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Barcellona P.G.: Incidente mortale Mattia e Simone, accolto il rito abbreviato.

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BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Si è compiuto un passaggio processuale decisivo nell’ambito dell’inchiesta sulla tragica morte di Mattia Stefan Caruso (16 anni) e Simone Marzullo (17 anni), i due studenti barcellonesi che persero la vita in un drammatico scontro stradale nel cuore del centro urbano.

​Dinanzi al Gup del Tribunale di Barcellona, Giuseppe Sidoti, si è tenuta una nuova udienza camerale che ha visto come protagonista la posizione di Paolo Mangano, il 18 di Furnari (neopatentato all’epoca dei fatti) che si trovava alla guida dell’auto coinvolta nel sinistro.

​La scelta del rito

​Il Giudice Sidoti ha accolto la richiesta avanzata dal difensore dell’imputato, l’avvocato Sebastiano Campanella, disponendo l’ammissione dell’imputato al giudizio abbreviato. Questa scelta procedurale permetterà di definire il processo allo stato degli atti, garantendo all’imputato, in caso di condanna, lo sconto di un terzo della pena previsto dalla legge.

​La battaglia sulle perizie: il nodo della velocità

​Il fulcro del dibattimento resta la ricostruzione della dinamica dell’incidente avvenuto all’incrocio tra via Kennedy e via San Vito. Il punto di maggiore attrito tra accusa e difesa riguarda la velocità a cui viaggiava la Fiat Grande Punto prima dell’impatto con lo scooter dei due sedicenni:

  • La Procura: Secondo la consulenza tecnica disposta dai magistrati, l’auto procedeva a una velocità stimata di circa 130 km/h, una condotta ritenuta estremamente pericolosa e del tutto incompatibile con i limiti vigenti in pieno centro abitato.
  • La Difesa: Di parere opposto il consulente della difesa, l’ingegnere Andreas Pirri, la cui perizia punta a dimostrare che la velocità del mezzo fosse sensibilmente inferiore rispetto a quanto ipotizzato dagli inquirenti.

​Una ferita ancora aperta

​La comunità di Barcellona Pozzo di Gotto resta in attesa di giustizia per una tragedia che ha spezzato la vita di due giovanissimi nel fiore degli anni, lasciando un vuoto incolmabile nelle famiglie e tra i compagni di scuola. Il processo ora proseguirà con le forme del rito speciale per stabilire le responsabilità definitive di quella tragica notte.

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BARCELLONA POZZO DI GOTTO – Si è compiuto un passaggio processuale decisivo nell’ambito dell’inchiesta sulla tragica morte di Mattia Stefan Caruso (16 anni) e Simone Marzullo (17 anni), i due studenti barcellonesi che persero la vita in un drammatico scontro stradale nel cuore del centro urbano.

​Dinanzi al Gup del Tribunale di Barcellona, Giuseppe Sidoti, si è tenuta una nuova udienza camerale che ha visto come protagonista la posizione di Paolo Mangano, il 18 di Furnari (neopatentato all’epoca dei fatti) che si trovava alla guida dell’auto coinvolta nel sinistro.

​La scelta del rito

​Il Giudice Sidoti ha accolto la richiesta avanzata dal difensore dell’imputato, l’avvocato Sebastiano Campanella, disponendo l’ammissione dell’imputato al giudizio abbreviato. Questa scelta procedurale permetterà di definire il processo allo stato degli atti, garantendo all’imputato, in caso di condanna, lo sconto di un terzo della pena previsto dalla legge.

​La battaglia sulle perizie: il nodo della velocità

​Il fulcro del dibattimento resta la ricostruzione della dinamica dell’incidente avvenuto all’incrocio tra via Kennedy e via San Vito. Il punto di maggiore attrito tra accusa e difesa riguarda la velocità a cui viaggiava la Fiat Grande Punto prima dell’impatto con lo scooter dei due sedicenni:

  • La Procura: Secondo la consulenza tecnica disposta dai magistrati, l’auto procedeva a una velocità stimata di circa 130 km/h, una condotta ritenuta estremamente pericolosa e del tutto incompatibile con i limiti vigenti in pieno centro abitato.
  • La Difesa: Di parere opposto il consulente della difesa, l’ingegnere Andreas Pirri, la cui perizia punta a dimostrare che la velocità del mezzo fosse sensibilmente inferiore rispetto a quanto ipotizzato dagli inquirenti.

​Una ferita ancora aperta

​La comunità di Barcellona Pozzo di Gotto resta in attesa di giustizia per una tragedia che ha spezzato la vita di due giovanissimi nel fiore degli anni, lasciando un vuoto incolmabile nelle famiglie e tra i compagni di scuola. Il processo ora proseguirà con le forme del rito speciale per stabilire le responsabilità definitive di quella tragica notte.

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