Un errore che poteva rivelarsi fatale quello commesso da due coniugi di Francavilla di Sicilia. Marito e moglie, entrambi sessantenni, si trovano ora ricoverati in gravi condizioni dopo aver consumato una cena a base di erbe spontanee velenose, raccolte convinti che si trattasse di comune borragine.
La dinamica dell’avvelenamento
L’uomo si era recato in campagna per raccogliere verdure selvatiche. Dopo averle consumate durante la cena, i due hanno iniziato ad avvertire i primi, inconfondibili segnali di malessere:
- Sonnolenza estrema
- Stati di forte agitazione
- Confusione mentale
Rendendosi conto della gravità della situazione, la coppia ha allertato il 118. I sanitari, giunti tempestivamente, li hanno trasportati d’urgenza all’ospedale San Vincenzo di Taormina.
I soccorsi e il trasferimento
I medici del pronto soccorso di Taormina hanno sospettato immediatamente un’intossicazione da mandragora. Dopo un rapido consulto con il Centro Antiveleni, è stato reperito l’antidoto necessario. Tuttavia, a causa della gravità del quadro clinico, i coniugi sono stati intubati e trasferiti d’urgenza in centri specializzati:
- L’uomo è stato ricoverato presso l’ospedale Piemonte di Messina.
- La donna è stata trasferita al Garibaldi di Catania. Entrambi si trovano attualmente nei reparti di rianimazione con prognosi riservata.
Il pericolo della Mandragora
La mandragora (Mandragora autumnalis) è una pianta nota fin dall’antichità per la sua tossicità e la forma antropomorfa delle sue radici. Il rischio principale è la sua somiglianza con la borragine, una pianta spontanea edule molto utilizzata nella cucina siciliana.L’appello degli esperti: La raccolta di erbe spontanee richiede estrema competenza. In caso di ingestione sospetta, il fattore tempo è determinante: la somministrazione tempestiva dell’antidoto può fare la differenza tra la vita e la morte.







