tra accademie (come la CubeArt) e altre realtà associative, ampliando il raggio d’azione dello sportello “La forza delle donne” attraverso il linguaggio universale dell’arte.
Nello scenario artistico italiano, partecipare a una collettiva di questo livello offre vantaggi specifici, confronto generazionale e stilistico e un’occasione d’oro per consolidare il suo ruolo non solo come autrice, ma come figura chiave nel coordinamento tra cultura, formazione e territorio.
Antonella Saracino, con la sua sensibilità fotografica e sociale, si troverà a dialogare con pittori, scultori . Un “corto circuito” visivo è ciò che i collezionisti e i critici cercano per tastare il polso della creatività nazionale.
Dialogo Curatoriale: Gli artisti non sono semplicemente “esposti”, ma “messi in relazione”. La curatela di Paolo Berti e del comitato scientifico punta a creare un percorso narrativo tra le sale di Palazzo Chigi Albani, dove ogni opera ne valorizza un’altra.Networking Professionale.
Oltre al riconoscimento formale, il premio in palio in questo scenario è il capitale relazionale e culturale,
Esporre nella Sala delle Colonne trasforma l’opera da oggetto privato a bene pubblico, sottoponendola allo sguardo di istituzioni e galleristi.
La pubblicazione nel catalogo ufficiale garantisce che il nome di Antonella Saracino e degli altri artisti rimanga negli archivi delle biblioteche d’arte e dei musei.
Per un’artista-curatrice impegnata nel sociale, il premio è la risonanza: la possibilità di usare l’arte come cassa di risonanza per temi come l’ascolto e la resilienza femminile.
L’appuntamento a Sala delle Colonne” non è solo un saluto, ma l’invito a entrare in uno spazio dove l’arte individuale diventa testimonianza collettiva di un’epoca.