Mentre l’Italia respinge la “Riforma Nordio”, l’Isola si conferma la regione con la minore partecipazione al voto. Messina è la provincia più attiva, flop nell’entroterra. Vince il “No”.
Le urne si sono chiuse e il verdetto è netto: la riforma costituzionale per la separazione delle carriere dei magistrati non passerà. In Sicilia, il dato che emerge con più forza non è solo il merito del voto, ma il muro di indifferenza che ha tenuto lontano dai seggi oltre sei siciliani su dieci. Con un’affluenza finale che si attesta intorno al 34,9%, l’Isola conquista la “maglia nera” della partecipazione a livello nazionale.
I risultati in Sicilia: vince il “No”, ma pesa il silenzio
In Sicilia il fronte del No ha prevalso in quasi tutte le province, seguendo il trend nazionale ma con uno scarto più marcato nelle aree urbane di Palermo e Catania. Nonostante il forte impegno di alcuni settori della politica locale a sostegno del Sì (in particolare l’area che fa capo al centrodestra e alle Camere Penali), la risposta dell’elettorato è stata tiepida.
L’affluenza nei capoluoghi:
-
Messina: Si conferma la “locomotiva” della partecipazione nell’Isola con un’affluenza che ha superato il 37%, trainata anche dal dibattito molto acceso in città.
-
Palermo e Catania: Affluenza deludente, ferma poco sopra il 30%.
-
Enna e Agrigento: Sono le province dove il distacco dai seggi è stato più profondo, con picchi di astensionismo che hanno sfiorato il 75%.
Il contesto nazionale: la riforma è bocciata
A livello nazionale, il Referendum ha visto una partecipazione decisamente più alta, chiudendo con un’affluenza finale del 58,9%. Gli italiani hanno scelto di mantenere l’attuale assetto della magistratura:
-
NO: 53,7%
-
SÌ: 46,3%
Il voto segna una battuta d’arresto per il governo Meloni e per il ministro della Giustizia Carlo Nordio. La riforma, che prevedeva la distinzione netta tra giudici e pubblici ministeri e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare, non entrerà dunque in vigore. Il fronte del No, guidato da PD, Movimento 5 Stelle e dall’Associazione Nazionale Magistrati, ha convinto la maggioranza degli elettori, specialmente nelle regioni del Centro-Nord.
Analisi del voto: un’Isola distante
Il dato siciliano riflette una cronica disaffezione verso i temi percepiti come “tecnici”. Se al Nord il referendum è stato vissuto come un test politico sul governo, in Sicilia ha prevalso la sensazione di una riforma lontana dai problemi quotidiani della giustizia (come i tempi dei processi o l’efficienza dei tribunali locali).








