La città di Milazzo si avvia verso una delle tornate elettorali più incerte degli ultimi anni. La partita non si gioca solo sul territorio comunale, ma è un test fondamentale per gli equilibri provinciali e regionali. Al momento, il campo è diviso in tre grandi aree di influenza.
1. Pippo Midili: Il sindaco uscente e la corazzata del Centrodestra
Forte del mandato portato a termine, Pippo Midili punta alla riconferma. Il primo cittadino uscente si presenta con il peso di una coalizione di centrodestra ampia e strutturata, che include le principali forze di governo nazionale e regionale.
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La strategia: Midili punta tutto sulla narrazione dei “fatti compiuti”: il risanamento dei conti, i numerosi cantieri aperti con i fondi del PNRR e il rilancio dell’immagine turistica della città.
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I punti di forza: Una macchina elettorale oliata e la capacità di aver mantenuto compatta la sua maggioranza per l’intero quinquennio.
2. Sud chiama Nord: Il “ciclone” deluchiano punta sul Capo
Cateno De Luca ha già chiarito che Milazzo è un obiettivo strategico per il suo movimento. Anche se il nome definitivo è stato oggetto di riflessioni interne, l’area di Sud chiama Nord è pronta a schierare un profilo di rottura, capace di intercettare il malcontento delle periferie e di chi chiede una gestione più “aggressiva” delle problematiche locali.
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La strategia: Una campagna elettorale frontale, basata sulla denuncia delle criticità (dalla gestione idrica alla manutenzione stradale) e sulla promessa di un’amministrazione h24 sul modello messinese.
3. Il “Campo Largo”: PD e M5S alla ricerca della sintesi
Sul fronte opposto, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle stanno lavorando per presentare un fronte unito, cercando di coinvolgere anche le liste civiche storiche dell’opposizione milazzese.
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La sfida: Trovare un nome che possa fare da collante tra le diverse anime del centrosinistra. Si parla di profili legati al mondo delle professioni o dell’associazionismo ambientale, tema sensibilissimo a Milazzo data la presenza del polo industriale e della riserva marina.
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L’obiettivo: Trasformare le elezioni in un referendum sulla gestione Midili, puntando su temi come la sostenibilità, la qualità della vita e la partecipazione dei cittadini.







