Quello che sulla carta figurava come un semplice “disimpegno”, ovvero un locale tecnico di servizio, nella realtà era diventato un vero e proprio centro clinico non autorizzato. È quanto scoperto dai Carabinieri del NAS di Catania nella zona nord della città metropolitana di Messina, portando al sequestro di un’area interna a una farmacia.
Una “clinica ombra” senza camici bianchi
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina (DDA), ha svelato una situazione di estrema gravità sul piano della sicurezza sanitaria. Nonostante la mancanza di autorizzazioni e, soprattutto, l’assenza di personale medico o infermieristico, nel locale venivano somministrate terapie complesse che richiederebbero protocolli rigidi e monitoraggio costante.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’attività non era affatto sporadica. Tra le prestazioni offerte figuravano:
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Terapie antitumorali: Somministrazione di farmaci oncologici ad alto rischio.
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Trattamenti ormonali: Gestione di terapie endocrine.
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Cure per patologie croniche: Trattamenti specifici per diabete e obesità.
Durante l’ispezione, il ritrovamento di numerose confezioni vuote di medicinali ad alto costo ha confermato l’ipotesi di un’attività clinica continuativa e consolidata nel tempo.
Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) ha già convalidato il sequestro preventivo d’urgenza. Il bilancio giudiziario al momento vede coinvolte due figure chiave:
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Il Direttore Tecnico della farmacia.
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Il Legale Rappresentante della società di gestione.
Le accuse: I reati contestati vanno dall’esercizio abusivo della professione medica al favoreggiamento personale.







