Il Tribunale di Patti, sezione penale, ha mandato assolta una donna di Capri Leone, E.G., finita a processo con l’accusa di aver percepito indebitamente il Reddito di Cittadinanza attraverso false dichiarazioni.
L’indagine della Guardia di Finanza
La vicenda trae origine da un’attività d’indagine condotta dalla Guardia di Finanza della Tenenza di Sant’Agata di Militello, mirata al contrasto degli abusi legati al beneficio statale. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’imputata avrebbe presentato istanza per il sussidio omettendo di dichiarare entrate derivanti da molteplici vincite da gioco, per un ammontare complessivo di circa 175.000,00 euro.
A seguito dell’accoglimento della domanda e dell’erogazione delle somme, era scattata la denuncia a piede libero: per l’accusa, la donna avrebbe violato l’obbligo di trasparenza previsto dal Decreto Legge del 28 gennaio 2019, che impone di dichiarare tali introiti.
Il processo e la tesi difensiva
Durante il dibattimento davanti al giudice monocratico del Tribunale di Patti, il dottor Carlo Varrasi, la difesa — rappresentata dall’avvocato Graziella Bonica — ha scardinato l’impianto accusatorio.
Il legale ha evidenziato l’assoluta mancanza dei presupposti del reato, puntando su un aspetto tecnico-giuridico fondamentale: l’equiparazione delle vincite da gioco al concetto di “reddito”. Secondo la tesi difensiva, accolta dal Giudice, tali somme non possono essere considerate reddito ai fini tributari e, di conseguenza, non sussisteva l’obbligo di indicarle con le modalità contestate per l’ottenimento del RdC.
La sentenza
All’esito della discussione finale, le argomentazioni della difesa hanno convinto il Tribunale. Il Giudice Varrasi ha quindi pronunciato la sentenza di assoluzione per l’imputata, chiudendo definitivamente una vicenda giudiziaria che vedeva al centro una somma considerevole ma, come stabilito dal verdetto, non ostativa al beneficio richiesto.







