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Oliveri: La Passione di Gesù (Fotogallery e Video)

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Oliveri: nella domenica delle Palme è andata in scena una delle rappresentazioni più drammatiche che precedono il periodo della S. Pasqua, la Passione di Cristo. Tra costumi minuziosamente cuciti da Maria Tindara Rappazzo e Simona Fazio, per cercare di restituire anche nella scenografia un racconto pedissequamente coerente, e allestimenti dislocati per le vie del paese, attori e figuranti di ogni età hanno regalato momenti di emozione e commozione alla numerosa gente intervenuta anche dall’hinterland.

Una comunità che a vario titolo si è spesa per la riuscita di una rievocazione religiosa sentita che evidenzia, oggi più che mai, come la libertà di professare la fede religiosa sia minata: a Gerusalemme, proprio in questa domenica delle Palme, a seguito degli attacchi militari di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, viene impedito l’ingresso al Santo Sepolcro al cardinale Pizzaballa, e ordinata la chiusura degli spazi pubblici compreso i luoghi di culto.

La libertà di culto è un diritto fondamentale, ma tutt’altro che scontato, specialmente se analizziamo lo scenario attuale segnato da guerre e tensioni. Per non parlare dello scempio che continua a consumarsi a Gaza, dove la vita umana non ha più dignità, perché stremata dalla violenza, dai bombardamenti, dalla fame.

Eppure, la Passione di Cristo condensa in sé un profondo messaggio di amore che conduce ad una speranza incrollabile, ovvero la resurrezione.

Da ogni caduta possiamo rialzarci, come ha ribadito Padre Antonio Di Bella, e ciò che può fortificarci è solo l’Amore, che deve unisce. Una comunità quella di Oliveri che rappresenta nel suo piccolo una best practice, perché attraverso l’inclusione, la solidarietà e la bellezza di tramandare delle tradizioni, ha donato suggestione che invita a riflettere.

Applausi e parole di encomio le ha rivolte anche il sindaco Francesco Iarrera, perché attraverso il volontariato di persone come Franco Orlando, regista e sceneggiatore, Cettina Martino, suggeritrice, Valentina Bertino assistente alla comunicazione, tutti i figuranti e attori, e tutti coloro i quali hanno lavorato dietro le quinte, si costruisce una società civile migliore.

 

 

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Oliveri: nella domenica delle Palme è andata in scena una delle rappresentazioni più drammatiche che precedono il periodo della S. Pasqua, la Passione di Cristo. Tra costumi minuziosamente cuciti da Maria Tindara Rappazzo e Simona Fazio, per cercare di restituire anche nella scenografia un racconto pedissequamente coerente, e allestimenti dislocati per le vie del paese, attori e figuranti di ogni età hanno regalato momenti di emozione e commozione alla numerosa gente intervenuta anche dall’hinterland.

Una comunità che a vario titolo si è spesa per la riuscita di una rievocazione religiosa sentita che evidenzia, oggi più che mai, come la libertà di professare la fede religiosa sia minata: a Gerusalemme, proprio in questa domenica delle Palme, a seguito degli attacchi militari di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, viene impedito l’ingresso al Santo Sepolcro al cardinale Pizzaballa, e ordinata la chiusura degli spazi pubblici compreso i luoghi di culto.

La libertà di culto è un diritto fondamentale, ma tutt’altro che scontato, specialmente se analizziamo lo scenario attuale segnato da guerre e tensioni. Per non parlare dello scempio che continua a consumarsi a Gaza, dove la vita umana non ha più dignità, perché stremata dalla violenza, dai bombardamenti, dalla fame.

Eppure, la Passione di Cristo condensa in sé un profondo messaggio di amore che conduce ad una speranza incrollabile, ovvero la resurrezione.

Da ogni caduta possiamo rialzarci, come ha ribadito Padre Antonio Di Bella, e ciò che può fortificarci è solo l’Amore, che deve unisce. Una comunità quella di Oliveri che rappresenta nel suo piccolo una best practice, perché attraverso l’inclusione, la solidarietà e la bellezza di tramandare delle tradizioni, ha donato suggestione che invita a riflettere.

Applausi e parole di encomio le ha rivolte anche il sindaco Francesco Iarrera, perché attraverso il volontariato di persone come Franco Orlando, regista e sceneggiatore, Cettina Martino, suggeritrice, Valentina Bertino assistente alla comunicazione, tutti i figuranti e attori, e tutti coloro i quali hanno lavorato dietro le quinte, si costruisce una società civile migliore.

 

 

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