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Artisti uniti per Niscemi, il 25 aprile concerto di solidarietà

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“Per non dimenticare Niscemi ” non è solo un motto, ma un atto di resistenza per una comunità come quella di Niscemi, che ha visto ferito il proprio territorio e il proprio simbolo, il Belvedere.


L’evento del 25 aprile non è solo un concerto, ma un segnale di rinascita che sfrutta la ricorrenza della Liberazione per chiedere, di fatto, una “liberazione” dall’abbandono e dai ritardi burocratici legati alla messa in sicurezza dopo la frana.
Vedere artisti del calibro di Mario Biondi (che ha radici profonde nel territorio siciliano) mettersi a disposizione è la prova di quanto la musica possa accendere i riflettori su problemi che rischiano di finire nel dimenticatoio nazionale. Un grande evento, un grande concerto che chiama a raccolta gli artisti siciliani, e non solo, nel nome della solidarietà per aiutare la rinascita di Niscemi.

C’è un momento in cui una comunità ferita smette di contare le macerie e sceglie di alzare la voce. Quel momento, per Niscemi, ha la forma di una piazza, un palco e una canzone. Da una idea che ha coinvolto tante forze del territorio è nato qualcosa di più grande di un concerto: un gesto collettivo di speranza.
Sabato 25 aprile — giorno della Liberazione, data simbolica — Piazza Vittorio Emanuele si trasformerà nel cuore di questa rinascita. In occasione della 44ª edizione della Sagra del Carciofo, l’evento più amato e identitario del territorio, l’Amministrazione comunale e il Comitato dei festeggiamenti hanno lanciato un appello agli artisti per un momento di condivisione e festa nel segno dell’arte e della solidarietà. Si intitola “Art is this” – “L’arte è questa!” Artisti uniti per Niscemi lo spettacolo musicale gratuito che è stato organizzato all’interno della Sagra.


Un concerto a più voci, unite per Niscemi»: questo l’appello che i promotori hanno lanciato agli artisti per contribuire portando sul palco la propria arte. A curare l’organizzazione artistica dello spettacolo è Puntoeacapo, agenzia diretta da Nuccio La Ferlita che offrirà il suo operato a titolo gratuito, rilanciando a sua volta l’appello: la chiamata resta aperta a tutti, siciliani e non solo, «a chiunque voglia unirsi con il proprio talento e la propria umanità, con un gesto autentico di vicinanza alla comunità». I primi ad accogliere l’invito sono stati Mario Biondi, Sugarfree, Lello Analfino & Tinturia, Bellamorea. A condurre l’evento saranno Ruggero Sardo e Desirèe Ferlito.

Sarà un abbraccio collettivo, un’occasione per ritrovare leggerezza, condividere emozioni e restituire speranza a famiglie, giovani e anziani di Niscemi che stanno affrontando giorni difficili», proseguono gli organizzatori. L’evento è patrocinato dal Comune di Niscemi, dal Comitato dei festeggiamenti della Sagra del Carciofo, Regione Siciliana e Consorzio della Provincia di Caltanissetta.

Durante la serata anche il pubblico sarà invitato a contribuire liberamente. L’intero ricavato delle donazioni raccolte sarà destinato a un fondo dedicato, attivo sul conto corrente ufficiale del Comune di Niscemi, a sostegno della comunità colpita. Perché questa non sia solo una festa o un grande concerto. Ma un abbraccio. La musica torna dove il silenzio pesava troppo. E dà voce a Niscemi.
La frana di Niscemi non è solo un problema locale; è lo specchio di una fragilità che accomuna gran parte del territorio italiano. Usare l’arte per mantenere alta l’attenzione è una strategia intelligente: la bellezza della musica contrapposta alla cicatrice lasciata nel terreno.

“La musica non può fermare la terra che scivola, ma può smuovere le coscienze di chi ha il potere di intervenire.”
Le istituzioni, spinte dalla gravità degli eventi recenti (in particolare la grossa frana del 16 gennaio 2026 che ha portato all’evacuazione di oltre 1.500 persone), si stanno muovendo su tre binari principali: emergenza, viabilità e ricostruzione a lungo termine.
Il Dipartimento Regionale, guidato da Salvo Cocina, ha mantenuto un monitoraggio costante sul fronte della frana, che nei primi mesi del 2026 ha mostrato movimenti preoccupanti (scivolamenti fino a 10 metri in alcuni punti).
È stato attivato il piano di assistenza per le centinaia di famiglie evacuate. Recentemente, ad aprile 2026, sono stati stanziati circa 1,5 milioni di euro per i contributi di autonoma sistemazione (CAS) per chi ha dovuto lasciare la propria casa.
Per rompere l’isolamento di Niscemi, il governo regionale ha accelerato gli interventi sulle strade provinciali. In particolare, i lavori sulle SP 82 e SP 35 sono stati affidati ad Anas per garantire tempi più rapidi nel ripristino dei collegamenti verso Gela e il resto del territorio, compromessi dallo smottamento.

È in corso la definizione del programma per la demolizione degli immobili dichiarati inagibili e la delocalizzazione degli abitanti. Il Comune di Niscemi ha richiesto l’accreditamento di fondi per procedere con le fasi successive del piano, che prevede un fabbisogno stimato di circa 6 milioni di euro per mettere in sicurezza definitiva l’area urbana colpita.
Le istituzioni stanno cercando di passare dalla fase di “somma urgenza” a quella strutturale, ma la burocrazia resta il nodo principale. Eventi come quello del 25 aprile con Mario Biondi servono proprio a questo: mantenere alta la pressione politica affinché i miliardi promessi nel piano di ricostruzione diventino cantieri reali in tempi brevi.
Pensi che la mobilitazione degli artisti possa davvero accelerare i tempi della burocrazia o la vedi più come una missione di conforto per la popolazione?

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“Per non dimenticare Niscemi ” non è solo un motto, ma un atto di resistenza per una comunità come quella di Niscemi, che ha visto ferito il proprio territorio e il proprio simbolo, il Belvedere.


L’evento del 25 aprile non è solo un concerto, ma un segnale di rinascita che sfrutta la ricorrenza della Liberazione per chiedere, di fatto, una “liberazione” dall’abbandono e dai ritardi burocratici legati alla messa in sicurezza dopo la frana.
Vedere artisti del calibro di Mario Biondi (che ha radici profonde nel territorio siciliano) mettersi a disposizione è la prova di quanto la musica possa accendere i riflettori su problemi che rischiano di finire nel dimenticatoio nazionale. Un grande evento, un grande concerto che chiama a raccolta gli artisti siciliani, e non solo, nel nome della solidarietà per aiutare la rinascita di Niscemi.

C’è un momento in cui una comunità ferita smette di contare le macerie e sceglie di alzare la voce. Quel momento, per Niscemi, ha la forma di una piazza, un palco e una canzone. Da una idea che ha coinvolto tante forze del territorio è nato qualcosa di più grande di un concerto: un gesto collettivo di speranza.
Sabato 25 aprile — giorno della Liberazione, data simbolica — Piazza Vittorio Emanuele si trasformerà nel cuore di questa rinascita. In occasione della 44ª edizione della Sagra del Carciofo, l’evento più amato e identitario del territorio, l’Amministrazione comunale e il Comitato dei festeggiamenti hanno lanciato un appello agli artisti per un momento di condivisione e festa nel segno dell’arte e della solidarietà. Si intitola “Art is this” – “L’arte è questa!” Artisti uniti per Niscemi lo spettacolo musicale gratuito che è stato organizzato all’interno della Sagra.


Un concerto a più voci, unite per Niscemi»: questo l’appello che i promotori hanno lanciato agli artisti per contribuire portando sul palco la propria arte. A curare l’organizzazione artistica dello spettacolo è Puntoeacapo, agenzia diretta da Nuccio La Ferlita che offrirà il suo operato a titolo gratuito, rilanciando a sua volta l’appello: la chiamata resta aperta a tutti, siciliani e non solo, «a chiunque voglia unirsi con il proprio talento e la propria umanità, con un gesto autentico di vicinanza alla comunità». I primi ad accogliere l’invito sono stati Mario Biondi, Sugarfree, Lello Analfino & Tinturia, Bellamorea. A condurre l’evento saranno Ruggero Sardo e Desirèe Ferlito.

Sarà un abbraccio collettivo, un’occasione per ritrovare leggerezza, condividere emozioni e restituire speranza a famiglie, giovani e anziani di Niscemi che stanno affrontando giorni difficili», proseguono gli organizzatori. L’evento è patrocinato dal Comune di Niscemi, dal Comitato dei festeggiamenti della Sagra del Carciofo, Regione Siciliana e Consorzio della Provincia di Caltanissetta.

Durante la serata anche il pubblico sarà invitato a contribuire liberamente. L’intero ricavato delle donazioni raccolte sarà destinato a un fondo dedicato, attivo sul conto corrente ufficiale del Comune di Niscemi, a sostegno della comunità colpita. Perché questa non sia solo una festa o un grande concerto. Ma un abbraccio. La musica torna dove il silenzio pesava troppo. E dà voce a Niscemi.
La frana di Niscemi non è solo un problema locale; è lo specchio di una fragilità che accomuna gran parte del territorio italiano. Usare l’arte per mantenere alta l’attenzione è una strategia intelligente: la bellezza della musica contrapposta alla cicatrice lasciata nel terreno.

“La musica non può fermare la terra che scivola, ma può smuovere le coscienze di chi ha il potere di intervenire.”
Le istituzioni, spinte dalla gravità degli eventi recenti (in particolare la grossa frana del 16 gennaio 2026 che ha portato all’evacuazione di oltre 1.500 persone), si stanno muovendo su tre binari principali: emergenza, viabilità e ricostruzione a lungo termine.
Il Dipartimento Regionale, guidato da Salvo Cocina, ha mantenuto un monitoraggio costante sul fronte della frana, che nei primi mesi del 2026 ha mostrato movimenti preoccupanti (scivolamenti fino a 10 metri in alcuni punti).
È stato attivato il piano di assistenza per le centinaia di famiglie evacuate. Recentemente, ad aprile 2026, sono stati stanziati circa 1,5 milioni di euro per i contributi di autonoma sistemazione (CAS) per chi ha dovuto lasciare la propria casa.
Per rompere l’isolamento di Niscemi, il governo regionale ha accelerato gli interventi sulle strade provinciali. In particolare, i lavori sulle SP 82 e SP 35 sono stati affidati ad Anas per garantire tempi più rapidi nel ripristino dei collegamenti verso Gela e il resto del territorio, compromessi dallo smottamento.

È in corso la definizione del programma per la demolizione degli immobili dichiarati inagibili e la delocalizzazione degli abitanti. Il Comune di Niscemi ha richiesto l’accreditamento di fondi per procedere con le fasi successive del piano, che prevede un fabbisogno stimato di circa 6 milioni di euro per mettere in sicurezza definitiva l’area urbana colpita.
Le istituzioni stanno cercando di passare dalla fase di “somma urgenza” a quella strutturale, ma la burocrazia resta il nodo principale. Eventi come quello del 25 aprile con Mario Biondi servono proprio a questo: mantenere alta la pressione politica affinché i miliardi promessi nel piano di ricostruzione diventino cantieri reali in tempi brevi.
Pensi che la mobilitazione degli artisti possa davvero accelerare i tempi della burocrazia o la vedi più come una missione di conforto per la popolazione?

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