Dati delle ore 19:00: con il 28,7%, la Sicilia registra la partecipazione più bassa d’Italia. Mentre il Nord supera il 40%, nell’Isola il distacco tra le città della costa e le province interne si fa profondo.
Si sono chiuse alle 23:00 le urne per la prima giornata di voto del referendum costituzionale sulla separazione delle carriere e la riforma del CSM. I dati definitivi della rilevazione delle ore 19:00 confermano però un trend preoccupante per la Sicilia: l’Isola è la regione con la minore affluenza a livello nazionale, fermandosi al 28,7%, contro una media italiana che sfiora il 39%.
Il dato nei capoluoghi: Messina “locomotiva”, Agrigento in coda
L’analisi dei nove capoluoghi siciliani mostra un’Isola a due velocità. Se le grandi città costiere provano a reggere il passo, l’entroterra sembra aver ignorato quasi totalmente l’appuntamento referendario.
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Messina: Si conferma il capoluogo più attivo con il 31,47%. Un balzo significativo rispetto all’11,9% registrato a mezzogiorno.
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Palermo e Catania: Le due metropoli si attestano poco sopra la media regionale, oscillando tra il 29% e il 30%, segnate da una partecipazione costante ma lontana dai picchi del Centro-Nord.
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Siracusa e Ragusa: Seguono a ruota con un’affluenza rispettivamente del 28,5% e 27,8%.
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Il flop del centro Sicilia: I dati più bassi d’Italia si registrano nelle province interne. Agrigento resta fanalino di coda regionale (aveva registrato appena il 7,7% alle ore 12:00), seguita da Caltanissetta (8,1% a mezzogiorno) ed Enna. In queste aree l’affluenza alle 19:00 non ha superato la soglia del 24%.
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Le ragioni del distaccoIl divario con regioni come l’Emilia-Romagna (dove si è votato al 46%) è netto. Secondo gli analisti, il tema tecnico della riforma della giustizia ha faticato a far breccia nell’elettorato siciliano, già segnato da una crescente disaffezione verso le consultazioni che non prevedono il rinnovo di cariche locali.
Va ricordato che, trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, non è previsto il raggiungimento di un quorum: il voto sarà valido indipendentemente dal numero di elettori che si recheranno alle urne.
Si vota anche oggi
Per chi non avesse ancora votato, c’è tempo per recuperare. Le urne riapriranno stamattina, lunedì 23 marzo, dalle ore 7:00alle ore 15:00. Subito dopo inizieranno le operazioni di scrutinio, che determineranno se la riforma “Meloni-Nordio” entrerà ufficialmente a far parte della Carta Costituzionale.








