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Ponte sullo Stretto: a Messina la piazza del “Sì” per unire l’Italia e abbattere l’isolamento

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Nonostante le basse temperature e le nuvole minacciose, una folla composta incomincia a radunarsi sabato pomeriggio in piazza Unione Europea a Messina. Bandiere e slogan tutte consacrate alla manifestazione organizzata dal senatore Nino Germanà per confermare la volontà di un sì che costruisce, unisce e abbatte le barriere strumentali dello sviluppo.

Tanta gente venuta dall’hinterland, dai Comuni della città metropolitana di Messina e anche tanti calabresi venuti non solo dalla dirimpettaia Reggio Calabria ma fino Cosenza. Rappresentanti di categorie associative, Confindustria, Ance, imprenditori, professionisti, giovani studenti e molte bandiere, ben oltre 40 sigle.

Hoara Borselli apre con saluto accorato ad una piazza gremita e composta e poi un susseguirsi di interventi di cariche istituzionali e rappresentanti di categorie. Presente anche l’imprenditore Vincenzo Franza, armatore Caronte Tourist che ha sottolineato l’importanza di un’opera, che deve unire per congiungerci. Non solo quindi una viabilità esclusiva via mare, ma infrastrutture che richiamino altre infrastrutture. E come dice anche Enzo Bianco, già sindaco di Catania ed esponente storico del PD “bisogna sostenere questa grande opera senza appartenenza a ideologia o al partito del No!”.

La bontà di questa opera è unica e tanti saranno i benefici che a ricaduta cambieranno anche la tendenza che vede oggi emigrare i tanti giovani. Come asserisce Matteo Salvini, “avremo un contro esodo che riempirà le città e i piccoli paesi svuotati della Sicilia e della Calabria. “

E’ paradossale che a osteggiare questa opera sia parte di quel sud che vuole che permanga lo status quo.

Il ponte rappresenterà quella contiguità territoriale che invece oggi tanto danneggia non solo l’economia ma anche la semplice mobilità delle persone: qualche giorno fa una signora che rientrava da Roma con il freccia rossa, ha assistito al trasbordo di due persone disabili che per poter accedere alla imbarcazione della blue jet (la linea degli aliscafi che collega Villa S. Giovanni a Messina) sono state prese “di peso” per consentirgli l’accesso.

Una barriera architettonica che non è bypassabile visto l’attracco che prevede un accesso attraverso il ponte superiore dell’aliscafo con una passerella stretta e poi bisogna scendere dei gradini per arrivare al ponte inferiore dal quale si esce arrivati a Messina.

La lotta per l’abbattimento delle barriere architettoniche è da molti anni sostenuta da una vivace rete della società civile che è riuscita a garantire in molti contesti la libertà di movimento, rendendo accessibili spazi, strade e percorsi a tutte le persone con disabilità motorie in tutta Italia, tranne nello stretto di Messina, che rimane il resto d’Italia.

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Nonostante le basse temperature e le nuvole minacciose, una folla composta incomincia a radunarsi sabato pomeriggio in piazza Unione Europea a Messina. Bandiere e slogan tutte consacrate alla manifestazione organizzata dal senatore Nino Germanà per confermare la volontà di un sì che costruisce, unisce e abbatte le barriere strumentali dello sviluppo.

Tanta gente venuta dall’hinterland, dai Comuni della città metropolitana di Messina e anche tanti calabresi venuti non solo dalla dirimpettaia Reggio Calabria ma fino Cosenza. Rappresentanti di categorie associative, Confindustria, Ance, imprenditori, professionisti, giovani studenti e molte bandiere, ben oltre 40 sigle.

Hoara Borselli apre con saluto accorato ad una piazza gremita e composta e poi un susseguirsi di interventi di cariche istituzionali e rappresentanti di categorie. Presente anche l’imprenditore Vincenzo Franza, armatore Caronte Tourist che ha sottolineato l’importanza di un’opera, che deve unire per congiungerci. Non solo quindi una viabilità esclusiva via mare, ma infrastrutture che richiamino altre infrastrutture. E come dice anche Enzo Bianco, già sindaco di Catania ed esponente storico del PD “bisogna sostenere questa grande opera senza appartenenza a ideologia o al partito del No!”.

La bontà di questa opera è unica e tanti saranno i benefici che a ricaduta cambieranno anche la tendenza che vede oggi emigrare i tanti giovani. Come asserisce Matteo Salvini, “avremo un contro esodo che riempirà le città e i piccoli paesi svuotati della Sicilia e della Calabria. “

E’ paradossale che a osteggiare questa opera sia parte di quel sud che vuole che permanga lo status quo.

Il ponte rappresenterà quella contiguità territoriale che invece oggi tanto danneggia non solo l’economia ma anche la semplice mobilità delle persone: qualche giorno fa una signora che rientrava da Roma con il freccia rossa, ha assistito al trasbordo di due persone disabili che per poter accedere alla imbarcazione della blue jet (la linea degli aliscafi che collega Villa S. Giovanni a Messina) sono state prese “di peso” per consentirgli l’accesso.

Una barriera architettonica che non è bypassabile visto l’attracco che prevede un accesso attraverso il ponte superiore dell’aliscafo con una passerella stretta e poi bisogna scendere dei gradini per arrivare al ponte inferiore dal quale si esce arrivati a Messina.

La lotta per l’abbattimento delle barriere architettoniche è da molti anni sostenuta da una vivace rete della società civile che è riuscita a garantire in molti contesti la libertà di movimento, rendendo accessibili spazi, strade e percorsi a tutte le persone con disabilità motorie in tutta Italia, tranne nello stretto di Messina, che rimane il resto d’Italia.

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