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Messina: Noi Moderati a sostegno del candidato a Sindaco del centrodestra Marcello Scurria

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NOI MODERATI ha scelto di impegnarsi con chiarezza e senso di responsabilità a sostegno di Marcello Scurria Sindaco, nel perimetro del centrodestra, con lo stile che ci appartiene: quello della serietà, della misura e del lavoro politico vero, svolto tra la gente e per la gente.

Osservando questa campagna elettorale messinese, si ha sempre più la sensazione che il confronto politico stia cedendo il passo a una rappresentazione muscolare, fatta di provocazioni, insulti, annunci roboanti e di una corsa quasi compulsiva a moltiplicare liste, candidati e numeri esibiti come trofei. Si parla con enfasi di 800, 900, fino a 1000 candidati, come se la quantità potesse, da sola, certificare la forza di un progetto politico. Come se bastasse riempire le liste per riempire anche le urne, quasi che la politica fosse diventata una questione di affollamento e non di contenuti.

Eppure, chi conosce davvero la politica — quella vissuta nei territori, tra le persone — sa bene che le candidature non sono voti e che il consenso non si costruisce per accumulo, ma per credibilità.

C’è una differenza profonda tra il moltiplicare i nomi e il convincere i cittadini. Tra l’effetto folla e il radicamento reale. Per questo continuo a pensare, con rispetto per tutti ma senza lasciarmi suggestionare da certe narrazioni muscolari, che anche 800 o 1000 voti autentici, liberi e consapevoli possano valere molto più di 800 o 1000 candidature assemblate per fare scena.

Perché una Città non si governa con il pallottoliere delle liste, ma con la serietà delle idee, la misura dei toni e il rispetto degli elettori. E alla fine saranno proprio gli elettori — non i candidati — a fare il risultato. E in democrazia si può vincere anche per un solo voto in più. Se poi una lista porta 100, 500 o più voti decisivi per la vittoria o anche solo per consentire l’accesso al ballottaggio, allora sì: si potrà dire di avere dato un contributo vero, concreto e determinante. Il resto è rumore. La politica, quella seria, è un’altra cosa.

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NOI MODERATI ha scelto di impegnarsi con chiarezza e senso di responsabilità a sostegno di Marcello Scurria Sindaco, nel perimetro del centrodestra, con lo stile che ci appartiene: quello della serietà, della misura e del lavoro politico vero, svolto tra la gente e per la gente.

Osservando questa campagna elettorale messinese, si ha sempre più la sensazione che il confronto politico stia cedendo il passo a una rappresentazione muscolare, fatta di provocazioni, insulti, annunci roboanti e di una corsa quasi compulsiva a moltiplicare liste, candidati e numeri esibiti come trofei. Si parla con enfasi di 800, 900, fino a 1000 candidati, come se la quantità potesse, da sola, certificare la forza di un progetto politico. Come se bastasse riempire le liste per riempire anche le urne, quasi che la politica fosse diventata una questione di affollamento e non di contenuti.

Eppure, chi conosce davvero la politica — quella vissuta nei territori, tra le persone — sa bene che le candidature non sono voti e che il consenso non si costruisce per accumulo, ma per credibilità.

C’è una differenza profonda tra il moltiplicare i nomi e il convincere i cittadini. Tra l’effetto folla e il radicamento reale. Per questo continuo a pensare, con rispetto per tutti ma senza lasciarmi suggestionare da certe narrazioni muscolari, che anche 800 o 1000 voti autentici, liberi e consapevoli possano valere molto più di 800 o 1000 candidature assemblate per fare scena.

Perché una Città non si governa con il pallottoliere delle liste, ma con la serietà delle idee, la misura dei toni e il rispetto degli elettori. E alla fine saranno proprio gli elettori — non i candidati — a fare il risultato. E in democrazia si può vincere anche per un solo voto in più. Se poi una lista porta 100, 500 o più voti decisivi per la vittoria o anche solo per consentire l’accesso al ballottaggio, allora sì: si potrà dire di avere dato un contributo vero, concreto e determinante. Il resto è rumore. La politica, quella seria, è un’altra cosa.

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