Il provvedimento colpisce una società riconducibile a un condannato dell’operazione “Gotha 7”. L’uomo agiva come socio occulto per reimpiegare i proventi delle estorsioni.
MESSINA – Un nuovo, durissimo colpo al patrimonio della criminalità organizzata barcellonese è stato messo a segno nelle prime ore di oggi. La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Messina, in stretta sinergia con i Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto e sotto il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia (DDA) peloritana, ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo nei confronti di una nota impresa edile del territorio.
Il legame con l’inchiesta “Gotha 7”
L’operazione odierna nasce dalle radici profonde dell’inchiesta “Gotha 7”, uno dei pilastri giudiziari che ha sventato negli anni la rete estorsiva della “famiglia” barcellonese. Il destinatario del provvedimento è infatti un soggetto già condannato in via definitiva per estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’impresa edile – sebbene formalmente intestata ad altri – ricadeva di fatto nella piena disponibilità del pregiudicato. Quest’ultimo rivestiva il ruolo di socio occulto, agendo in totale accordo con l’amministratore per consolidare la posizione economica della società nel mercato locale.
L’impresa “mafiosa” e il reimpiego dei capitali sporchi
Le indagini economico-finanziarie condotte dalla DIA, unite alle risultanze investigative dell’Arma dei Carabinieri, hanno permesso di qualificare la realtà imprenditoriale come una vera e propria “impresa mafiosa”.
Il Tribunale di Messina (Sezione Misure di Prevenzione), accogliendo la proposta del Procuratore Distrettuale, ha ritenuto che la società non fosse altro che il frutto di attività illecite, in particolare estorsioni, o che comunque costituisse lo strumento per il reimpiego di capitali sporchi. Attraverso l’azienda, i proventi del pizzo venivano “ripuliti” e immessi nuovamente nel circuito dell’economia legale, alterando le regole della libera concorrenza nel settore delle costruzioni.
Sequestro da 2 milioni di euro
Il provvedimento ha riguardato l’intero compendio aziendale della società, operante nel settore dell’edilizia civile. Il valore complessivo dei beni e delle attrezzature poste sotto sequestro è stato stimato in circa 2 milioni di euro.
L’operazione odierna conferma la priorità delle autorità nel colpire i clan non solo sul piano della libertà personale, ma soprattutto su quello economico, smantellando le casseforti finanziarie che permettono alla mafia di mantenere il controllo sul territorio messinese.







