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Carburanti, Sicilia “pompa” d’Italia. Ma i siciliani pagano di più e guidano auto vecchie

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La Sicilia ospita due raffinerie tra le più importanti d’Italia, ma alla pompa il carburante costa spesso più che altrove. Il danno e la beffa per i siciliani che fin dal 1946 leggono nello Statuto dell’Autonomia regionale, promulgato con il sigillo di re Umberto II di Savoia, che il prezzo potrebbero anche farlo loro. Rivedendo accise e balzelli che oggi pesano poco più del 50 per cento sul costo del pieno. Argomento mai sfiorato dalle istituzioni siciliane, che preferiscono accontentarsi di altre forme di ristoro provenienti dalle casse romane.

Il conto della guerra in Ucraina prima e di quella in Iran di questi giorni lo stanno dunque pagando anche i siciliani, tanto che per un litro di gasolio al self spendono in media 2,075 euro, mentre la benzina ha raggiunto quota 1,752. Il metano che un tempo dava una mano, adesso costa 1,816 euro, mentre il Gpl è a quota 0,820. Si parla ovviamente di media regionale fornita alla data di oggi dal Ministero delle Imprese, ma nelle piccole realtà, nelle isole e soprattutto lungo le autostrade (in media 10 euro/cent in più) il conto è decisamente più salato.

Per quanto riguarda in particolare il gasolio, dal quale dipendono la logistica delle merci e di conseguenza i prezzi al consumo, soltanto in Basilicata, Friuli Venezia Giulia e Sardegna si spende qualche centesimo in più.

Capacità produttiva raffinerie siciliane – A Milazzo si lavorano in media 10 milioni di tonnellate di prodotti all’anno, dai quali deriva il 18 per cento dei carburanti – benzina e gasolio – consumati in Italia e ha una capacità di stoccaggio di 4 milioni di metri cubi. La Isab di Priolo lavora addirittura 320 mila barili al giorno (da un barile si possono ricavare circa 70 litri di benzina), la capacità di stoccaggio è di 4 milioni di metri cubi di prodotti e materie prime mentre la capacità di produzione di energia elettrica è di 532 MW.

Parco auto circolante – Secondo l’Osservatorio dell’Aci, solo in provincia di Messina circolano 190.426 vetture alimentate a gasolio e 210.974 a benzina, la metà delle quali ha più di 20 anni. Poco più di 17mila sono le vetture ibride (quasi tutte a benzina), mentre l’elettrico non prende piede contando solo 1.515 vetture.

A livello regionale, si contano più auto diesel (1.662.548) rispetto a quelle alimentate a benzina (1.562.373), ma in entrambi i casi oltre un milione di mezzi ha più di vent’anni con tutte le conseguenze del caso sull’impatto ambientale. Le ibride sono poco più di 130mila, mentre le elettriche si fermano a quota 13.778.

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La Sicilia ospita due raffinerie tra le più importanti d’Italia, ma alla pompa il carburante costa spesso più che altrove. Il danno e la beffa per i siciliani che fin dal 1946 leggono nello Statuto dell’Autonomia regionale, promulgato con il sigillo di re Umberto II di Savoia, che il prezzo potrebbero anche farlo loro. Rivedendo accise e balzelli che oggi pesano poco più del 50 per cento sul costo del pieno. Argomento mai sfiorato dalle istituzioni siciliane, che preferiscono accontentarsi di altre forme di ristoro provenienti dalle casse romane.

Il conto della guerra in Ucraina prima e di quella in Iran di questi giorni lo stanno dunque pagando anche i siciliani, tanto che per un litro di gasolio al self spendono in media 2,075 euro, mentre la benzina ha raggiunto quota 1,752. Il metano che un tempo dava una mano, adesso costa 1,816 euro, mentre il Gpl è a quota 0,820. Si parla ovviamente di media regionale fornita alla data di oggi dal Ministero delle Imprese, ma nelle piccole realtà, nelle isole e soprattutto lungo le autostrade (in media 10 euro/cent in più) il conto è decisamente più salato.

Per quanto riguarda in particolare il gasolio, dal quale dipendono la logistica delle merci e di conseguenza i prezzi al consumo, soltanto in Basilicata, Friuli Venezia Giulia e Sardegna si spende qualche centesimo in più.

Capacità produttiva raffinerie siciliane – A Milazzo si lavorano in media 10 milioni di tonnellate di prodotti all’anno, dai quali deriva il 18 per cento dei carburanti – benzina e gasolio – consumati in Italia e ha una capacità di stoccaggio di 4 milioni di metri cubi. La Isab di Priolo lavora addirittura 320 mila barili al giorno (da un barile si possono ricavare circa 70 litri di benzina), la capacità di stoccaggio è di 4 milioni di metri cubi di prodotti e materie prime mentre la capacità di produzione di energia elettrica è di 532 MW.

Parco auto circolante – Secondo l’Osservatorio dell’Aci, solo in provincia di Messina circolano 190.426 vetture alimentate a gasolio e 210.974 a benzina, la metà delle quali ha più di 20 anni. Poco più di 17mila sono le vetture ibride (quasi tutte a benzina), mentre l’elettrico non prende piede contando solo 1.515 vetture.

A livello regionale, si contano più auto diesel (1.662.548) rispetto a quelle alimentate a benzina (1.562.373), ma in entrambi i casi oltre un milione di mezzi ha più di vent’anni con tutte le conseguenze del caso sull’impatto ambientale. Le ibride sono poco più di 130mila, mentre le elettriche si fermano a quota 13.778.

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