l’Istituto Alberghiero di Santo Stefano di Camastra, vincono il concorso internazionale “La cucina condivisa, odissea culinaria attorno al Mediterraneo”
Vincere un concorso internazionale come “La cucina condivisa, odissea culinaria attorno al Mediterraneo” significa aver saputo interpretare la gastronomia non solo come tecnica, ma come un potente linguaggio di diplomazia culturale e sostenibilità.
Il premio svoltosi , nell’ambito del progetto GustOdyssée dell’Institut français Italia, rappresenta una straordinaria affermazione di eccellenza. L’oro 2026 è andato l’Istituto Professionale Alberghiero di Santo Stefano s, dimostrando proprio come la gastronomia trascenda la tecnica.
Il piatto vincitore, spesso frutto di una fusione tra tradizione locale (come i sapori marchigiani o siciliani) e influenze mediterranee, diventa un ponte tra le culture, promuovendo il dialogo e la cooperazione tra Italia, Francia e Tunisia.

Il concorsi , come GustOdyssée 2026, premia l’uso di prodotti locali, la stagionalità, la riduzione degli sprechi e la valorizzazione del patrimonio immateriale gastronomico, interpretando la cucina come atto consapevole.
Vincere significa unire la competenza tecnica (uso di ingredienti, cotture) a una narrazione coerente (storytelling) del piatto, in linea con i valori europei di sostenibilità.
Il concorso valorizza l’apprendimento della lingua francese e la cooperazione tra scuole alberghiere, trasformando studenti in ambasciatori culinari del Mediterraneo.
I complimenti vanno senza dubbio agli studenti Angela Bellardita, Maria Catena Foco, Syria Gaglione e Andrea Pezzino, che con la loro creatività hanno saputo rappresentare al meglio la Sicilia e l’Italia. È evidente che dietro questo successo ci sia un ecosistema scolastico sano e stimolante: il merito va condiviso con le docenti Vincenza Turco Liveri e Giusy Curcio, con il professor Giancarlo Vasi e con la dirigente Maria Grazia Antinoro, che dimostrano come una scuola di qualità possa trasformare le aule in vere fucine di eccellenza professionale.
Queste iniziative sono fondamentali perché spingono i ragazzi a guardare oltre i confini locali, comprendendo che la tradizione mediterranea è una risorsa viva, capace di innovarsi e di dialogare con il resto del mondo.