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Patti: Incontro – dibattito: su “Immigrazione, oltre il muro dei pregiudizi

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“Gli immigrati non sono un pericolo ma una ricchezza”. Così potrebbe essere riassunto l’incontro-dibattito “Immigrazione: oltre il muro dei pregiudizi” che, nell’ambito del progetto di “Educazione alla solidarietà”, ha coinvolto gli alunni delle classi terze della Scuola Secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Pirandello” di Patti.

Un’occasione davvero propizia ed interessante per riflettere su un tema di pressante attualità, al quale, troppo spesso, ci si accosta non secondo quella che è la realtà, ma, appunto, con tanti pregiudizi. Dopo il saluto della dirigente, professoressa Clotilde Graziano, che ha evidenziato come anche noi italiani siamo stati emigrati” e come “l’accoglienza e il rispetto nascano da una forte relazione che nell’altro non ci fa vedere un nemico” e quanto “sia indispensabile soffermarsi su un tema così delicato senza sovrastrutture e preconcetti”, il tema è stato presentato, con dovizia di particolari pur nella semplicità e nella chiarezza, da Santino Tornesi, di Messina, direttore dell’Ufficio Regionale “Migrantes” della Conferenza Episcopale Siciliana,  da tempo impegnato sul campo nel mondo dell’immigrazione. Con lui Girum, un giovane etiope venuto in Italia per studiare, che frequenta la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina.

Santino Tornesi ha fatto riferimento ad alcuni “dati certi” sull’immigrazione per evidenziare come “spesso i numeri vengano gonfiati e ciò provochi una percezione sbagliata della questione”. Si è soffermato pure sulle principali cause di immigrazione (“Nessuno scappa dal proprio paese per piacere”) e sulle difficoltà che incontrano gli immigrati (“Non conoscere prima di tutto la lingua li rende, ovviamente, molto vulnerabili per cui, spesso, diventano vittime di persone senza scrupoli”), ha riportato qualche esperienza personale e ha rimarcato come “per abbattere il muro del pregiudizio sia necessaria una costante opera educativa in tutti gli ambienti di vita”. Gli alunni, molto partecipi, hanno posto parecchie domande e così si è instaurato un proficuo dialogo.

Molto toccante la testimonianza-video di Bruno, proveniente dal Camerun, che al suo arrivo in Italia era ancora minore. Ha raccontato di aver impiegato due anni per arrivare da noi, di come abbia dovuto subire pure il carcere oltre che torture e di come sia stato fortunato ad essere riscattato da una persona che ha pagato la sua libertà e ad arrivare a Messina nonostante il naufragio del “suo” barcone. Si è sentito accolto e voluto bene, ha studiato all’”Antonello”, ha frequentato la facoltà di Servizi Enogastronomici dell’Università peloritana è diventato chef e adesso lavora nel nord Italia.

Molto belle pure le parole di Grun, il quale ha evidenziato “quanto di buono c’è in Italia”, mettendo in evidenza la reciprocità del dare e del ricevere che permette di incontrarsi e di non vedere nell’altro qualcuno da cui tenersi lontano ma qualcuno da accogliere e da volere bene.

All’incontro ha partecipato anche don Leonardo Maimone, direttore dell’Ufficio “Migrantes” della diocesi di Patti.

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“Gli immigrati non sono un pericolo ma una ricchezza”. Così potrebbe essere riassunto l’incontro-dibattito “Immigrazione: oltre il muro dei pregiudizi” che, nell’ambito del progetto di “Educazione alla solidarietà”, ha coinvolto gli alunni delle classi terze della Scuola Secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Pirandello” di Patti.

Un’occasione davvero propizia ed interessante per riflettere su un tema di pressante attualità, al quale, troppo spesso, ci si accosta non secondo quella che è la realtà, ma, appunto, con tanti pregiudizi. Dopo il saluto della dirigente, professoressa Clotilde Graziano, che ha evidenziato come anche noi italiani siamo stati emigrati” e come “l’accoglienza e il rispetto nascano da una forte relazione che nell’altro non ci fa vedere un nemico” e quanto “sia indispensabile soffermarsi su un tema così delicato senza sovrastrutture e preconcetti”, il tema è stato presentato, con dovizia di particolari pur nella semplicità e nella chiarezza, da Santino Tornesi, di Messina, direttore dell’Ufficio Regionale “Migrantes” della Conferenza Episcopale Siciliana,  da tempo impegnato sul campo nel mondo dell’immigrazione. Con lui Girum, un giovane etiope venuto in Italia per studiare, che frequenta la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina.

Santino Tornesi ha fatto riferimento ad alcuni “dati certi” sull’immigrazione per evidenziare come “spesso i numeri vengano gonfiati e ciò provochi una percezione sbagliata della questione”. Si è soffermato pure sulle principali cause di immigrazione (“Nessuno scappa dal proprio paese per piacere”) e sulle difficoltà che incontrano gli immigrati (“Non conoscere prima di tutto la lingua li rende, ovviamente, molto vulnerabili per cui, spesso, diventano vittime di persone senza scrupoli”), ha riportato qualche esperienza personale e ha rimarcato come “per abbattere il muro del pregiudizio sia necessaria una costante opera educativa in tutti gli ambienti di vita”. Gli alunni, molto partecipi, hanno posto parecchie domande e così si è instaurato un proficuo dialogo.

Molto toccante la testimonianza-video di Bruno, proveniente dal Camerun, che al suo arrivo in Italia era ancora minore. Ha raccontato di aver impiegato due anni per arrivare da noi, di come abbia dovuto subire pure il carcere oltre che torture e di come sia stato fortunato ad essere riscattato da una persona che ha pagato la sua libertà e ad arrivare a Messina nonostante il naufragio del “suo” barcone. Si è sentito accolto e voluto bene, ha studiato all’”Antonello”, ha frequentato la facoltà di Servizi Enogastronomici dell’Università peloritana è diventato chef e adesso lavora nel nord Italia.

Molto belle pure le parole di Grun, il quale ha evidenziato “quanto di buono c’è in Italia”, mettendo in evidenza la reciprocità del dare e del ricevere che permette di incontrarsi e di non vedere nell’altro qualcuno da cui tenersi lontano ma qualcuno da accogliere e da volere bene.

All’incontro ha partecipato anche don Leonardo Maimone, direttore dell’Ufficio “Migrantes” della diocesi di Patti.

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