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​Dalla tonnara al palco: a Oliveri la tradizione suona con i giovani di Aspettando Indiegeno

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La musica è arte: come una linea temporale invisibile essa unisce il passato e il presente. Non conosce confini, né barriere di lingua, etnia o anagrafica.

 

Con questo mood,« aspettando Indiegeno «  il festival che consacra la musica dei nuovi talenti, ha voluto battezzare la sua prima serata nel comune di Oliveri. Evento promosso dal comune di Oliveri insieme ai commercianti. È importante valorizzare il territorio e chi lo abita, infatti, prima di incominciare lo spettacolo, gli artisti si sono ritrovati nello storico bar centrale della famiglia Grasso.

Qui tra un drink e un gelato, gli artisti hanno incontrato Girolamo Maiorana, memoria storica del piccolo borgo marinaro. È stato emozionante vedere gli artisti catturati dalle narrazioni di Girolamo che con la sua Brogna (conchiglia) ha emesso i suoni di richiamo per i pescatori che andavano a lavorare nella tonnara. Girolamo non ha solo la memoria da tramandare ma anche tanto entusiasmo per la musica. Così tra i tavoli del bar, nasce la fusione delle voci giovani con quella di chi la vita l’ha attraversata con grinta e vissuta in ogni sua espressione.

Cantano insieme, ridono e parlano aspettando che giunga l’ora di dare inizio a questo festival itinerante. Lo spettacolo incomincia all’imbrunire di un sabato sera, che però non vede una grande affluenza. Peccato! La prossima tappa sarà S. Piero Patti. Speriamo che almeno qui qualcosa si muova.

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La musica è arte: come una linea temporale invisibile essa unisce il passato e il presente. Non conosce confini, né barriere di lingua, etnia o anagrafica.

 

Con questo mood,« aspettando Indiegeno «  il festival che consacra la musica dei nuovi talenti, ha voluto battezzare la sua prima serata nel comune di Oliveri. Evento promosso dal comune di Oliveri insieme ai commercianti. È importante valorizzare il territorio e chi lo abita, infatti, prima di incominciare lo spettacolo, gli artisti si sono ritrovati nello storico bar centrale della famiglia Grasso.

Qui tra un drink e un gelato, gli artisti hanno incontrato Girolamo Maiorana, memoria storica del piccolo borgo marinaro. È stato emozionante vedere gli artisti catturati dalle narrazioni di Girolamo che con la sua Brogna (conchiglia) ha emesso i suoni di richiamo per i pescatori che andavano a lavorare nella tonnara. Girolamo non ha solo la memoria da tramandare ma anche tanto entusiasmo per la musica. Così tra i tavoli del bar, nasce la fusione delle voci giovani con quella di chi la vita l’ha attraversata con grinta e vissuta in ogni sua espressione.

Cantano insieme, ridono e parlano aspettando che giunga l’ora di dare inizio a questo festival itinerante. Lo spettacolo incomincia all’imbrunire di un sabato sera, che però non vede una grande affluenza. Peccato! La prossima tappa sarà S. Piero Patti. Speriamo che almeno qui qualcosa si muova.

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