Nuova battuta d’arresto per il progetto di sistemazione idraulica del torrente Saja-Castello a Oliveri. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) ha infatti respinto l’istanza di sospensiva presentata dal Comune contro la sentenza del Tar di Catania dello scorso febbraio, confermando, almeno per il momento, la vittoria dei proprietari terrieri coinvolti.
Prevale l’interesse del privato sull’urgenza pubblica
Secondo i giudici del CGA, i motivi di appello presentati dall’amministrazione comunale non appaiono, allo stato attuale, sufficienti a ribaltare la situazione. Il principio espresso nell’ordinanza è netto: l’esigenza della pubblica amministrazione di eseguire celermente un’opera — pur se definita necessaria, essenziale e regolarmente finanziata — non può giustificare il sacrificio totale dell’interesse dei privati.
In questa fase, dunque, il diritto dei proprietari è stato ritenuto prevalente rispetto alla necessità di procedere con i lavori a protezione del centro abitato e delle infrastrutture lungo la strada statale 113.
Le origini della disputa: il vizio di comunicazione
La vicenda nasce dal ricorso di alcuni comproprietari contro la determinazione comunale del 23 settembre 2025. In quella data, la conferenza di servizi aveva approvato il progetto esecutivo dei lavori, atto che equivaleva alla dichiarazione di pubblica utilità e all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio.
Il Tar di Catania, il 13 febbraio scorso, aveva già accolto parzialmente le rimostranze dei privati. Il nodo legale principale risiede nella procedura: è stato accertato che il Comune di Oliveri non aveva inviato le comunicazioni di rito a tutti i comproprietari delle aree interessate. Questa mancanza ha inficiato la validità dell’approvazione del progetto, avvenuta in variante allo strumento urbanistico.
Conseguenze e prospettive legali
L’effetto immediato della decisione del Tar, ora confermata dalla mancata sospensiva del CGA, è il congelamento della procedura: gli atti della gara d’appalto sono stati infatti automaticamente azzerati.
Nella battaglia legale, il Comune di Oliveri è difeso dall’avvocato Salvatore Giambò, mentre i proprietari terrieri sono assistiti dagli avvocati Valentina Canale e Alessandro Pallottino. In attesa dell’udienza di merito, che dovrà entrare nel vivo della questione, resta fermo il blocco dei lavori sul torrente Saja-Castello, lasciando l’amministrazione nella necessità di dover, eventualmente, ridiscutere l’iter burocratico e comunicativo dell’opera.







